16 Maggio 2026
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Orientali’s Karma

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C’è un filo invisibile che lega ed incrocia le vite degli esseri umani, talvolta in modo anche beffardo. I latini lo chiamavano fatum, dalle nostre parti lo chiamiamo destino, mentre in Oriente, e più precisamente nella cultura buddhista ed in quella induista, prende il nome di karma.

Dal derby al derby, un girone esatto è passato dall’avvento di Stefano Pioli all’Inter. Di fatto, è successo di tutto e non è successo niente. 19 giornate fa, quando i nerazzurri occupavano la settima posizione in Serie A, Milan-Inter si concludeva sul 2-2 dopo l’incredibile sigillo di Ivan Perisic a tempo praticamente scaduto, abile a deviare sottoporta un calcio d’angolo che sapeva di disperazione. Da lì l’Inter ha iniziato a correre, le sette vittorie di fila, il quarto posto raggiunto, il sogno Champions, fino all’ennesima e definitiva katabasis, testimoniata dal ritorno alla settima casella nella griglia del nostro campionato. Il nostro amico karma, quello presentatovi in precedenza, ha deciso di colpire oggi, quando alla Scala del Calcio è andato in scena il primo Derby milanese della storia tra due squadre ad appannaggio della Cina. Dove la religione buddhista domina, insieme al confucianesimo, la spiritualità della popolazione. Presumibile pensare che nemmeno Martin Scorsese avrebbe mai potuto escogitare un finale più thrilling ed entusiasmante, che come un verso petrarchiano ha risposto a chiasmo a quello di un girone fa, ribaltando perciò gli elementi costitutivi; il Milan era sotto 0-2 al minuto 84, l’ha pareggiata al 97′. Ancora da calcio d’angolo.

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Basterebbe questo finale per riassumere un Derby bellissimo, incandescente, da saloon texano. A colpi di rivoltella Inter e Milan si sono sfidate giocando a viso aperto, con strappi ed accelerazioni degne della più dolce memoria meneghina. Nei primi minuti parte meglio la squadra di Montella, che sfrutta gli errori di un’Inter disattenta per creare le prime palle-gol, con Bacca, Suso e sopratutto Deulofeu, che colpisce il palo poco prima dello squillo nerazzurro. Joao Mario e Perisic illuminano la scena con giocate di qualità, ma è Gagliardini ad indossare lo scarpino di Andrea Pirlo quando lancia, al 36′, Candreva verso la porta di Donnarumma; l’esterno romano beffa Gigio con un tocco sotto dolce ma letale, e l’Inter passa in vantaggio. Passano 7 minuti e Perisic vola via sulla fascia dopo un grande scambio con Icardi; il croato arriva sul fondo e pesca in area proprio il Capitano nerazzurro, che appoggia in rete a porta sguarnita. Classe 1993, Icardi (al quale mancava il gol proprio nel Derby) ha segnato in carriera a tutte le 20 squadre della nostra Serie A. Si va al riposo sul 2-0. Nella ripresa i ritmi sono fisiliogicamente più bassi, e il Milan la riapre solo all’83’ e lo fa, pensate un po’, su angolo: Romagnoli in spaccata batte Handanovic su assist di Suso. Al 97’ Zapata segna l’incredibile 2-2 dopo i 5 minuti di recupero inizialmente concessi da Orsato: Bacca la tocca, il difensore centra la traversa ma la goal line dice che è gol quando il pallone rimbalza oltre la linea.Risultati immagini per inter milan

E’ un pareggio che non può che entusiasmare i tifosi e sopratutto la nuova dirigenza milanista, che vede mantenersi intatto il vantaggio di due lunghezze sui cugini. L’Inter invece si lecca le ferite: dopo due sconfitte consecutive oggi arriva almeno una buona prestazione, ma i due punti persi rischiano di essere uno shock per il morale. Eccellenti da una parte Kondogbia, Joao Mario e Candreva, dall’altra Deulofeu e Suso, elettroni impazziti sul manto verde del Meazza.

Che emozioni, che spettacolo, che Derby: un’abbuffata da.. All you can eat.

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