16 Maggio 2026
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Milan: il Genoa rimane sullo stomaco

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valerio-lauripagelleServizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA

 


Niente tris. Ci aveva preso gusto il Milan, dopo le due vittorie consecutive. Una vittoria contro il Genoa a Marassi avrebbe dato morale e costanza al lavoro di Mihajlovic. Avrebbe, appunto. Perchè, invece,nell’anticipo dell’ora di pranzo, è arrivata la terza sconfitta stagionale in campionato, di misura come con l’Inter e infarcita dell’espulsione di un difensore, come con la Fiorentina. E il pranzo è rimasto un po’ a tutti sullo stomaco.

DIGESTIONE LENTA – Sarà stato l’orario, più consono a un pranzo che a una partita di calcio, ma il Milan è sceso in campo con poca determinazione e tante insicurezze. Migliore la partenza dei rossoblu, che si sono subito fatti vedere con una punizione insidiosa di Diego Capel, finita di poco a lato. Punizioni, ecco. Chi di punizione ferisce, di punizione perisce, sarebbe il caso di dire. Se una traiettoria potente di Balotelli aveva sbloccato la gara con l’Udinese, a Genova è stata una deviazione di Bonaventura, su calcio piazzato di Dzemaili, a regalare il vantaggio ai padroni di casa. Il ‘Grifone’ ha ritrovato il gol dopo un digiuno di ben 293 minuti. La reazione del Milan si è fatta attendere, sia perchè i rossoneri hanno trovato sulla loro strada un Genoa ben organizzato e sia perchè il centrocampo è stato poco lucido a far circolare la palla con una certa celerità.

BALO POSITIVO – Nella brutta giornata del Ferraris, una nota positiva: Mario Balotelli ha confermato i progressi, rivelando di essere il migliore dei suoi per grinta e pericolosità. Gli squilli del Milan nella prima frazione sono arrivati tutti da lui: ha creato lo spazio per una conclusione di Bonaventura, si è battuto con la difesa ed è arrivato al tiro, ci ha provato anche di testa su angolo. Nella ripresa ha lavorato ancora molto per i compagni, rifinendo di rabona per Luiz Adriano, facendo da sponda per Bertolacci. Il gol, stavolta, non è arrivato, nonostante il Genoa fosse una delle sue vittime preferite.

IL TALLONE D’ACHILLE – Punto debole dei rossoneri (e non lo si è scoperto di certo col Genoa) è sempre la difesa, incapace di chiudere le gare mantenendo la porta inviolata. Talvolta ingenua, talvolta distratta, la retroguardia rossonera si è dimostrata anche ieri piuttosto fallace e incapace di gestire la pressione. Zapata, coi suoi tocchi in orizzontale imprecisi, è portatore di scompiglio. Romagnoli, anche ieri, ha dovuto dar modo agli scettici di contestare il suo valore di mercato. In particolare, l’espulsione rimediata ieri è apparsa fin troppo severa, con un Tagliavento fiscalissimo e incapace di tenere in pugno la partita, se non distribuendo cartellini a destra e a manca.

BIPOLARISMO AD OLTRANZA – Ancora una volta, la squadra di Mihajlovic si è dimostrata capace di offrire un solo tempo di gioco accettabile. Con l’Udinese, nel turno infrasettimanale, la prima frazione era stata convincente, mentre la ripresa aveva fatto rischiare la clamorosa rimonta dei friulani. Con la squadra di Gian Piero Gasperini è accaduto l’esatto opposto: un primo tempo giocato al di sotto delle aspettative, per non dire regalato, e una ripresa all’arrembaggio, che avrebbe comunque meritato di più, ma che non è servito ad evitare la debacle. Appare chiaro, quindi, che la questione non è di natura fisica ( e quindi legata alla preparazione), bensì alla sfera psicologica, in cui peraltro Sinisa dovrebbe eccellere per le qualità di motivatore.

PROBLEMI TATTICI – Discutere di tattica può apparire noioso e superbo. Tuttavia è un dato di fatto che il Milan abbia un problema di coesistenza a centrocampo. Nel tentativo di dare un giusto equilibrio tra quantità e qualità, Mihajlovic ha scelto nelle ultime due gare, di mandare in campo sia De Jong che Montolivo. E’ evidente che il regista italiano dà il meglio di sè in fase di costruzione del gioco, per la buona proprietà di palleggio, così come è evidente il disagio di De Jong nel giocare da mezzala, dopo tante partite di onorato lavoro di interdizione davanti alla difesa. Nodo non da poco nel reparto cruciale, perchè nel prossimo turno arriva a Milano una squadra da affrontare tatticamente con i guanti. Il Napoli di Sarri, così come ha detto anche il tecnico rossonero, in questo momento della stagione è l’avversario peggiore che potesse capitare. Ma anche l’occasione per una clamorosa inversione di tendenza.

Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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