16 Maggio 2026
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Notizie calcistiche del 25-08-2023

Notizie calcistiche del 25-08-2023

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Carovana Mancini: in Arabia Saudita si porta (e fa ricchi) 10 fedelissimi

Più che l’Arabia Saudita sembra un’Italia Saudita. Siamo ai dettagli o quasi. Roberto Mancini sta per diventare c.t. della nazionale del Golfo e porterà con sé tutto lo staff della sua vecchia Italia. Non è un modo di dire: proprio tutto. Nove uomini, forse dieci. Negli ultimi giorni, infatti, c’è stata la svolta. L’ex c.t. azzurro ha deciso di estendere la proposta anche a quei collaboratori che non avrebbe più avuto al fianco dopo il “rimpasto” estivo. E cioè Alberico Evani, il suo vice, e Mauro Sandreani, uno degli osservatori storici, ai quali la Federcalcio non aveva rinnovato il contratto prima della “promozione” di Mancini a supervisore. Una mossa che potrebbe avere effetti anche in prospettiva contenzioso legale: così Mancini potrebbe affermare di non aver proseguito con l’Italia perché non c’erano più i suoi uomini fidati…
Naturalmente è molto difficile dimostrare che sia davvero così. Intanto le trattative con l’Arabia — che il contratto sia stato firmato o meno — sono cominciate ben prima che si parlasse del nuovo organigramma in Figc, anzi il primo contatto risale a subito dopo la Nations, a fine giugno. Difficile anche dimostrare che la formazione dello staff del c.t. azzurro sia stata ostacolata in qualche modo. Fin dalla prima ora, la Federcalcio ha assecondato le richieste del ct. Prendiamo il caso di Attilio Lombardo che è stato “assunto” tre volte: prima a gettone nel marzo 2019, poi confermato e tempo determinato per l’Europeo, infine a oltranza, su richiesta di Mancini. E anche nell’ultimo, discusso, riassetto, il c.t. ha ottenuto ciò chiedeva: Barzagli, ministro della difesa; Gagliardi, tattico; e pure un podologo.

Comunque con l’ex c.t. azzurro, a questo punto, andrebbero in Arabia Saudita: Evani, Salsano e Lombardo (staff tecnico), Gagliardi (tattico), il preparatore dei portieri Battara, i preparatori atletici Scanavino e Donatelli, gli osservatori Nuciari e Sandreani. In più c’è il massaggiatore Agostino che lavora già in Arabia. Diversa la posizione dell’eventuale decimo azzurro, il team manager Lele Oriali, che era già a Coverciano prima dell’arrivo di Mancini e che non ha ancora parlato con la Federcalcio. Ma è più che probabile una sua uscita e l’approdo nell’Italia Saudita. Evani, dopo la mancata assegnazione dell’Under 21 e dopo aver rifiutato la nazionale femminile, si era sfilato dai ranghi federali. Sandreani, già collaboratore tecnico di Conte alla Juve e poi in nazionale, era rientrato a Coverciano con Mancini.

L’ex c.t. azzurro Mancini, che in Arabia guadagnerà quasi 90 milioni in due anni e mezzo, fino al Mondiale 2026, dovrebbe incontrare il suo staff in questi giorni: una riunione organizzativa per definire tutti i dettagli e preparare la firma dei contratti. Emissari della famiglia reale saudita sono attesi a Roma la prossima settimana per chiudere le procedure. Non è ancora stata scelta la data della presentazione, ma dovrebbe esserci una conferenza con Mancini a Riad sempre la prossima settimana. Poi staff e squadra dovrebbero partire per l’Inghilterra perché il debutto — l’8 settembre con la Costa Rica, il 12 con la Corea del Sud — è previsto a Newcastle, in Inghilterra, nell’ambito di una tournée di preparazione alle qualificazioni mondiali e alla Coppa d’Asia in calendario tra gennaio e febbraio in Qatar. Proprio dove non era andato con l’Italia l’anno scorso.

Sistemate altre due caselle, rimane ancora più paradossale la situazione di Alberto Bollini, il c.t. che ha portato l’Under 19 sul tetto d’Europa e che al momento galleggia al di fuori delle galassie spallettiana e manciniana. L’unico allenatore azzurro che nella stagione scorsa ha vinto qualcosa… Quando lo sport tradisce il riconoscimento del merito, tradisce sempre se stesso. Bollini, fortemente legato alla causa azzurra, aveva rinunciato all’Under 21 che sembrava spettargli di diritto per logica di crescita e aveva accettato la proposta federale di affiancare il c.t. Mancini come secondo e come anello di congiunzione con le rappresentative giovanili. Lo tsunami partito da Mykonos, con le dimissioni notturne del Mancio, lo ha fatto fuori da tutto. Gravina onorerà l’impegno preso e offrirà a Bollini un contratto da firmare. Ma per fare cosa?

 

L’Inter aspetta Pavard ma non in eterno: il piano B si chiama Schuurs

L’Inter aspetta Benjamin Pavard ma non in eterno. Il club nerazzurro si è fissato una dead-line per l’arrivo del difensore francese dal Bayern Monaco: lunedì al massimo martedì. Tutto fatto tra le due società e tra l’Inter e il giocatore: 30 milioni più due di bonus ai bavaresi e per il francese contratto di cinque anni con un ingaggio da 4 milioni netti a stagione, con i benefici a favore dell’Inter del Decreto Crescita. E quindi perché non arriva?
Monaco sta aspettando di trovare il sostituto in difesa e dall’altra c’è il tecnico Thomas Tuchel che sta frenando la partenza di Pavard scartando di fatto tutte le alternative messe finora sul piatto dalla sua dirigenza. I rapporti col il Bayern sono ottimi e l’Inter non teme dietrofront dell’ultimo minuto ma il tempo stringe: Inzaghi ha bisogno di un difensore. Ecco perché in casa nerazzurra è al vaglio un piano B per non ritrovarsi a mani vuote prima della fine del mercato.
Nessuna paura di veder sfumato anche l’arrivo di Pavard ma in casa Inter un piccolo allarme è scattato. C’è fiducia nello sbarco del francese a Milano, la prudenza però non è mai troppa: ecco perché circolano già i nomi delle possibili alternative. Uno su tutti quello dell’olandese del Torino Perr Schuurs, per cui il presidente granata Cairo chiede 35 milioni di euro e che piace anche in Premier League. E l’Inter – come riporta La Stampa – sarebbe pronta ad avanzare un’offerta nel caso l’affare Pavard non si sbloccasse nel giro di tre-quattro giorni. L’altro nome è Tanganga del Tottenham.

 

Lukaku, il Chelsea apre al prestito: Juve e Roma pronte all’assalto

Quando ci avviamo ad entrare nell’ultima settimana di mercato, è sempre il futuro di Romelu Lukaku a tenere banco. Il belga è un problema per il Chelsea che, nelle ultime ore, si sarebbe convinto ad aprire al prestito dell’ex Inter. Un prestito che dovrà essere molto oneroso e inglobare un obbligo di riscatto. Una svolta importante che fa felice Juventus e Roma, oltre a diversi club sauditi, da mesi alla finestra. I bianconeri però devono prima piazzare Vlahovic: è questo il grande scoglio dei bianconeri.

 

Conference League: Fiorentina ko a Vienna, Grull fa sognare il Rapid

Non va come sperato, per la Fiorentina, l’andata dei playoff di Europa Conference League, che vede i viola uscire sconfitti: il rigore di Grull e le parate di Hedl valgono l’1-0 per il Rapid Vienna. Al WestStadion l’avvio è equilibrato, coi viola a fornire la miglior impressione iniziale. Bonaventura e compagni non riescono però a rendersi pericolosi e il Rapid prende coraggio, alzando il suo baricentro man mano che proseguono i minuti. La prima chance è però della Fiorentina, che al 24′ impegna il portiere Hedl con Nico Gonzalez: l’argentino, cercato dal Brentford e dichiarato incedibile da Joe Barone, colpisce di testa e trova la risposta del portiere.I toscani sono convinti di sbloccare il risultato, ma dopo la mezz’ora ecco la beffa: Mandragora trattiene Hofmann ed è rigore, che viene trasformato da Grull (migliore dei suoi) al 34′.
La Fiorentina subisce il colpo e reagisce solo nella ripresa, dopo l’ingresso di Sottil: è il figlio d’arte ad armare il sinistro di Biraghi, ma Hedl para con facilità. Nel finale Italiano si gioca carte importanti come Infantino e Beltran, ma non arriva la rete. Si esalta invece Hedl, che neutralizza proprio una doppia occasione degli argentini al 90′ e blinda la sua porta. Vince 1-0 a sorpresa il Rapid Vienna ed ora la Fiorentina è con le spalle al muro: servirà la rimonta al Franchi per qualificarsi alla Conference, e inseguire un’altra finale.

 

Milan, Loftus-Cheek: “Abbiamo il dovere di vincere”

Il centrocampista del Milan, Ruben Loftus-Cheek ha parlato delle prime settimane in rossonero: “Dobbiamo avere continuità e voglia di migliorarci, penso che come squadra e singoli abbiamo il dovere di pensare di vincere qualcosa, che sia la Champions o Scudetto”. Sui compagni di squadra: “Pulisic è un top player, un talento e a Milano ha una grande opportunità di far vedere il suo valore. Sono rimasto impressionato da Reijnders, è molto affamato”.

 

Gazzetta ed il nome a sorpresa: “Occhio ad Amrabat, per ADL-Commisso possibile intesa volante”

Sofyan Amrabat ed un possibile colpo last minute per il Napoli. Del centrocampista della Fiorentina scrive così l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “A proposito di situazioni in evoluzione, attenzione anche sugli sviluppi per Sofyan Amrabat, classe 1996, ormai ai margini della Fiorentina e che pare destinato verso la Premier.

Il club viola non ha però ritenuto soddisfacenti le proposte fin qui arrivate ed ecco che gli ottimi rapporti fra Commisso e De Laurentiis potrebbero partorire una intesa volante. Il marocchino, tre anni fa, nonostante Napoli e Verona avessero un accordo di massima, preferì andare alla Fiorentina. Bisogna valutare cosa ne penserebbe il giocatore e con quale motivazioni arriverebbe”.

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