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Sarà Massimiliano Irrati l’arbitro della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Inter, prevista mercoledì a Roma alle 21 (con diretta su Canale 5 e Sportmediaset.it): l’AIA in giornata ha ufficializzato la designazione. Gli assistenti dell’arbitro toscano saranno Carbone e Lo Cicero, con Michael Fabbri quarto uomo e Paolo Silvio Mazzoleni al VAR (e Marini AVAR).
Novità importante in casa Sampdoria: questa mattina al centro sportivo di Bogliasco è arrivato il presidente e proprietario del Leeds, Andrea Radrizzani, come quanto raccolto da Riccardo Re di Sky Sport, in merito alla trattativa di acquisto del club. Pronta un’offerta per rilevare il club.
Radrizzani, accolto dal membro del CdA della Sampdoria Alberto Bosco, alla domanda riguardo la fattibilità di acquisto del club ha risposto: “Speriamo, incrociamo le dita”. Assieme a Radrizzani ci sarebbe anche il socio Matteo Manfredi, oltre al sostegno di Jordan Rocca, giovane imprenditore genovese. Il gruppo ha già lavorato per trovare accordi con le banche creditrici e hanno un piano di rilancio sportivo non solo finanziario. Al momento dell’uscita del centro sportivo, Radrizzani ha ribadito: “C’è fiducia? Sempre”.
Silenzi che valgono più di mille parole. Perché quelle dette dai diretti interessati, in questo periodo, non bastano affatto a riempire un vuoto dettato dall’attesa. Almeno su questo Aurelio De Laurentiis e Luciano Spalletti sono d’accordo. La decisione unanime è stata presa durante la cena di venerdì 12 maggio, quella che il presidente ha definito di “amicizia” e “ringraziamento”. Espressioni che sanno più di addio che di conferma. La fase di stallo apparente proseguirà fino al termine della stagione, il momento ritenuto più opportuno per annunciare la separazione. Nessuno vuole appesantire i giorni che restano, prima della premiazione dei campioni d’Italia e dell’ultima delle feste in programma per celebrare il terzo scudetto, anche a costo di trascinarsi lentamente verso la fine di un rapporto ormai logoro. Napoli dovrà convivere con sensazioni contrastanti, per le prossime due settimane. Da un lato una gioia ancora vivida per lo storico traguardo, che la città mantiene accesa tra l’azzurro delle strade, dove si stagliano le gigantografie degli eroi. Dall’altro la delusione di dover salutare uno dei principali artefici dell’impresa, per certi aspetti il più rappresentativo. Spalletti si è calato fin dal primo giorno a Castel Volturno negli ideali della napoletanità, li ha fatti suoi. Per dirla alla maniera di Luciano De Crescenzo, è arrivato come uomo di libertà, solitario e metodico, e si è riscoperto uomo d’amore, uno di quelli che preferisce vivere abbracciato agli altri.
Il futuro del Napoli è foriero di incognite. De Laurentiis, insieme allo stato maggiore del club, dovrà muoversi concretamente per andare alla ricerca di un nuovo allenatore. Il tutto in attesa di conoscere il destino di Cristiano Giuntoli, corteggiato dalla Juventus. Proprio come farebbe il suo direttore sportivo, il presidente sta valutando in modo accorto tutte le soluzioni, più o meno percorribili. La tentazione più forte riguarda Rafa Benitez. Esperto di modelli vincenti, non solo ha arricchito il palmares ma anche guidato una transizione ideologica verso la dimensione internazionale che con questa proprietà il Napoli non aveva mai avuto prima. Un aspetto così importante, nell’analisi dell’evoluzione della società, che ha creato un forte legame di stima tra il tecnico e De Laurentiis. Si mantengono in contatto e si confrontano, la prospettiva di consegnargli una rosa ben più competitiva rispetto a dieci anni fa intriga il presidente. A proposito di ritorni di fiamma, uno riguarda Gian Piero Gasperini. Nel 2012 il suo insediamento sembrava cosa fatta, dopo un incontro proficuo, poi subentrò a sorpresa la scelta di continuare con Mazzarri. I presupposti ora sono diversi, il momento potrebbe essere quello giusto. Il profilo è compatibile con la strategia aziendale, si dovrebbe soltanto superare qualche perplessità di natura tattica, perché il Napoli attuale non è costruito per giocare con la difesa a tre.
I desideri però non possono distogliere dalla realtà. De Laurentiis è un uomo pragmatico, ha plasmato la squadra proprio seguendo questo tipo di istinto, nel bene e nel male. Vincenzo Italiano è particolarmente apprezzato, soprattutto per com’è stato in grado di guidare la Fiorentina alla finale di una competizione europea. Propone un calcio moderno, ha un ingaggio perfettamente in linea con il budget individuale fissato ad un massimo di 3,5 milioni netti annui per il tecnico e la maggior parte dei calciatori. È una sfida ambiziosa, ma suggestiva. Sempre secondo una logica simile, nelle ultime ore ha preso quota il nome di Thiago Motta. Il lavoro svolto al Bologna non è passato inosservato, soprattutto in Francia dov’è oggetto di valutazione per Psg e Nizza. Le altre strade non sembrano percorribili per questioni finanziarie. Antonio Conte (così come Jurgen Klopp) è un sogno proibito e proibitivo, considerando che al Tottenham percepiva 12 milioni. Un importo analogo sarebbe necessario per strappare Roberto De Zerbi al Brighton, pagando la clausola risolutoria, ma il tecnico, dopo aver centrato un’incredibile qualificazione in Europa League, non ha alcun interesse a lasciare la Premier. Da non sottovalutare la voce del popolo, come accadde dopo la rottura con Sarri, quando De Laurentiis si rivolse a Carlo Ancelotti. Il colpo di scena, per chi fa cinema da una vita, è sempre dietro l’angolo.
Juve-Milan con in palio la Champions. La penalizzazione di 10 punti decisa stasera dalla Corte federale d’Appello per il caso plusvalenze amplifica l’importanza della sfida con i rossoneri in programma domenica prossima. Se i bianconeri vinceranno questa sera ad Empoli andrebbero infatti a 62 punti superando Roma e Atalanta e piazzandosi dunque al quinto posto a 2 punti dal Milan. Battendoli nello scontro diretto riuscirebbe quindi a tornare in piena zona Champions.
I giudici della Corte – in una composizione diversa rispetto a quella che il 20 gennaio aveva dato il famoso -15 – hanno dunque deciso di intervenire sulla richiesta fatta in mattinata il capo della Procura Figc Giuseppe Chinè che aveva chiesto 11 di penalizzazione. Prosciolti i sette ex dirigenti e consiglieri del CdA bianconero per cui l’accusa aveva chiesto otto mesi. Il nome che balza all’occhio è quello di Pavel Nedved, oltre a lui accuse cadute nei confronti di Paolo Garimberti, Assia Grazioli Venier, Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio ed Enrico Vellano. Restano invece le pesanti inibizioni per Agnelli, Paratici, Cherubini e Arrivabene, già passate in giudicato dopo il Collegio di Garanzia.
Finisce 2-2 Roma-Salernitana, posticipo della 36esima giornata di Serie A. I giallorossi vanno sotto dopo 12′ puniti da una magia di Candreva, la riagguantano nella ripresa con El Shaarawy (47′), ma subito dopo vengono colpiti nuovamente da un’invenzione di Dia (54′). All’83’ ci pensa Matic a salvare Mourinho dalla sconfitta, anche se il digiuno di vittorie in campionato continua. La penalizzazione inflitta alla Juventus tiene aperta una porta per il quarto posto (ora occupato dal Milan, distante 4 punti), anche se l’occasione più ghiotta per qualificarsi alla prossima Champions League resta la finale di Budapest contro il Siviglia.
Attraverso i propri social, la Juventus commenta la decisione relativa al processo plusvalenze, con la penalizzazione di dieci punti ai bianconeri: “Juventus Football Club prende atto di quanto deciso poco fa dalla Corte d’Appello della FIGC e si riserva di leggere le motivazioni per valutare un eventuale ricorso al Collegio di Garanzia presso il CONI. Quanto statuito dal quinto grado di giudizio in questa vicenda, iniziata più di un anno fa, suscita grande amarezza nel club e nei suoi milioni di tifosi, che, in assenza di chiare regole, si trovano oltremodo penalizzati con l’applicazione di sanzioni che non sembrano tenere conto del principio di proporzionalità. Pur non ignorando le esigenze di celerità, alle quali la Juventus non si è mai sottratta nel corso del procedimento, si sottolinea che si tratta di fatti che debbono ancora essere giudicati dal giudice naturale”.

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