16 Maggio 2026
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Salernitana, con Rosina ne arrivano altri tre

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Giornata di arrivi in casa granata. I primi ad essere annunciati, quasi a sorpresa, sono stati due under provenienti dalla lontana Oceania. Dopo Chris Oikonomidis, proseguirà anche nella stagione 2016/17 una presenza australiana nell’organico della Salernitana. Il club granata ha infatti messo sotto contratto due diciannovenni under che potrebbero essere aggregati da fuori quota in Primavera,ed all’occorrenza, essere valutati da mister Sannino in prima squadra: si tratta di Matthew Bolzonello, esterno destro sia alto che basso, e Jonathan Alcorace, difensore centrale di piede sinistro, ma adattabile nel ruolo di terzino.
Il primo è nato in Italia ma è emigrato subito in Australia, dove ha mosso i primi passi nel Melbourne Phoenix: vanta esperienze anche in Cina (due anni Nanjing Yoyo Fc) prima di approdare in Italia: ha fatto parte delle giovanili dell’Empoli nel 2013/14 e del Varese in quella successiva, con una piccola parentesi in Spagna, all’Hercules.Quanto ad Alcorace, anch’egli è un classe 1997 ed è nativo di Melbourne. Lo scorso anno ha militato nella Primavera dell’Avellino (8 presenze), precedentemente aveva fatto parte dei baby del Novara e del Varese, dopo aver iniziato anch’egli col Melbourne Phoenix. Entrambi i giovani calciatori sono assistiti da Morris Pagniello, direttore della Giss (Genova International Soccer School), ed hanno firmato alla sua presenza stamani in sede il contratto che li legherà alla Salernitana per le prossime stagioni. Si è in attesa del comunicato ufficiale, ma si può dire che Joao Silva è un nuovo calciatore della Salernitana. L’attaccante portoghese classe 1990 ha trovato questa mattina l’accordo con il ds Fabiani per apporre la firma su un contratto biennale che il club ha proposto all’ex calciatore dell’Avellino, cui i lupi non avevano rinnovato l’accordo in estate: l’ex irpino era libero e si aggregherà già domani alla truppa di mister Beppe Sannino, con il compito di fare il vice Coda. Portato in Italia dal Bari nel 2013 (40 partite e 6 gol in cadetteria), Joao Pedro Silva Pereira ha poi vestito anche la casacca del Palermo nel nostro Paese: lo ha fatto però solo in un’occasione, in Serie A. In carriera ha fatto vedere buone cose nel massimo campionato bulgaro con il Levski Sofia – con cui ha collezionato anche 4 presenze in Europa League – dopo le esperienze in patria con Deportivo Aves, Vitoria Setubal e Uniao Leiria. Vanta anche un’avventura inglese con la squadra riserve dell’Everton.Joao Silva è il prototipo del rincalzo generoso, non certo restio a prendere sportellate e funzionale al gioco di squadra. Le statistiche sotto porta non sono dalla sua parte, raramente è andato in doppia cifra (solo in patria nei campionati giovanili): lo scorso anno un solo gol con la maglia dell’Avellino (a Lanciano) in 9 presenze ma tanto “lavoro sporco”. La ciliegina sulla torta e di un’ora fa. Dopo un lungo tira e molla finalmente si è conclusa la telenovela Rosina. Alessandro Rosina lo possiamo dire è un nuovo calciatore della Salernitana. Un’operazione lunga, che ristagnava nella querelle tra il giocatore e il Catania durata più di un mese e conclusasi solo questo pomeriggio, con la consegna della buonuscita al giocatore e la conseguente ratifica della risoluzione contrattuale col Catania. Finalmente Giuseppe Sannino può riabbracciare il suo pupillo – probabilmente nella giornata di domani, quando Rosinaldo è annunciato in città – un calciatore sicuramente in grado di fare la differenza in categoria che potrà cambiare anche il prosieguo del mercato granata. Contratto quadriennale per lui, fino al 2020.
“Sono felicissimo di poter indossare finalmente la maglia della Salernitana. Tempi tecnici non hanno reso possibile il mio arrivo a Salerno prima ma ora non vedo l’ora di mettermi a disposizione di mister Sannino in una piazza che ha grande fame di calcio come Salerno – le prime parole in granata di Alessandro Rosina sul sito ufficiale – Ringrazio la Proprietà, Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, per aver creduto in me e di avermi aspettato nonostante l’accordo fosse stato già raggiunto da tempo. Ho scelto la Salernitana più di un mese fa e ora sono concentrato esclusivamente per dare il massimo per questi colori”.
Elemento in grado di fare la differenza, si diceva. Alessandro Rosina regala un primo saggio sulle sue grandi doti tecniche già alla tenera età di diciannove anni, quando esordisce in serie A con il Parma e mette insieme anche alcuni spezzoni di gara in Coppa Italia e in Coppa Uefa. Un talento cristallino che non tarda a manifestarsi ancor più concretamente nella stagione successiva (2004-2005). A lanciarlo in maniera definitiva nel calcio che conta furono Baldini a Parma e Ficcadenti a Verona (Serie B. Dopo un inizio di stagione nella massima serie, infatti, il talentuoso brevilineo di Belvedere Marittimo passò alla società scaligera, dove realizzò anche un gol contro la Salernitana di Molinaro, Palladino e Gregucci. Ma la vera consacrazione del ragazzo risale alla stagione 2005-2006, quando fu ingaggiato dal Torino allenato da Gianni Di Biase. Campionato sontuoso, concluso con uno score di dodici reti realizzate e la promozione in serie A. Ricco di soddisfazioni e di riconoscimenti professionali anche il triennio successivo, sempre alle dipendenze del glorioso ‘’Toro’’. Ventidue reti e quattordici assist vincenti fanno di lui uno dei fantasisti più imprevedibili ed efficaci del calcio italiano. Prestazioni che non lasciano indifferente Luciano Spalletti, il quale decide di avvalersi della genialità calcistica di Rosina per far compiere il salto di qualità allo Zenit di San Pietroburgo, squadra russa dalla quale è stato ingaggiato come allenatore. In Russia il forte trequartista calabro resta quattro anni, ad eccezione di una parentesi a Siena. Bilancio magro dal punto di vista individuale (stagioni da comprimario) ma assolutamente soddisfacente per quel che concerne i risultati di squadra (due volte campione di Russia). Rosina però vuole giocare, essere protagonista, ed allora decide di far ritorno in patria. Dove nelle ultime quattro stagioni (Siena, Catania e Bari) dimostra ancora una volta di essere calciatore in grado di fare la differenza e determinare positivamente l’esito di un match con le sue estrose giocate. Trentasette rei realizzate e trentotto suggerimenti decisivi regalati ai colleghi di squadra sono dati più eloquenti di qualsiasi descrizione tecnico-tattica. Dalla quale, però, non ci sottraiamo. Rosina è prevalentemente un attaccante (nel senso che puoi chiedergli un contributo limitato in fase difensiva), un calciatore dalle spiccati doti offensive, che fa della duttilità calcistica una delle sue doti principali. Baricentro basso, bravo nell’uno contro uno, rapido ed imprevedibile, elegante e mai banale grazie al suo chirurgico piede sinistro, preciso nelle conclusioni verso la porta e nel lanciare gli attaccanti al cospetto dei portieri rivali, ‘’Rosinaldo’’ è una garanzia anche sui calci piazzati (rigori e punizioni), oltre che un ‘pennellatore’ di insidie nei sedici metri altrui in occasione di calci d’angolo e punizioni decentrate. Dal punto di vista meramente tattico, il neo granata può giocare in tutti i moduli che arricchiscono la composita strategia calcistica italiana. Seppur in alcuni di essi, per rendere al meglio, avrebbe bisogno di una squadra funzionale alle sue notevoli qualità tecniche, non sempre supportate però da continuità atletica e spirito di sacrificio in fase di non possesso. Per cui, entrando nello specifico, l’ex Zenit può operare da trequartista (4-3-1-2; 4-4-1-1; 3-4-1-2; 3-4-2-1), oppure da seconda punta (4-4-2; 3-5-2). Senza trascurare la possibilità di schierarlo da esterno offensivo in un tridente (4-3-3; 3-4-3). Insomma, la collocazione tattica è un dettaglio. Per un calciatore decisamente al di sopra della cifra tecnica espressa dalla categoria. Spetterà a Sannino metterlo nella condizione di ‘far danni’ nella trequarti avversaria, senza però cagionare all’undici schierato in campo preoccupazioni relative agli equilibri difensivi. Intanto, Coda e Donnarumma (e con loro i tifosi) già pregustano gli invitati assist sfornati dal nuovo compagno di squadra.
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