16 Maggio 2026
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Paganese-Catania, i Top e Flop azzurrostellati

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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata

Capita spesso che si possa perdere ma che, nello stesso tempo, si debba ringraziare qualcuno per non essere finiti nuovamente nel baratro. La Paganese cade ancora al Torre (stadio oramai tabù con tre pari e ben quattro sconfitte) ma può salutare con favore le disgrazie di Casertana ed Akragas (battute rispettivamente da Lecce e Cosenza) ed il pareggio esterno della Fidelis Andria con la Sicula Leonzio. Risultati che consentono agli azzurrostellati di restare aggrappati al penultimo posto in classifica e di potersi approcciare al derby di Caserta (sabato 11 alle 20.30) con un vantaggio minimo rispetto ai Falchetti, ma pur sempre reale. Ha detto bene Favo: diventa persino difficile commentare una sconfitta troppo ingenerosa nel punteggio per quanto visto in campo. Un fatto però è certo: il Catania ha letteralmente spaccato la partita nella ripresa mettendo in circuito una qualità generale diversa e un’impostazione di gioco già collaudata, scrollandosi poi di dosso quella sufficienza insensata vista prima dell’intervallo. I famosi “tacchi e punta” su cui Cristiano Lucarelli ha avuto modo di ironizzare in sala stampa. Tuttavia questa crescita armoniosa rossoazzurra è stata accompagnata dai troppi errori azzurrostellati che, se evitati, avrebbero quantomeno tenuto il match in bilico fino alla fine. E non sarebbe stato poco col Catania arrembante di questi tempi. Analizziamoli.

In occasione dell’immediato pari catanese, Di Grazia riceve palla dopo un fraseggio veloce scaturito però da una banale palla persa da Talamo in uscita. Il gol dell’enfant prodige siciliano è da urlo (curiosamente anche lo scorso anno il suo timbro ad inizio ripresa regalò il momentaneo 1-1 ai rossoazzurri). Ma nasce appunto da un disimpegno sbagliato che ha lasciato la squadra scoperta in quel frangente. Molte recriminazioni sul sorpasso griffato Ripa. L’attaccante di Battipaglia non è in fuorigioco perché – come recitano le normative in vigore da qualche anno – riceve palla dopo un tentativo di rinvio sbilenco di Tascone. Se il mediano napoletano fosse rimasto fermo senza azzardare l’intervento, Ripa si sarebbe trovato automaticamente in offside. Segno che neanche si è accorto della presenza della punta alle sue spalle. Barriera aperta sul calcio franco di Lodi che porta al 3-1 catanese e, infine, grave disattenzione sul poker rossoazzurro, quando Marchese è addirittura liberissimo di ricevere il pallone su un angolo e di crossare, quando normalmente una difesa attenta e concentrata tiene bene le posizioni sugli sviluppi da palla inattiva. Irrilevante la manita, arrivata da un rigore inesistente (Baccolo sfiora appena Mazzarani).

Indubbia l’onestà di Favo nell’analisi post gara. La Paganese ha “sporcato” nella ripresa una partita che aveva dominato a mani basse nel primo tempo. Nel gioco, nell’intensità in mediana e nell’attenzione nel reparto arretrato. Tanto da concedere una sola chance pulita al Catania, con l’inzuccata di Curiale finita fuori prima del riposo. Ecco perché alcuni aspetti incoraggianti si mischiano ad evidenti negatività. Da almeno tre gare questa Paganese ha un’impronta chiara, nella determinazione e nell’assetto tattico. Un passo in avanti lineare, dopo una lunga fase in cui Favo ha faticato a trovare una finionomia definitiva (un 4-3-3 con Scarpa interno e Regolanti terminale offensivo) ed a trasmettere carattere al gruppo. Di negativo c’è che questa squadra, forse per la qualità oggettiva dei singoli e l’inesperienza di tanti, sarà portata spesso a perdersi in ingenuità e in distrazioni che ne limiteranno l’evoluzione. Brucia molto che il Catania, in gare di campionato, torni a fare cinque gol in trasferta 23 anni dopo il 5-0 di Comiso che spianò la cavalcata verso la C2. Guai se per la Paganese questa diventasse la stagione dei record negativi che, molto spesso, diventano le prime tappe verso il disastro. Il trainer azzurrostellato fa spesso riferimento a gennaio. Non un caso. Caserta arriva al momento giusto, perché sarà una prova di maturità dirimente. Di seguito i Top e Flop azzurrostellati.

Risultati immagini per paganese catania 2-5

TOP

SCARPA – Un gol su rigore procurato e altri due mancati per dettagli. Ancora una volta leader e trascinatore. Favo gli ha ritagliato questa nuova veste (neanche inedita, a dir il vero) di mezz’ala ma la sensazione è che, con l’entusiamo, l’attaccamento alla causa e la condizione fisica di cui dispone, potrebbe essere messo ovunque senza sfigurare. Il pollice alto è anche per l’uomo che ammette, senza troppi giri di parole, di non essersi espresso ai suoi livelli a Sorrento. Altri avrebbero accampato scuse con la bontà di un eloquio ammaliante. Lui no.

IL PRIMO TEMPO – Come detto, tutti hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo nella prima frazione. Bene Della Corte anche in fase difensiva e squadra generalmente tonica e affamata. E’ mancato solo il colpo del ko in una fase di predominio assoluto.

FLOP

BACCOLO – Come col Monopoli, il suo ingresso non apporta benefici agli azzurrostellati. Lontano dalla condizione migliore e, forse, da una certa autostima di base. La sua è una presenza impalpabile nonostante Favo lo inserisca sull’1-2 per dare brillantezza e qualità al centrocampo. Tuttavia gli viene fischiato contro un penalty troppo generoso perché il contatto tra lui e Mazzarani è assolutamente veniale. Giornata no.

 

 

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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