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Si accettano scommesse. In città nei covi del tifo, non si parla d’altro. Sui forum del tifo granata e sui social pure ci si pone questo quesito. E ora, chi difenderà i pali granata col Cesena? Strakosha o Terracciano? La domanda aveva lasciato Torrente col punto interrogativo stampato sul volto nel dopogara contro l’Entella, facendo arrabbiare di brutto (e ingiustificatamente) il diesse Fabiani appostato dietro le telecamere. Lecito porla allora, ancor di più oggi, a tre giorni dal match che deve significare riscossa a tutti i costi per una Salernitana che ha due portieri da recuperare psicologicamente. Torrente deve, seppure in nettissimo ritardo, operare una scelta assegnando in maniera decisa il ruolo da titolare. Almeno fino a gennaio, quando la riapertura del mercato potrebbe cambiare gli scenari. Per la verità la scelta tecnica dell’allenatore era stata chiara, con l’inserimento del fresco arrivato Terracciano fin dalla gara con lo Spezia, a pochi giorni dal suo tesseramento. Un rendimento ballerino e qualche idea diversa fluttuante su via Allende (ufficialmente pure un problemino fisico alla caviglia sbandierato alla vigilia come non mai) hanno fatto sì che a Chiavari scendesse in campo nuovamente Strakosha, incappato suo malgrado in un’altra incertezza. Thomas Strakosha e Pietro Terracciano si giocano il posto per la gara di sabato, sono due portieri col morale sotto i tacchi. Tutti e due bocciati, l’albanese dopo la gara di Brescia e l’ex catanese dopo quella col Trapani, sentono particolarmente la pressione e la tensione della piazza. E più hai paura di sbagliare, più il concreto rischio di farlo esiste. La forma di tutela più grande è la fiducia, anche dopo un errore, e la Salernitana nella fase iniziale di stagione non ha gestito nel migliore dei modi la vicenda portiere: concetto trito e ritrito, ora c’è da guardare avanti perché il roster è questo. Il reparto portieri, per la verità, sarebbe l’unico modificabile in corso d’opera anche domani, mettendone fuori lista uno e ingaggiando uno svincolato. Ma, tenendo conto delle offerte del mercato (pochi “disoccupati”, anzianotti e forse un po’ arrugginiti), il gioco potrebbe non valere la candela. E allora la soluzione è prendere uno tra Terracciano e Strakosha, dicendogli “tu sei il titolare”. Punto. I valzer non fanno bene a nessuno in quel ruolo, a maggior ragione in un delicato momento come quello corrente e con i protagonisti attuali, uno appena ventenne e l’altro poco più grande. L’ex laziale ha potenzialità, in ritiro aveva mostrato anche buone doti di personalità, probabilmente non ha sentito piena fiducia sulle sue spalle e, nonostante la statura, non è riuscito a reggere il peso delle responsabilità nell’ultimo turno di campionato, quando è stato rigettato nella mischia. Strakosha sembra ancora leggermente favorito per un posto da titolare col Cesena, le gambe forse tremeranno ancora sabato ma, soprattutto se il pubblico avrà la maturità di aiutarlo e con esso anche i più esperti difensori granata, basterà un buon intervento per infondere fiducia per il prosieguo del match. Strakosha e Terracciano, più di tutti, sono parsi impauriti l’altro ieri, quando la furia di una quarantina di tifosi s’è scagliata sui giocatori all’uscita dal campo Volpe. L’ultima cosa che entrambi avrebbero voluto, non è difficile immaginarlo, è rendersi protagonisti di mancati controlli di palla o uscite sbagliate. Un bel “chiudila sta porta” ad inizio partita dal muro della sud, la medicina tradizionale per far passare tutti i mali a chi indossa i guantoni.

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