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Provate con un motore di ricerca, il migliore. Scrivete: “Sarri (Juventus) che sorride”. Cercate per alcuni minuti, poi, vi arrendete. Dover vincere a tutti i costi non è certo un obiettivo che ti permette di avere attimi di rilassamento. Da qualche parte è scritto cosi’. Però, c’è anche un però in questa storia, il trainer bianconero si è permesso di perdere con la Lazio in campionato ed in Super Coppa, con il Napoli, sempre in campionato e nella finale di Coppa Italia. Cinque sconfitte nella regular-season anche con Milan, Udinese e Verona. Insomma a parte contro l’Inter la capolista è apparsa davvero molto modesta negli scontri che contano (bisticcio di parole a parte). Eccoci alla notizia del giorno: la Juventus ha provato, in tutti i modi, a tenere aperto il campionato. Due sconfitte, altrettanti pareggi ed una sola vittoria nelle ultime cinque gare. Le altre (Inter, Lazio ed Atalanta) non ne hanno approfittato e Sarri, dopo l’Europa League con il Chelsea, ritira il suo secondo, prestigioso, trofeo da quando fa di mestiere l’allenatore. Gira la voce che se il Comandante non vince la Champions League (sarebbe un miracolo visto il gioco espresso dalla compagine bianconera) difficilmente resterà alla guida della vecchia signora. Il nono successo consecutivo (si punta ad un record senza precedenti nei massimi campionati del mondo) è arrivato con non poche sofferenze visto che la Lazio (prima dello stop per il Covid) era ad un solo punto dai bianconeri ma ha poi rallentato, bruscamente, anche e per una serie di infortuni che ha falcidiato la rosa, già striminzita, a disposizione di Simone Inzaghi. L’Inter di Conte (il mister si lamenta di tutto e tutti) deve fare il mea culpa per i cinque punti persi in casa con Sassuolo e Bologna. Tutto il resto, polemiche comprese, lasciano il tempo che trovano. Alla fine, ironia a parte, vince la Juventus che da nove anni la fa da padrona. L’obiettivo è arrivare in doppia cifra, chi si opporrà? Hanno tentato, inutilmente in questi anni, di sbarrarle la strada il Napoli, la Roma, la Lazio e l’Inter. Ma per i tifosi c’è sempre la scusa pronta, quella che da anni rende meno amara la pillola. Non si vince perché abbiamo contro di noi il ‘palazzo’ anche quando si arriva a fine campionato con più di venti punti di distacco. C’è sempre chi se la beve.

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