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Servizio di Valerio Lauri @riproduzione riservata
Segni di rinascita? Può darsi. Di certo, segni di discontinuità col passato, quelli lasciati da Sinisa Mihajlovic su questo precampionato rossonero. Il tecnico serbo, accolto con una certa distanza dai tifosi milanisti, per i suoi trascorsi in nerazzurro, non ha fatto una piega. Testa bassa e duro lavoro, per ridare al Milan il lustro di un tempo, o quanto meno per provarci. Nessuna rivoluzione, nessuna scelta traumatica, solo la consapevolezza delle proprie idee e la cultura del lavoro, da inculcare tanto ai ‘senatori’ quanto alle nuove leve. E allora ecco il nuovo Milan, un cantiere in divenire fondato sui meriti e diretto con durezza dal sergente Sinisa. Le amichevoli estive hanno già dato un’impronta del nuovo Milan targato Mihajlovic: una squadra di carattere pronta a lottare su ogni pallone che privilegia la concretezza, offrendo anche un buon gioco. Bilancio positivo anche sotto il profilo dei risultati, dove l’unica sconfitta nei 90 minuti è stata quella di misura con il Lione. La vittoria nel derby coi cugini interisti grazie al supergol di Mexes e la sconfitta, solo dopo 22 rigori, con il Real Madrid dei vari Bale e Ronaldo hanno dato morale alla truppa. In particolare, la gara coi blancos ha mostrato un Milan determinato e solido.In porta Diego Lopez, già molto positivo nel disastro dello scorso anno, ha dimostrato di essere ben più di una certezza e il giovanissimo Donnarumma (classe ’99) ha fatto onore al vivaio parando anche un rigore a Toni Kroos. Dalla difesa, ottime indicazioni sia dai centrali che dalle fasce. Alex ha l’esperienza giusta per dirigerla, Mexes senza cali di concentrazione è un elemento importante, Rodrigo Ely è la novità e la gradita sorpresa per disciplina tattica, in attesa di un altro elemento che potrebbe essere quel Romagnoli di cui tanto si parla.Il centrocampo, spesso sul banco degli imputati nella passata stagione, ha mostrato evidenti miglioramenti, sia dal punto di vista dell’equilibrio che dal punto di vista della qualità. Montolivo in cabina di regia, con la giusta condizione fisica, è prezioso, Josè Mauri è un mediano dalle enormi potenzialità vista la giovanissima età e l’esperimento di Suso in mediana ha regalato ottimi spunti, visti i mezzi tecnici eccellenti dello spagnolo. L’acquisto più importante a centrocampo, però, è stato trattenere Nigel De Jong, mastino imprescindibile e baluardo instancabile.In netta crescita anche l’attacco. Luiz Adriano comincia a inserirsi bene negli schemi, Bacca non ha bisogno di presentazioni e ha dato prova di poter coesistere col brasiliano. Se i due nuovi arrivi hanno ancora bisogno di rodaggio, sicuramente da sottolineare è invece il precampionato di Mbaye Niang. Il giovanissimo francese ha avuto modo di farsi le ossa al Genoa nello scorso campionato ed è tornato più motivato che mai a giocarsi le sue chances in maglia rossonera. Ottimi movimenti e numeri anche contro il Real, un paio di volte ha mandato Pepe al bar, sicuramente da seguire con attenzione. Chi, invece, resta fuori dagli schemi è sicuramente Alessio Cerci, che è ben lontano dai livelli raggiunti col Toro. Alla stessa maniera ed evidentemente pronto a partire è Alessandro Matri, che, al massimo, potrà occupare un posto in panchina con Mihajlovic. Il posto libero lasciato da uno dei due (o da entrambi) potrebbe essere occupato dal vero obiettivo rossonero di questa estate. Non sarà facile, ma, c’è da starne certi, il Milan proverà fino alla fine a strappare Ibrahimovic al Paris Saint Germain. Lo svedese, nella International Champions Cup, non ha certo sfigurato, andando sempre a segno. L’acquisto di Di Maria, da parte dei parigini, potrebbe essere un segnale ai rossoneri, per indirizzare Ibra a Milano. I nodi da sciogliere restano sempre l’ingaggio e la cifra da destinare ai francesi per lasciar partire l’ariete. Mentre, sotto l’ombrellone, Berlusconi lavora all’accordo con Mr. Bee, Galliani resta pronto a piazzare il colpaccio. Parafrasando Shakespeare: il sogno di una notte di mezza estate rossonero.

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