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Febbraio e marzo, mesi caldi dal punto di vista della politica del calcio. Elezioni in vista dapprima in Lega B, poi in Figc e infine in Lega Serie A. In qualche modo, di riffa o di raffa, è coinvolta la proprietà della Salernitana tra Lotito – che addirittura sogna il prestigioso e remunerativo Esecutivo Uefa ma deve badare prima a mantenere il suo posto di consigliere federale – e Mezzaroma che attualmente è consigliere di Lega B nel consiglio che esaurirà il suo mandato a fine anno, in coincidenza col quadriennio olimpico.
Il 1 febbraio a Milano c’è l’assemblea di Lega, si vota in cadetteria per il presidente. Abodi viaggia verso la rielezione, la terza, anche se indiscrezioni lo vorrebbero interessato a fare il salto con la poltrona della Lega A o addirittura della Federcalcio. Si vedrà. Intanto, con lo scadere del quadriennio olimpico, si eleggeranno anche i consiglieri. Chissà cosa accadrà al co-patron granata dopo aver trascorso “mesi attivi e ricchi di proposte”, per dirla con parole di Abodi.
Venerdì 27 gennaio a Roma il Consiglio Federale ufficializzerà la data dell’elezione del nuovo presidente Figc (6 marzo). La battaglia si gioca su più tavoli e Claudio Lotito, ovviamente, è attivo protagonista. Tra gli argomenti della “campagna elettorale” si saranno sicuramente multiproprietà, riforma dei campionati, Carlo Tavecchio che si ricandida, ma sembra che potrebbe avere tra gli sfidanti gli attuali numeri uno di Serie B e Lega Pro, appunto Abodi e Gravina. Entrambi, pare, molto scontenti soprattutto del fatto che la Figc abbia agito da “pescecane”, aggiudicandosi l’intera gestione dei fondi provenienti dai diritti tv dell’ormai defunta “Fondazione per la mutualità generale negli sport professionistici a squadre”, istituita dalla vecchia Legge Melandri ed eliminata a novembre con un emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Anche Coni e Federbasket sono rimasti esclusi dal “tagliafuori” della Figc, che ha potuto gestire i 120 milioni spettanti (il 10% del totale, un miliardo e due). Con questa mossa, la Lega B ha perso circa 10 milioni rispetto al passato da quello che era stato polemicamente definito il “Bancomat” del calcio dai detrattori di tale sistema.
Insomma, Abodi e Gravina hanno velleità di crescere. Lotito pure. Il co-patron granata appoggia Tavecchio, che può contare sul sempre influente zoccolo duro della Lega Dilettanti e facilitare una sua riconferma nei ranghi federali. Non solo, perchè Lotito ha un sogno nel cassetto: ampliare i suoi orizzonti e far parte dell’Esecutivo Uefa. L’Italia, attraverso Carlo Tavecchio deve fornire entro il 5 febbraio al presidente Ceferin un nominativo di un dirigente che abbia ruoli attivi in federcalcio: l’ex presidente Figc Abete (consigliere federale eletto dalla Lega Pro e vicepresidente Uefa), Beretta (presidente Lega Serie A), Uva (direttore generale Figc), Abodi (presidente Lega B), Gravina (presidente Lega Pro) e Lotito sarebbero in lizza. L’europa preferirebbe il più giovane e brillante Uva, mentre Abete va verso una “rottamazione” federale. Pare che dall’Uefa non siano entusiasti della candidatura Lotito, che comunque non molla. Alla fine l’antagonista di Uva potrebbe essere proprio Maurizio Beretta, che Lotito sosterrà alla riconferma come presidente di Lega Serie A (elezioni a metà marzo). Anche in quel caso in gioco delicati equilibri politici nei poteri del calcio che vedono il co-patron granata attivo protagonista.

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