16 Maggio 2026
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Parola ai tifosi – La testimonianza di Giulio Maiello

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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata


A luglio è partito in direzione Dimaro per andare a vedere, insieme al figlio, il ritiro del Napoli. È salito anche ad alta quota ma con una particolarità: sul petto aveva lo stemma del Portici 1906. Giulio Maiello ha portato una ventata porticese anche nella suggestiva Val di Sole che, da anni, ospita il Napoli per un lungo ritiro pre-campionato. Lui è uno che ama il calcio in generale, è da sempre vicino alla squadra della sua città e, inoltre, allena un gruppo di ragazzi della parrocchia di Maria Ss. della Salute, con i quali partecipa ai vari tornei inter-parrocchiali. Un impegno che non gli pesa ma che, anzi, gli riempie il cuore, perché è quello che gli piace fare e poi, non si tratta di volerlo blandire, ma ad avercene di educatori come lui. Sempre affabile, con il sorriso, è uno che reagirebbe anche ad un insulto con quel sorriso in grado di disarmare chiunque. Magari lo si può vedere con l’espressione un po’ corrucciata se il risultato del Portici non è positivo perché, per quanti impegni possa assumersi, c’è una condizione indispensabile: nessuna concomitanza con le partite del 1906. E su questo apriremo una parentesi a parte. Giulio lavora in una società di telecomunicazioni, chi più di lui, quindi, riuscirebbe a trasmettere l’amore per il Portici, a diffondere messaggi positivi, a captare segnali, onde, frequenze lungo il canale che collega quella maglia azzurra direttamente al cuore.

Prima di chiedergli come sia nata questa sua passione per il Portici, ci facciamo dire perché rinuncerebbe a tutto ma non alle partite della sua squadra del cuore: “Perché, per quanto possa essere un tifosissimo del Napoli, il Portici è stato il mio primo amore, la prima squadra che ho visto giocare. Era mio padre che mi portava al “Cocozza” la domenica mattina e per me quello era un rito da rispettare e continua ad esserlo tutt’ora. Due anni fa, avevo già acquistato il biglietto per andare a vedere Napoli-Roma nei Distinti ma non avevo tenuto in considerazione che, quel sabato pomeriggio, in contemporanea giocava anche il Portici. A quel punto, ero chiamato ad una scelta ma non ho avuto dubbi: ho regalato il biglietto del Napoli ad un amico e mi sono goduto una bella vittoria del mio Portici”. Un grande atto di amore e fedeltà, non c’è che dire, adesso Giulio ci racconta l’origine del suo appassionato tifo porticese: “Era la fine degli anni Settanta e con mio padre la domenica mattina mi recavo sempre al “Cocozza”, erano gli anni della Promozione ma subito dopo c’era l’Interregionale. Naturalmente, quando inizi a sentirti attaccato ad una squadra, ti leghi anche ad alcuni suoi giocatori che diventano i tuoi idoli. Ricordo l’attaccante Casotti, un numero nove dalla sagoma inconfondibile, fisico possente, capelli lunghi, carnagione scura, impossibile non riconoscerlo. Ma ricordo benissimo il portiere D’Angelo, un centrocampista dalla grande tecnica come Fumo, l’autorevolezza del papà di Tommaso Manzo, attuale giocatore del Portici, un difensore forte ed elegante come Mario Rosano, che poi sarebbe diventato allenatore del club azzurro, la tenacia di Tommaso Mandato che, attualmente, è noto ai più come opinionista alla luce delle sue presenze in varie trasmissioni televisive. Da quegli anni, non ho più smesso di seguire il Portici e, come ha fatto mio padre con me, faccio lo stesso con mio figlio che porto sempre allo stadio in modo che possa crescere con questa passione e coltivarla”.

Già sono emersi diversi nomi di un Portici che sembra ormai lontano, la cui casa sovrastava la stazione ed era ai confini con Ercolano, ma a Giulio chiediamo di farci altri nomi di giocatori che l’hanno fatto sognare: “Anche a costo di sembrare un po’ scontato, ma non posso non citare Ciccio Foggia, un giocatore che ci deliziava ogni volta che toccava palla e che valeva il prezzo del biglietto. Le sue giocate non si possono dimenticare, la sua classe meritava di essere apprezzata da tutti. Poi ce ne sono altri tre che ancora mi fanno venire i brividi: Mario Carrano, Gennaro Russo e Gennaro Astarita. Gente che vedeva la porta come pochi, i loro gol hanno fatto sognare me e tutti gli altri tifosi. Facevano veramente la differenza e per questo motivo li menziono”. Portici deve avere una squadra ambiziosa, e almeno tra i dilettanti nazionali, anche per essere all’altezza del lignaggio della città, la cui nobile tradizione ne caratterizza l’aspetto e l’essenza ammantandola di fascino e storia. Giulio Maiello quanto si sente legato alla sua città? “Tantissimo! Portici non è molto estesa dal punto di vista territoriale ma vanta una densità tra le più alte al mondo, questa è una particolarità che favorisce le relazioni interpersonali tra i cittadini. Non ci si sente mai soli, per strada, soprattutto per uno come me che ha sempre abitato a Portici, mi capita sempre di incontrare qualcuno con cui scambiare due chiacchiere. Ecco, Portici è questa, una città che offre una ricca vita sociale”. Ad un tifoso storico come lui, è doveroso domandare la partita che gli è rimasta più impressa: “Non dobbiamo neanche andare troppo lontano con la mente. Basta ritornare alla stagione 2002-2003, nella fattispecie allo spareggio giocato al “San Paolo” contro l’Ischia. C’era una grande rivalità calcistica con il club isolano, a noi porticesi fu riservata la Tribuna e ricordo una carovana di gente che partiva dalla città per raggiungere Fuorigrotta. Era un evento, non capita tutti i giorni di vedere una realtà di provincia che gioca nel dilettantismo misurarsi in un tempio come quello del “San Paolo”. E se poi te ne torni a casa dopo aver visto un gol di notevole fattura come quello di Di Lemma e quello di Liccardi che ci ha regalato la vittoria al fotofinish, allora ti rendi conto che è stata la giornata perfetta”.

Da quella partita che mobilitò una intera città, tocchiamo velocemente il tasto relativo al Portici attuale, quello che si appresta a vivere un campionato di Eccellenza da protagonista. Le sensazione di Giulio Maiello: “Voglio essere ottimista ma anche realista. Vedo la squadra forte e competitiva per puntare ad un campionato importante e, quando dico importante, mi riferisco soprattutto ad un piazzamento play off perché, per vincere i campionati, non basta solo essere competitivi ma concorrono tanti fattori. La concorrenza non mancherà, ritengo che non ci saranno solo Savoia, Afragolese e Casalnuovo ma occhio anche alla Sessana che si è assicurata anche tanti ex giocatori del Portici, tra cui uno che mi è sempre piaciuto tantissimo, ossia Corace. Il campionato che sta per iniziare non dovrebbe avere la schiacciasassi di turno, c’è un livellamento e speriamo che a spuntarla sia il Portici”. Lui è uno che ha sempre seguito il Portici e, come ci ha confessato durante questa lunga chiacchierata, colloca le partite degli azzurri in cima alla lista delle priorità. Il sogno è far innamorare sempre più cuori, non c’è una ricetta bella e pronta, perché ciò avvenga c’è bisogno della testimonianza di chi già vive questo amore. Proprio come Giulio Maiello che, entrando nel merito dell’argomento, esprime il suo, preziosissimo, pensiero: “Il Portici è la squadra della nostra città e, chi ci vive ed è un appassionato di calcio, è un peccato che non debba seguirla. Perderebbe tanto a livello di trasporto emotivo perché, le emozioni che riesce a regalarti la squadra della tua città, non riesce a farlo neanche la serie A. Mi rivolgo soprattutto ai giovani, sono loro il futuro, mi aspetto di vederli sempre più numerosi perché poi, come ogni cosa, c’è bisogno di un ricambio generazionale. Un passo importante quanto indispensabile sarebbe quello di andare nelle scuole, tanti così si sono avvicinati fino a diventare i tifosi più appassionati. So bene che, nell’attuale stato dell’arte, il disagio è dovuto dal fatto di non giocare al “San Ciro” ma quando, come tutti speriamo, ritorneremo a giocare nel nostro stadio, bisogna andare nelle scuole. Intanto porto mio figlio a vedere le partite del Portici perché possa vedere sempre in quella maglia un senso di appartenenza che lo lega al suo territorio”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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