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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Il campionato è chiuso per quanto riguarda il discorso scudetto, ma lo era già prima di Napoli-Juventus. I bianconeri hanno espugnato il San Paolo in una partita ricca di colpi di scena, dove gli azzurri hanno dimostrato di non essere poi così inferiori ai campioni d’Italia. L’episodio chiave del match si è registrato al 25’, quando un retropassaggio sciagurato di Malcuit (leggerezza imperdonabile in queste partite) ha spianato la strada a Cristiano Ronaldo che si è ritrovato a tu per tu con Meret. Il portiere azzurro non sembra aver toccato il portoghese che si è lasciato andare ad una caduta plateale inducendo l’arbitro ad espellere l’estremo difensore concedendo una punizione dal limite alla Juve. Era una mattonella troppo ghiotta per Pjanic che ha lasciato partire una parabola perfetta che ha trafitto Ospina, entrato al posto di Milik. Sotto di un gol e di un uomo, era tutto più difficile per il Napoli che, però, ha reagito subito con Zielinski, ma ci ha pensato il palo a salvare la capolista. Prima dell’intervallo, Emre Can ha preso il tempo ad Hysaj siglando di testa lo 0-2 che pareva aver posto la sentenza alla partita.
Nella ripresa, invece, è stata un’altra partita: l’espulsione di Pjanic per doppia ammonizione, ha galvanizzato il Napoli che ha accorciato le distanze con Callejon dopo appena 15’, c’era una eternità da giocare e la Juve era in panne. C’era solo una squadra in campo, i bianconeri tutti rintanati nella propria metà campo e incapaci di uscirne. Era un assedio, un assalto a Fort Apache ma, come successo in altre partite, la palla non voleva saperne di entrare. A cinque minuti dal 90’, il rigore assegnato al Napoli per il braccio largo in area di Alex Sandro, sembrava l’occasione giusta per pervenire ad un pareggio insperato dopo i primi 45’, ma Insigne ha centrato il palo. Occasione sfumata e tanto rammarico, resta la buona prestazione, il fatto di aver schiacciato la capolista, ma come al solito è mancata la cattiveria. In due partite contro Madama, il Napoli ha colpito tre legni, subito due espulsioni e sbagliato un rigore, se incontri una squadra più forte di te e ti penalizzano anche gli episodi, allora non puoi sperare di farla franca. Ha lasciato una buona dose di perplessità l’atteggiamento rinunciatario della Juventus che, per tutto il secondo tempo, si è rintanata nella propria metà campo subendo l’iniziativa del Napoli.
Giocando in questo modo, l’Atletico Madrid avrebbe vita facile anche a Torino, ma tutto porta a pensare che si vedrà una squadra diversa contro i colchoneros, sicuramente più intraprendente e battagliera. Il Napoli, lo scorso anno, a quattro giornate dalla fine del campionato, andò a vincere in casa della Juventus riducendo lo svantaggio a meno uno per poi crollare la settimana successiva a Firenze facendo sfumare l’unico obiettivo rimasto in gioco. Ora, la squadra di Ancelotti deve ripartire da questa sconfitta, seppur dolorosa perché subita tra le proprie mura contro l’acerrima rivale, per puntare all’obiettivo stagione, l’Europa League, che passa dalla partita di giovedì sempre a Fuorigrotta. Servirà il Napoli visto nel secondo tempo contro la Juventus contro il Salisburgo, domenica scorsa il risultato non avrebbe cambiato le sorti del campionato, mentre quello di giovedì potrà essere decisivo per il passaggio ai quarti considerando che si dovrà giocare il ritorno in terra austriaca. La delusione per l’ingiusta sconfitta nella madre di tutte le partite, non si può metabolizzare così facilmente, ma l’Europa League può rappresentare la panacea ideale per trasformare i mali del campionato in slanci europei.

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