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Se una romana accelera, ce n’è un’altra che rallenta, ecco perché il Napoli non può più sbagliare. Ad Empoli, però, l’ha fatto, e ha sbagliato pure in malo modo, facendosi umiliare dalla squadra di Sarri. Contro il Milan in crisi bisognava lanciare un messaggio importante e approfittare dello stop della Lazio in casa dell’Atalanta. La gara non ha avuto storia sul piano nel gioco, anche se è stata fortemente condizionata dall’episodio maturato dopo pochissimi secondi che ha portato all’espulsione di De Sciglio e al rigore per il Napoli. Se Higuain non si fosse fatto ipnotizzare da Diego Lopez, la gara sarebbe terminata lì, invece, non avendo nulla da perdere, gli uomini in maglia rossonera si sono asserragliati nella propria metà campo resistendo per settanta minuti. Il Napoli teneva costantemente palla ma faticava a verticalizzare, così la manovra non trovava sbocchi e si infrangeva sul bunker eretto da Paletta e compagni. Ma, al vantaggio di Hamsik, delizioso il suo destro, chirurgico per precisione e freddezza, poi gli azzurri sono andati sul velluto e in sei minuti hanno chiuso la pratica. Higuain si è fatto perdonare dell’errore dal dischetto e ha segnato il suo ventisettesimo gol stagionale, gliene mancano due per superare il record di quando indossava la casacca del Real Madrid, e poi è arrivato il solito sigillo di Gabbiadini. Davvero atomico l’attacco del Napoli, tutti possono andare a bersaglio e in qualsiasi momento, c’è l’imbarazzo della scelta. Finora sono 95 i gol segnati e, considerando che bisogna giocare almeno sei partite, sperando che ne diventino sette, si può eguagliare se non addirittura migliorare il record dello scorso anno di 104 reti. Ma questi numeri statistici lasciano il tempo che trovano, ora la testa deve andare alla partita contro il Dnipro, dove ci si giocherà una fetta importante per il passaggio in finale. Il ritorno sarà in terra ucraina, sicuramente non sarà facile chiudere il discorso già a Fuorigrotta, ma vincere è un imperativo per andare lì e poter contare su due risultati su tre. Ci si gioca una stagione intera, l’obiettivo è quello di guadagnarsi la finale di Varsavia contro la vincente del doppio scontro tra Fiorentina e Siviglia. Ma viene prima il Dnipro, una squadra che nel suo campionato è seconda in classifica, con un punto di vantaggio su quello Shakhtar che, agli ottavi di Champions, ha avuto la sfortuna di incontrare una corazzata come il Bayern Monaco. Non è da sottovalutare l’impegno contro gli ucraini che, dal canto loro, sognano di approdare in finale e sperano tanto di limitare i danni al San Paolo per poi preparare un ambiente caldissimo al ritorno. Ecco perché è importantissima la gara di giovedì, fermo restando che, qualsiasi risultato venga fuori, il Napoli dovrà avere la personalità di giocare da grande anche in trasferta, così come è successo con il Wolfsburg. Poi non ci sarà un attimo di pausa perché in campionato c’è ancora un podio da conquistare: niente scherzi contro le derelitte Parma e Cesena, e le ultime due giornate determineranno tutto, certi che la Juventus, pur fresca campione d’Italia per la quarta volta consecutiva, non farà sconti nel proprio stadio e chissà come si arriverà all’ultima giornata quando al San Paolo sarà ospitata la Lazio. Intanto, la partita più importante è sempre la prossima, e mai come in questo caso non si può non essere d’accordo: contro il Dnipro ci si gioca la gloria o l’amarezza di una stagione lunga e stancante vissuta tra alti e bassi.


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