16 Maggio 2026
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Napoli: il bilancio di fine anno

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 servizio a cura di Gianni Pagnozzi @riproduzione riservata

Il 2017 si conclude con il botto per il Napoli di Maurizio Sarri, primo in classifica al termine del girone di andata con 48 punti e primo in classifica in 39 gare nell’anno solare con 99 punti e 96 gol. Numeri di assoluto valore che inorgogliscono tifosi e società, ma che al momento permettono ancora a qualcuno di poter sollevare obiezioni sul fatto, del tutto legittimo, che il Napoli di Sarri non ha vinto alcun trofeo. Quindi a chi ha a cuore le sorti della squadra azzurra, non resta che pazientare e sperare che nel 2018 la banda di Sarri continui a macinare gli stessi risultati dell’anno che si lascia alle spalle. I presupposti ci sono tutti, considerando il fatto che mai come in questa stagione la squadra dimostra di aver raggiunto quella maturità e quel cinismo che mancava e che in tanti gli rimproveravamo.


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La “cazzata incorporata” evocata da Sarri in più di una circostanza per il passato, si ripresenta con minore frequenza, e di conseguenza diminuiscono i gol subiti e le sconfitte. Albiol e Koulybaly formano una delle coppie di centrali più solide del campionato e quasi sempre le loro prestazioni risultano determinanti per il risultato. La condizione fisica e mentale , dopo l’appannamento sopraggiunto con l’infortunio di Gohulam che stava strabiliando nelle prestazioni, sembra in via di recupero anche se alcuni, Mertens e Insigne su tutti, stentano ancora ad esprimersi ai livelli di inizio stagione.


Allan invece dimostra di essere addirittura migliorato, nelle ultime uscite colleziona prestazioni a dir poco sontuose, conquista una quantità enorme di palloni a centrocampo, proponendosi in fase offensiva con continuità sfiancando sistematicamente tutti gli avversari che gli vengono messi a guardia. Il capitano Hamsik merita un plauso a parte, e prima di tutto per l’intelligenza che dimostra di possedere in ogni circostanza, dentro e fuori dal campo.

Mai una polemica, mai una frase fuori posto, sa sempre ciò che è giusto fare, un valore aggiunto che non tutti a Napoli avevano compreso, ma che a suon di risultati che rimarranno nella storia del club, sta costringendo anche i più scettici a cambiare idea. Per il ritrovato Marek bisogna ringraziare soprattutto l’allenatore che nei momenti di difficoltà ha continuato ad impiegarlo, ben sapendo delle critiche che si sarebbe attratto, ma consapevole che nel suo gioco il cervello conta quanto e forse più delle gambe, e  il capitano slovacco in questo campo ha pochi rivali.


Nel complesso la squadra è migliorata tantissimo soprattutto negli innesti, i giovani di centrocampo Diawara Zielinski e Rog garantiscono rotazioni di qualità e forze fresche nei momenti di sofferenza fisica nei finali di partita, un aspetto questo tutt’altro che irrilevante. Certo è che se la squadra continuerà ad esprimersi su questi livelli anche nel girone di ritorno, sarà dura per tutti tenerle testa, anche agli obiettori.

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