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È durata appena tre giorni la scorpacciata di emozioni positive e neonati entusiasmi che ha investito la Salerno calcistica dopo l’eroica prestazione grazie alla quale gli uomini di Bollini hanno domato la corazzata empolese affidata a mister Vivarini. Le indagini diagnostiche effettuate nelle scorse ore ed i bollettini medici diramati dalla società granata confermano i gravi infortuni subiti da Schiavi, Bernardini, Perico e Sprocati. Serie noie fisiche che, nel migliore dei casi (Schiavi), necessitano di almeno venti giorni di stop forzato ai box. Mentre tempi più lunghi si prospettano per gli altri calciatori granata: partendo dai due mesi di assenza ipotizzati per Bernardini, passando per il mese e mezzo che terrà Perico lontano dai campi di calcio, fino ad arrivare alle quattro settimane abbondanti di inattività che impediranno a Mattia Sprocati di essere ancora determinante, come è accaduto spesso nella prima parte della stagione. Indisponibilità pesanti che costringeranno Bollini ad aguzzare l’ingegno e ad impegnarsi nel gravoso tentativo di limitare il loro effetto destabilizzante sul cammino futuro della squadra. Molesti contrattempi che penalizzeranno due reparti (difesa ed attacco) su cui poggia saldamente una squadra di calcio. Insomma, mancherà colui a cui è affidato il compito di fare la differenza in fase offensiva, ed altrettanto penalizzanti saranno le defezioni dei tre difensori centrali deputati alla conservazione del risultato. Come se non bastasse, bisogna registrare che anche il recupero fisico di Tuia non può ancora essere classificato come imminente. La società si sta muovendo sul mercato, nel tentativo di reperire un difensore di categoria, discretamente esperto e in grado di aiutare l’intero reparto difensivo a fronteggiare la grande emergenza del momento. L’identikit tracciato conduce sulle piste di Milanovic, ex stopper di Ascoli, Pisa e Palermo. In attacco, almeno sulla carta e seppur con caratteristiche differenti, esiste un discreto numero di opzioni alternative, che sicuramente aiuteranno Bollini ad inventarsi qualcosa di ugualmente efficace da proporre contro i prossimi avversari della compagine granata. Però nel calcio, cosi come nella vita, saper fare di necessità virtù può essere una risorsa ugualmente importante da capitalizzare per mantenere inalterato l’entusiasmo e l’elevato rendimento di una prestazione. La stessa prova gagliarda offerta contro l’Empoli da una difesa improvvisata e composta da calciatori con caratteristiche sostanzialmente offensive può essere il riferimento giusto per non fasciarsi la testa prima del tempo ed esortare la squadra a lavorare con immutato entusiasmo. La mente, sempre determinante sia nel limitare le potenzialità di un’esperienza che nel favorirne lo sviluppo, giocherà un ruolo importante in questo momento delicato. Del resto, il notevole rendimento difensivo assicurato dall’inedito quintetto schierato da Bollini contro l’Ascoli, composto da due ali trasformate in esterni intermedi e due terzini operanti da centrali difensivi, conferma l’ampio ventaglio di possibilità offerto dalla psiche. Perché, al netto dell’oggettiva emergenza attuale, non si può non riconoscere che la miglior prestazione difensiva della Salernitana è stata realizzata proprio da una retroguardia apparentemente raffazzonata ma capace di non concedere quasi nulla al temibile attacco dell’Empoli. Pertanto, in attesa di tempi migliori, Bollini impegna i giorni di preparazione della gara contro il Bari per convincere il gruppo a riversare sul terreno di gioco le stesse doti che hanno spalancato le porte all’importantissimo successo conseguito contro Caputo e compagni. Maniacale cura del dettaglio, attenzione massimale per gli interi novanta minuti di gioco, umiltà, ferocia agonistica che non limiti la lucidità sul da farsi, tanta corsa (anche quando l’avversario riuscirà ad avere la meglio attraverso il palleggio), compattezza tattica (centrocampo e difesa a creare un unico blocco monolitico grazie alla precisa tempistica degli interventi) e granitica capacità di fare gruppo, soprattutto nelle difficoltà. Se i granata riusciranno a mettere ancora insieme tutti questi ingredienti, la pietanza che attende i famelici attaccanti baresi sarà tutt’altro che gradevole. Infine, dando una sbirciata attenta all’organico gestito dal trainer lombardo, abbiamo provato ad ipotizzare l’esistenza di una possibile opzione difensiva alternativa rispetto a quanto ammirato contro l’Empoli. A dire il vero, non abbiamo scovato granché, anche se l’esperienza di Della Rocca, calciatore abile nel gioco aereo e potenzialmente in grado di assumere il ruolo di guida del reparto, potrebbe rappresentare un’ulteriore carta ‘disperata’ da giocare sul tavolo del campionato cadetto. Più difficile pensare invece a Minala, poco attento a entrate rudi e incline al cartellino (è diffidato, ndR). Incrociare le dita e aguzzare l’ingegno.

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