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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Ripetere il 5-1 dell’andata contro l’Austria Vienna è il minimo sindacale domani per il Milan di Vincenzo Montella. No, non è ne per il passaggio del turno e ne per la testa del girone, ma soltanto perché domani, a San Siro, sarà presente Ricardo Kakà.
Già troppe leggende hanno visto sotto i propri occhi delle scialbe prestazioni da parte del Milan negli ultimi anni, ma per fortuna, Kakà, era in tutt’altro continente. La presenza dell’ex stella rossonera, da poco senza contratto dopo la fine della sua esperienza all’Orlando, è tutt’altro che casuale. Oltre ad essere venuto a “godersi” una bella partita al San Siro, infatti, l’ex pallone d’oro è tornato nella sua seconda casa per parlare del proprio futuro all’interno del Milan. Come giocatore o dirigente, ancora non è ben chiaro. Perché il sogno di tutti i milanisti, me compreso, è quello che “l’eterno 22” vestisse ancora una volta, per l’ultima volta, quel suo numero magico, che nel corso dei suoi anni passati in rossonero ha fatto innamorare milioni tifosi in Italia e nel mondo. Uno come lui sarebbe importantissimo nell’attuale spogliatoio rossonero, dove sarebbe capace di riportare allegria e buon umore dopo ogni partita. Bella o brutta che sia. D’altro canto, come dirigente, avrebbe lo stesso ed identico ruolo: essere il simbolo di questo club.
Beh, per sapere di più sul suo futuro dobbiamo aspettare l’incontro di domani a Casa Milan, ma nel frattempo, a nome di tutti i tifosi del Milan, chiedo ai giocatori di coronare la sua presenza con una degna prestazione. Una di quelle difficili da dimenticare. Perché anche vestendo le maglie di Real, San Paolo e Orlando, Kakà, non ha mai dimenticato o messo da parte, questi colori.


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