16 Maggio 2026
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Questo è un Napoli straordinario

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata


C’era chi temeva un naufragio del Napoli contro i campioni del Psg, c’era chi sperava almeno di salvare la dignità e c’era chi pensava che sarebbe stata una grande impresa uscire indenni dal Parco dei Principi. Invece, altro che grande impresa! Il Napoli si è portato a casa un punto ma con grande rammarico perché la vittoria, che sarebbe stata ampiamente meritata, è sfumata solo in pieno recupero. Da una parte c’è l’orgoglio di aver disputato una super prestazione al cospetto dei fuoriclasse a disposizione di Tuchel, dall’altra anche l’amarezza perché, pur portando a casa un pari, si ha la sensazione di aver raccolto meno di quanto si meritasse. Solo nei primi quindici minuti, gli azzurri sembravano un po’ spaesati, poi hanno preso le misure ai transalpini fino a guadagnare metri e farsi minacciosi dalle parti di Areola. Grida ancora vendetta la traversa colpita da Mertens (la seconda dopo quella con il Liverpool) su un bellissimo assist di Mario Rui proveniente dalla sinistra.

Lì, il Psg ha iniziato sul serio a temere gli uomini di Ancelotti che sono passati avanti con un capolavoro nato sull’asse Callejon-Insigne, il primo ha servito in profondità lo scugnizzo frattese che, con un pallonetto delizioso, ha gelato il Parco dei Principi. Il Napoli era padrone del campo, autorevole come non mai, aggressivo su ogni palla, equilibrato tra i reparti, perfetto fino all’intervallo. Nella ripresa, i campioni di Francia sono scesi in campo con un piglio diverso, più determinato e arrembante, ma gli azzurri non stavano soffrendo così tanto prima che Mario Rui, con una buona dose di sfortuna, mandasse il pallone nella propria porta. Era il 61’, l’inerzia della partita era cambiata, ma è stato il Napoli a riportarsi avanti con Mertens, che ha sfruttato un rimpallo favorevole dopo un tiro da fuori dell’ottimo Fabian Ruiz. Dopo il nuovo vantaggio, il Napoli sembrava gestire alla grande la partita, al di là di una bella parata di Ospina su una punizione di Neymar, non c’erano stati grossi rischi, Cavani era stato sostituito, Neymar vagava per il campo sempre braccato da Allan, Mbappè, a parte i primi minuti, era stato depotenziato dalla marcatura asfissiante di Koulibaly.

Però, quando si affrontano campioni di tale calibro, basta una giocata e viene vanificata anche una prestazione perfetta. Così, nel terzo minuto di recupero, un sinistro fatato di Di Maria ha evitato ai campioni transalpini la sconfitta e una quasi certa quanto clamorosa eliminazione dalla Champions. Tanto rammarico per il Napoli ma anche la consapevolezza di essere stati all’altezza, a tratti addirittura superiori, contro una squadra costata fior di quattrini per ambire alla vittoria della prestigiosa competizione europea. Per quanto ci potesse essere ottimismo, chi immaginava un Napoli capace di dettare le operazioni in casa di una squadra dotata di fuoriclasse pluridecorati nonché stelle delle rispettive Nazionali. Merito anche di Carletto Ancelotti, che sta dimostrando di essere un top coach, un vero valore aggiunto, del resto non si vincono tutti quei trofei per caso. Ancora una volta si è rivelata felice la scelta di schierare Maksimovic in difesa, e il serbo l’ha ripagato con una prestazione impeccabile, si può dire che l’ex Torino sia un difensore pienamente rigenerato e recuperato per la causa.

Straordinaria la prestazione di Fabian Ruiz, che ha sfoderato una prestazione di qualità e personalità, benissimo anche Hamsik ma benissimo tutti. Allan come sempre sugli scudi, ora sarebbe davvero blasfemo non dargli la possibilità di indossare la maglia del Brasile, cosa dovrebbe fare di più? Ora c’è anche Neymar che potrebbe garantire per lui purché non si sia legato al dito il fatto di essere stato annullato dal connazionale. Peccato che Insigne abbia chiesto il cambio ad inizio ripresa per un colpo al costato subito già nel primo tempo, peccato perché stava dando spettacolo. Il Magnifico ormai non ha bisogno più di consacrarsi, non sente la pressione dei grandi appuntamenti, anzi, si esalta ancora di più come un vero leader. Ora, con la consapevolezza di essere forti e con quella di chi sa di affrontare un’avversaria dotata di campioni ai quali basta una giocata per far male, si attenderà il Psg al San Paolo, sapendo che con una vittoria, diventerebbe realtà ciò che sembrava impossibile. Ma adesso c’è il campionato, domenica bisognerà battere la Roma a Fuorigrotta, la Juve sarà anche irraggiungibile, ma provare a tallonarla è una grande motivazione.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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