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Destro naturale, il sinistro per accompagnare progressione e dribbling. Gianluca Gaetano è il numero 10 della primavera del Napoli. Talento cristallino e una malizia che lascia presagire un roseo futuro, per il furetto partenopeo e per il suo ruolo ormai in estinzione nel calcio tattico e organizzato della post-modernità: il fantasista. Il calciatore che, dalla trequarti avversaria e fino all’area di rigore, è libero di andare dove gli pare, dove lo porta l’istinto, dove individua quel terzino che può superare come e quando gli pare. E Gianluca non ha mai paura di puntare l’uomo, anzi. Sembra quasi cercarlo, provocarlo, con un elegante incedere che è una delizia per gli occhi. Troppo presto per fare paragoni, ha tutta la vita sportiva davanti e un talento che va coltivato, allenato, temprato dal lavoro e dal sacrificio. Tanti sono i potenziali campioni che si sono persi per la strada, mettendo sul campo solo il 50% delle loro reali potenzialità. Balotelli e Cassano, solo per fare due esempi, sono lì a dimostrarlo.
Però, se il buongiorno si vede dal mattino, e a meno che non subisca un trapianto di piedi per cause sconosciute, Gianluca Gaetano può rappresentare il futuro del Napoli. Il patron De Laurentiis e il ds Giuntoli sono avvisati: il calciatore va blindato con un contratto da professionista, e sufficientemente lungo per consentire alla società di proteggerlo dagli assalti delle big d’Europa, sempre alla ricerca di nuovi talenti. Anche quando non ne hanno bisogno. Gaetano, e questa è una notizia certa, è già “schedato”. Non dalle forze dell’ordine, per fortuna, ma dai settori scouting delle superpotenze europee.
Il Napoli, se vuole continuare a crescere, al di là dell’antica tiritera su stadio e strutture, deve valorizzare i giovani. E non solo quelli che arrivano da migliaia di chilometri, per un’abusata esterofilia con i paraocchi da cavallo che guarda solo al mitico Sudamerica. A volte le soluzioni sono molto più vicine. Dentro casa, addirittura.
Foto da CalcioNapoli24

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