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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
Parli del Diavolo e spunta Lapadula. Improvviso come un esonero di Zamparini, provvidenziale come un casting per trovare l’allenatore dell’Inter, l’attaccante italo-peruviano si prende la copertina di Palermo – Milan e regala ai rossoneri il terzo posto, dopo il 12° turno di campionato. Lo fa in una gara non banale, sulla carta agevole, sull’erba piena di insidie, in cui i rosanero non meritano di uscire sconfitti. La squadra di De Zerbi meriterebbe di più, in una concezione utopistica di giustizia del calcio, per ciò che mostra dal gol rossonero di Suso al pareggio di Nestorovski. I meriti, però, non fanno le vittorie e allora Montella può pescare dal cilindro il jolly che mancava all’appello. Se Bacca, distratto dalle voci di lusinghe estere, non sembra sul pezzo come a inizio stagione, tanto vale dare le chances strameritate al capocannoniere della Serie B 2015/16. E se la risposta, dopo pochi minuti, è un colpo di tacco da tre punti, allora è veramente una buona idea.
POSSESSO PALLA CERCASI – La cronica abitudine del Milan di complicarsi la vita sembrava avere preso il sopravvento anche stavolta. L’iniziativa personale slalomeggiante di Bonaventura, con tanto di tiro incrociato di poco a lato, era stata apripista per il gol del vantaggio. Trattasi di autentico regalo del giovanissimo portiere rosanero Posavec, disturbato da Aleesami e derubato del pallone da Bonaventura, con Suso lesto a scaricare in rete la gioia milanista. Sarebbe dovuta essere, di qui in poi, una gara in discesa, contro la penultima in classifica. E invece no. Amministrare non è esattamente il punto forte dei Montella boys, che d’altronde non hanno fini palleggiatori nè esperti addormentatori di partite in mediana. Fatti salvi il giovane Locatelli per il viso angelico da liceale e il neo-arruolato Pasalic per la sua prima presenza da titolare, resta lo slovacco Kucka che può vantare muscoli, ma anche due ferri da stiro al posto dei piedi. Non propriamente il massimo. Il possesso del pallone testimonia questa carenza con un dato, seppur esiguo, a favore dei padroni di casa siciliani.
RINCALZI VITALI – Il Palermo non è squadra che si “scansa”, almeno non col Milan, e i precedenti ricordano anche qualche smacco ai rossoneri. Però, le statistiche raccontano anche di cinque sconfitte in altrettanti incontri tra le mura amiche in questa stagione (che a fine gara diventeranno sei). Ecco perchè, complice la posizione di classifica precaria, la rassegnazione non è certo di casa al Barbera, tanto in campo quanto sugli spalti de “La Favorita”, vestiti a festa come nei migliori incontri del campionato argentino. Tanto meno rassegnato appare Roberto De Zerbi, che al Milan ha costruito la sua carriera da calciatore, ma col Palermo ha la prima possibilità da allenatore nella massima serie. Il tecnico di Brescia le prova tutte per salvare gara e campionato. Inserisce il giovanissimo Lo Faso, prodotto delle giovanili siciliane, e l’esperto Diamanti, al posto dei deludenti Embalo e Sallai. I due italiani sono i protagonisti delle maggiori occasioni rosanero. Il ’98, di numero e di anno di nascita, prende iniziative interessanti. Il trequartista ex Livorno e Bologna, invece, è l’ispiratore della rete del pari, firmata da Ilia Nestorovski. Il macedone si conferma top scorer dei padroni di casa con le sei reti segnate finora in campionato.
SFIDA NELLA SFIDA – Dopo il pari rosanero e la paura di arrivare al derby col rimpianto di non aver fatto risultato a Palermo, il Milan si risveglia. O meglio, Suso si risveglia. Lo spagnolo ingaggia un duello con Posavec, che proprio non ci sta a concedergli la doppietta di giornata. Tre i salvataggi fondamentali del portiere croato, tutti a cavallo della mezz’ora della ripresa. Prima un riflesso su punizione, poi un volo con la mano di richiamo a togliere dall’incrocio la botta mancina dell’ex Liverpool. Ancora, in un tre contro tre rossonero, l’estremo difensore classe ’96 si è superato, deviando in angolo il colpo di destro dell’avversario.
TACCO IN BUCA D’ANGOLO – Non è bastato. Perchè, se le conclusioni dirette non hanno avuto fortuna, Suso ha deciso di appoggiarsi al tacco di Lapadula per regalare la vittoria ai rossoneri. Infatti, il tiro da fuori sugli sviluppi di un angolo dal quale nasce la zampata dell’uomo-copertina Lapadula è proprio dello spagnolo. Come tutti i ghostwriter che si rispettino, però, lascia i meriti alla firma che compare sul tabellino. Una firma che adesso Montella, a due settimane dal derby con l’Inter, non potrà evitare di ignorare in un ballottaggio Bacca-Lapadula che già infiamma le suggestioni giornalistiche. La naturale conclusione, col colombiano in periodo non esaltante e l’ex pescarese affamato di riscatto, sarebbe una. Nel frattempo, Lapadulus in fabula.

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