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Discontinuità. Una parola che racchiude il senso di una stagione fin qui fallimentare per la Salernitana, che in queste 31 giornate di campionato ha fatto di queste tredici lettere il suo leit motiv. Mai i granata sono riusciti a conquistare due vittorie consecutive nel corso di questa stagione, neppure dopo l’esaltante vittoria di Cesena, accolta con fin troppo entusiasmo dalla tifoseria. La sconfitta contro il Lanciano ha fatto ritornare tutti con i piedi per terra: i calciatori, acclamati al rientro dalla trasferta romagnola dopo una vittoria sì storica e importante ma che non doveva rappresentare altro che la presa di coscienza di aver compiuto soltanto un piccolissimo passo in un percorso ancora assai lungo e tortuoso verso la salvezza, e la tifoseria, ripiombata nuovamente nella più generale sensazione di paura e scetticismo verso il futuro che l’attende, sfociata finanche nella contestazione nei confronti di patron Lotito al termine della sfida contro i frentani. Una paura che non deriva tanto dalle prestazioni, da un mese a questa parte piuttosto incoraggianti e i cui risultati non rendono giustizia alcuna ad una squadra che, in un modo o nell’altro, è comunque riuscita ad acquisire un’identità di gioco migliore rispetto al passato, quanto dagli impietosi numeri che la vedono soccombere (quasi) dappertutto. Trenta punti in 31 gare fin qui disputate, media di neppure un punto a partita. Se si analizzano i numeri del girone di ritorno, che avrebbe dovuto rivelarsi decisivo per il definitivo cambio di marcia della squadra, la situazione non migliora affatto, anzi. La media play-off da tutti auspicata come quella da mantenere per raggiungere la salvezza, si attesta sul mesto dato di un punto a partita (10 in 10 gare), sulla falsa riga di quanto fatto nel girone d’andata. Quel che è peggio, però, è che neppure tenendo in considerazione la classifica del solo girone di ritorno i granata sarebbero salvi: con 10 punti, infatti, la Salernitana occuperebbe assieme al Perugia un posto tra i play-out, davanti soltanto a Como e Pro Vercelli (9) e Vicenza (7). C’è (purtroppo) di più: la difesa granata è assieme all’Ascoli la seconda peggiore retroguardia del campionato con ben 47 reti subite, dietro soltanto al Como con 49. Soltanto in queste prime 10 gare del girone di ritorno, inoltre, i granata hanno raccolto per ben 18 volte il pallone nella propria porta, attestandosi da gennaio ad oggi come la peggiore difesa della B assieme a Pro Vercelli, Ascoli e Pescara. Tra le squadra in lotta per la salvezza seguono poi rispettivamente Vicenza (16), Como (13), Livorno, Modena e Ternana (11) e Latina e Lanciano a quota 9. Un dato più confortante proviene invece dall’attacco: tra le squadra invischiate nella lotta per non retrocedere, i granata sono assieme al Livorno la squadra con il maggior numero di reti all’attivo (33), con il Modena ultimo a quota 26. Nel girone di ritorno, meglio dei granata ha fatto soltanto la Pro Vercelli, che ha totalizzato 14 reti rispetto alle 13 della Salernitana. Seguono a ruota Lanciano e Ascoli (11), Como e Ternana (10), Livorno e Modena (8), Vicenza (7) e Latina (6). La salvezza della Salernitana, dunque, ruota attorno alla (im)perforabilità della propria difesa, in considerazione del fatto che i granata dispongono di uno degli attacchi più prolifici tra quelli in dote alle altre dirette concorrenti per la salvezza. Il giro di boa del girone di ritorno, tuttavia, è già arrivato, ma gli impietosi numeri del girone d’andata non cessano di ripetersi. Ciononostante, di chiamate per la salvezza ne restano ancora undici e c’è ancora tempo e modo per recuperare. Il segreto, però, sta tutto nella… continuità. I granata hanno infatti un impellente bisogno di conquistare una striscia di risultati utili in cui figurino (almeno) un paio di vittorie consecutive, al fine di (ri)catapultarsi lontano dagli ultimi tre (o ancor meglio cinque) posti della classifica. La distanza dalla zona play-out, ora, dista ancora soltanto tre punti, due in più per raggiungere invece la salvezza diretta. Tutto, dunque, è ancora possibile, ma per farlo serve raggiungere al più presto quella maledetta continuità. A cominciare già dalla trasferta di sabato prossimo a Perugia. Discontinuità. Una parola che racchiude il senso di una stagione fin qui fallimentare per la Salernitana, che in queste 31 giornate di campionato ha fatto di queste tredici lettere il suo leit motiv. Mai i granata sono riusciti a conquistare due vittorie consecutive nel corso di questa stagione, neppure dopo l’esaltante vittoria di Cesena, accolta con fin troppo entusiasmo dalla tifoseria. La sconfitta contro il Lanciano ha fatto ritornare tutti con i piedi per terra: i calciatori, acclamati al rientro dalla trasferta romagnola dopo una vittoria sì storica e importante ma che non doveva rappresentare altro che la presa di coscienza di aver compiuto soltanto un piccolissimo passo in un percorso ancora assai lungo e tortuoso verso la salvezza, e la tifoseria, ripiombata nuovamente nella più generale sensazione di paura e scetticismo verso il futuro che l’attende, sfociata finanche nella contestazione nei confronti di patron Lotito al termine della sfida contro i frentani. Una paura che non deriva tanto dalle prestazioni, da un mese a questa parte piuttosto incoraggianti e i cui risultati non rendono giustizia alcuna ad una squadra che, in un modo o nell’altro, è comunque riuscita ad acquisire un’identità di gioco migliore rispetto al passato, quanto dagli impietosi numeri che la vedono soccombere (quasi) dappertutto. Trenta punti in 31 gare fin qui disputate, media di neppure un punto a partita. Se si analizzano i numeri del girone di ritorno, che avrebbe dovuto rivelarsi decisivo per il definitivo cambio di marcia della squadra, la situazione non migliora affatto, anzi. La media play-off da tutti auspicata come quella da mantenere per raggiungere la salvezza, si attesta sul mesto dato di un punto a partita (10 in 10 gare), sulla falsa riga di quanto fatto nel girone d’andata. Quel che è peggio, però, è che neppure tenendo in considerazione la classifica del solo girone di ritorno i granata sarebbero salvi: con 10 punti, infatti, la Salernitana occuperebbe assieme al Perugia un posto tra i play-out, davanti soltanto a Como e Pro Vercelli (9) e Vicenza (7). C’è (purtroppo) di più: la difesa granata è assieme all’Ascoli la seconda peggiore retroguardia del campionato con ben 47 reti subite, dietro soltanto al Como con 49. Soltanto in queste prime 10 gare del girone di ritorno, inoltre, i granata hanno raccolto per ben 18 volte il pallone nella propria porta, attestandosi da gennaio ad oggi come la peggiore difesa della B assieme a Pro Vercelli, Ascoli e Pescara. Tra le squadra in lotta per la salvezza seguono poi rispettivamente Vicenza (16), Como (13), Livorno, Modena e Ternana (11) e Latina e Lanciano a quota 9. Un dato più confortante proviene invece dall’attacco: tra le squadra invischiate nella lotta per non retrocedere, i granata sono assieme al Livorno la squadra con il maggior numero di reti all’attivo (33), con il Modena ultimo a quota 26. Nel girone di ritorno, meglio dei granata ha fatto soltanto la Pro Vercelli, che ha totalizzato 14 reti rispetto alle 13 della Salernitana. Seguono a ruota Lanciano e Ascoli (11), Como e Ternana (10), Livorno e Modena (8), Vicenza (7) e Latina (6). La salvezza della Salernitana, dunque, ruota attorno alla (im)perforabilità della propria difesa, in considerazione del fatto che i granata dispongono di uno degli attacchi più prolifici tra quelli in dote alle altre dirette concorrenti per la salvezza. Il giro di boa del girone di ritorno, tuttavia, è già arrivato, ma gli impietosi numeri del girone d’andata non cessano di ripetersi. Ciononostante, di chiamate per la salvezza ne restano ancora undici e c’è ancora tempo e modo per recuperare. Il segreto, però, sta tutto nella… continuità. I granata hanno infatti un impellente bisogno di conquistare una striscia di risultati utili in cui figurino (almeno) un paio di vittorie consecutive, al fine di (ri)catapultarsi lontano dagli ultimi tre (o ancor meglio cinque) posti della classifica. La distanza dalla zona play-out, ora, dista ancora soltanto tre punti, due in più per raggiungere invece la salvezza diretta. Tutto, dunque, è ancora possibile, ma per farlo serve raggiungere al più presto quella maledetta continuità. A cominciare già dalla trasferta di sabato prossimo a Perugia
Raffaele Cioffi

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