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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Manca meno di una settimana al debutto in campionato, la testa è già alla gara del Mapei Stadium contro il Sassuolo dove sarà fondamentale partire con il piede giusto. L’ultima amichevole è stata quella di Latina, dove il Napoli ha espresso un buon gioco nel primo tempo per poi concretizzare tutto nella ripresa. Dopo i primi 45′ in cui si è prodotto tanto ma senza finalizzare, con Insigne e Chiriches molto vicini a firmare il gol del vantaggio, bellissima stilisticamente la semi-rovesciata del difensore romeno, un gesto balistico che avrebbe meritato miglior sorte. Nella ripresa, nonostante i cambi rispetto alla formazione che, con buona probabilità scenderà in campo dal primo minuto in terra emiliana, gli azzurri hanno iniziato a segnare senza più fermarsi. A sbloccare la gara è stato Hamsik, un po’ sottotono nella prima frazione, poi si è issato sugli scudi El Kaddouri dopo essere entrato in campo. Due prodezze nel giro di due minuti, un impatto impressionante alla gara per il marocchino che si candida alla permanenza in maglia azzurra, chissà che la sua tecnica non possa rivelarsi preziosa per Sarri. Dopo una lunga fase di stanca, a due minuti dalla fine, Gabbiadini ha confezionato una gemma di rara bellezza, da far strabuzzare gli occhi per classe e precisione. Il suo sinistro non perdona e, da qualsiasi distanza, può far male, anche da posizioni impossibili. Ma la faccia del talento bergamasco non è stata incoraggiante, zero sorrisi per lui, come a voler manifestare un malessere per un impiego che non appare sicuro. Ma ce ne passa per creare un caso, può essere che la sua sia solo concentrazione per far capire al tecnico di meritare la maglia da titolare, il fatto che la concorrenza non manchi deve essere sinonimo di competitività e nient’altro. La crescita passa anche da queste cose, a chi non sta bene può anche fare le valigie e sbarcare altrove perché più si sale in alto e più bisogna combattere per guadagnarsi il posto nell’undici titolare. Dopo la perla del “Gabbia”, il pokerissimo è stato firmato da Jorginho su calcio di rigore dopo una imperiosa cavalcata di Maggio sull’out destro, indice di una gamba che fa già registrare i giri giusti. Da Oporto a Latina, il Napoli non ha incassato gol in due gare, le indicazioni non possono che essere approssimative perché sempre di amichevoli si è trattato ma la sensazione, e l’augurio, è che la difesa non sarà più quella gruviera dell’ultimo biennio. I meccanismi sono cambiati, Sarri sta lavorando sull’equilibrio, sull’identità e su una intesa tra i reparti perché non si assista più a quegli scollamenti imbarazzanti su cui sguazzavano gli avversari. Il vero test per il Napoli è quello del Mapei Stadium, lì si avrà contezza di quella che sarà la squadra di quest’anno, partire bene è di vitale importanza dopo la mesta chiusura dello scorso campionato. Serve aria di rinnovamento, anche nei risultati, la squadra, invece, non è stata rivoluzionata in toto: l’attacco è rimasto pressoché immutato, la mediana, con gli innesti di Valdifiori e Allan a cui va aggiunto l’arretramento di Hamsik, è cambiata notevolmente mentre il pacchetto arretrato, se dovesse arrivare pure Maksimovic ponendo fine a questa telenovela e alle farneticazioni di Cairo, presenterebbe comunque diversi volti nuovi. Ora non resta che aspettare il responso del rettangolo di gioco in una gara ufficiale, ormai ci siamo quasi, c’è tanta attesa per il nuovo Napoli di Sarri.

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