16 Maggio 2026
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Milan, la regola del vantaggio e Santa Ripresa

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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata


Risultati immagini per juventus milan 2-1La Juve vendica Doha e la sconfitta in campionato. O almeno questo è il messaggio inflazionato che è passato un po’ ovunque. In realtà, la Juve strafavorita, nel suo periodo di forma migliore della stagione, elimina il Milan nei quarti di finale di Coppa Italia, coi rossoneri in netto calo di risultati e condizione. La Supercoppa conquistata a Doha è ancora salda in bacheca, così come i tre punti conquistati a San Siro in campionato non verranno restituiti ai bianconeri. La “vendetta” bianconera è compiuta. Ma adesso passiamo alle cose serie.

Chi sperava in una Doha2 nel fortino Stadium o aveva assunto un allucinogeno potente oppure era un inguaribile sognatore di quelli che speravano di vedere l’Alessandria alzare la Coppa Italia l’anno scorso. Certo, il livello del Milan non è pari a quello dei grigi dell’anno scorso (con tutto il rispetto per la formazione piemontese). Tuttavia, alcuni elementi della rosa di Montella, nello stato attuale di forma, potrebbero ben figurare nel girone A di Lega Pro, senza che nessuno s’accorga dei trascorsi in Serie A. Nulla a che vedere con l’undici messo in campo da Allegri che, spaventato dai fantasmi del deserto del Qatar, ha deciso di mettere in campo la formazione migliore. Pjanic, Mandzukic, Higuain e Dybala contro Abate, Zapata, Romagnoli e Antonelli. Paura e delirio alla Continassa.

Un po’ come trovarsi, all’interrogazione di matematica, Edward Witten in persona. Chiaro che il risultato non possono che essere i primi venti minuti che lanciano la Juve sul 2-0, col 3-0 sfiorato in più occasioni. Così come col Napoli, così come col Torino, la primissima parte di gara mette in mostra tutti i limiti che a inizio stagione non s’erano ancora palesati. Abate è tornato, di colpo, sui suoi livelli, quelli del terzino distratto innamorato della propensione offensiva, in perenne conflitto con la linea difensiva. Asamoah, in formato Coppa d’Africa, lo manda al manicomio ruminando la fascia come un trattore imbizzarrito. Antonelli fa rimpiangere Calabria fuori ruolo, che a sua volta faceva rimpiangere De Sciglio, che non era esattamente Paolo Maldini, ma tutto sommato lì a sinistra ci stava benino. Dell’ex esterno del Genoa, la dormitina che permette a Dybala di infilare Donnarumma con un destro all’intersezione perfetta tra la svirgolata e la bordata. Nell’occasione, però, bisogna riconoscere un assist fantascientifico di Cuadrado, che di tacco serve la Joya (clicca per visualizzarlo).

Risultati immagini per juventus milan 2-1Con la difesa in bambola, il centrocampo è chiamato a un extralavoro e fioccano i gialli che è un piacere. Quando Kucka stende Asamoah e Pjanic si presenta sulla sua mattonella preferita, capisci che Donnarumma è chiamato al miracolo. Il non ancora maggiorenne portierone rossonero, però, ha esaurito la scorta e può solo sfiorare la fiondata del cecchino di Tuzla, prima che la stessa s’accomodi ancora in fondo alla rete. L’imbarcata è alle porte e il Milan è inerme. Cuadrado comincia a carburare e per Antonelli la spia della riserva s’accende presto. Il colombiano incendia la banda di destra e da lì arrivano le migliori occasioni per il 3-0. Mandzukic, però, chiamato agli straordinari in copertura, è insolitamente clemente con le capocciate e le schiaccia tutte fuori dallo specchio della porta. I tifosi rossoneri cominciano ad invocare l’aiuto di Sant’Intervallo e a sperare nell’intervento di Santa Ripresa, prima di assistere agli applausi meritati dello Stadium per i bianconeri.

Come spesso accade al Milan in questa stagione, i santi protettori della rimonta garantiscono il loro contributo. Chiaro che, se l’avversario si chiama Torino, è lecito aspettarsi che la rimonta vada in porto. Quando di fronte, invece, c’è l’altra sponda della Mole, il miracolo è ben più difficile. Si potrebbe chiedere a Van Basten di proporre una regola in cui, nel tabellino, valgono solo i gol segnati nei secondi tempi, ma vabbè. Prodigiosi comunque Sant’Intervallo e Santa Ripresa, eh, bisogna dirlo. Non si spiegherebbe altrimenti l’improvviso risveglio di Carlos Bacca, che sfrutta una sponda di Kucka, corretta dall’assist involontario di Mandzukic, per griffare all’improvviso il 2-1 che riporta in partita i suoi. Da lì in poi, il colombiano diventa l’attaccante che tutti i tifosi vorrebbero vedere, quello che pressa e lavora per la squadra con lo spirito di un Lapadula qualsiasi. Al contempo, la squadra di Allegri sembra impaurita. Giusto il tempo di tre giri di lancette e Locatelli rovina tutto (a fine gara chiederà scusa a tutti), beccandosi il secondo giallo per un eccesso di foga su Dybala. Due ammonizioni, una più ingenua dell’altra, per un 18enne talentuoso, capace di far girare la squadra come pochi, ma che deve ancora affrontare il lungo processo di maturazione.

Risultati immagini per juventus milan 2-1 deulofeuE’ un Milan a tratti acerbo, ma a tratti esaltante. Montella è fine psicologo dei suoi ragazzi e, a testimoniarlo, è il cambio effettuato di lì a poco. La rinuncia ad Abate, sostituito da Pasalic, e il conseguente spostamento di Kucka sulla fascia destra sono un atto di coraggio sufficiente a trasmettere fiducia ad una squadra intera, che gestisce il pallone come avrebbe dovuto fare già nella prima frazione, complica una Juve troppo guardinga. Equilibri sottili ai quali l’aeroplanino non si sottrae nemmeno quando c’è da tentare il tutto per tutto. Forse la rinuncia a Bacca nel forcing finale, per concedere il debutto a Deulofeu nella posizione di falso nueve, è figlia della voglia di giocarsela fino alla fine, uscendo a testa alta e, alla peggio, con un solo gol di scarto. Fatto sta che lo spagnolo dimostra, nel quarto d’ora disputato, già una maggiore verve del partente Niang, che andrà a tuffarsi nelle piscine dell’Hertfordshire (Watford). Ottima anche l’intesa coi compagni, visto lo scatto sul filo del fuorigioco che lo porta a tu per tu con Neto: peccato che la posizione sia defilatissima e tutto ciò che gli riesce di guadagnare è un calcio d’angolo.

E’ mancato lo smalto dei tempi migliori, la lucidità di capire che, allo Stadium, ogni errore è una condanna. E’ mancata, ancora una volta, l’umiltà di affrontare la gara con pazienza. Il Milan sta subendo una metamorfosi pericolosa, improntata alla gestione del pallone sin dai primi minuti, che risulta prevedibile quando gli avversari raddoppiano con diligenza. Per capirci, è l’atteggiamento che Montella ha cercato di dare agli albori del suo Milan, salvo poi ricredersi e optare per la strategia diesel, con un primo tempo abbottonato dedicato al contropiede ed una ripresa arrembante. Si è instaurata la “regola del vantaggio”, che non riguarda arbitri, ma la reiterata abitudine di concedere due reti di vantaggio agli avversari. Un’abitudine da estirpare, per tornare a macinare successi.

Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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