16 Maggio 2026
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Quella storica rete di Sparwasser

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

Vogliamo raccontare delle sfide leggendarie che, per alcuni aspetti, sono passate alla storia. Ne raccontiamo una partendo da lontano. Dopo la Seconda guerra mondiale, la Germania era divisa in due da un muro, che sarebbe caduto solo nel 1989. Si formarono, dunque, anche due Nazionali: una dell’Ovest e un’altra dell’Est. La più quotata era la prima, che nel 1954 in Svizzera, riuscì nella grande impresa di battere in finale la corazzata Ungheria conquistando il primo Mondiale. Nel 1966 si arrese solo in finale a Wembley contro i padroni di casa dell’Inghilterra, nel 1970 passò alla storia come “la partita del secolo” la famosa semifinale in Messico vinta 4-3 ai supplementari dall’Italia. Una bellissima pagina della storia della Nazionale Italiana contro una delle avversarie più temibili, la Germania Ovest. La quale, nel 1972, si aggiudicò l’Europeo battendo con un netto 3-0 l’Unione Sovietica. Così, arriviamo al 1974, al Mondiale ospitato proprio dalla Germania occidentale.

Cosa successe? Che ai gironi si ritrovarono le due “cugine”, si sarebbe giocato il sentissimo derby tutto tedesco. Sulla carta, non ci doveva essere partita, troppo più forte la Nazionale Ovest con i vari Beckenbauer, Breitner, Muller. Ad Amburgo c’era il tutto esaurito, nutrita anche la rappresentanza “ospite” dall’altra Germania. La gara fu equilibrata, i tedeschi occidentali erano padroni del campo, si aveva la sensazione che da un momento all’altra potessero sbloccare il match e maramaldeggiare. Ma gli orientali mantenevano un atteggiamento prudente e dignitoso senza disdegnare pericolosissime folate offensive. Un po’ sterile la prevalenza dei favoriti, ai quale era richiesto di aumentare i ritmi. Nella ripresa, non cambiò più di tanto il canovaccio, la Germania “ospite” teneva testa a quella padrona di casa e ormai ci si stava avviando ad uno 0-0 che avrebbe consentito ad entrambe di superare il girone.

Ma, al 77’, il gol destinato ad entrare negli almanacchi della storia. Sparwasser si fiondò come un rapace su una palla in area di rigore, disorientando i difensori e gelando lo stadio. Tripudio di bandiere tricolori nel settore orientale, una partita epica, leggendaria, destinata ad essere ricordata nei secoli dei secoli. Davide che batteva Golia, nessuno lo avrebbe mai pronosticato. Chissà se capitan Beckenbauer e compagni la presero sotto gamba convinti di imporsi oppure, semplicemente, ci sono cose predeterminate contro le quali non c’è niente che tenga, così deve andare e così andrà. La Germania titolata cadeva contro quella operaia, che tanto sognava quel momento di gloria da scolpire sul marmo ad imperitura memoria. La dimostrazione che nel calcio non esiste esito scontato, può succedere che una piccola e negletta realtà faccia cadere ai suoi piedi un imponente colosso.

Fu quello che successe ad Amburgo, il riscatto di chi era sempre rimasto nell’ombra, in silenzio, vedendo i propri vicini salire in alto ammantati di onori e di peana. E quella competizione fu vinta proprio dalla Germania Ovest, che non si fece intaccare da quel flop inopinato, fino a raggiungere la finale di Monaco di Baviera contro la grande Olanda di Cruyff. Gli Orange giocavano un calcio spettacolare, ma i tedeschi erano abituati a vincere e sapevano attendere i momenti giusti per colpire e portare i trofei dalla loro parte. La Germania dell’Est è stata una meteora nella storia del calcio, ma si è tolta la soddisfazione di far suo il derby per eccellenza lasciando poi in eredità alla Nazionale riunificata un futuro pallone d’Oro come Sammer.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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