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Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA
Un collegamento inaspettato. O forse no? Silvio Berlusconi, presidente precario (viste le trattative in corso) del Milan, ha scelto la piattaforma di Facebook, per fornire ai tifosi delle spiegazioni sulla situazione attuale del club rossonero. Un discorso a reti (telematiche) unificate, per rilanciare le sue quotazioni in picchiata negli umori e nei cuori milanisti. “Un saluto affettuoso ai tifosi rossoneri” è la formula scelta per cominciare. Una formula che racconta di qualcuno che ha qualcosa da farsi perdonare, quasi una piccola ammissione di colpevolezza. I toni non sono certo quelli di chi è a proprio agio con gli internauti, Berlusconi non è certo uno youtuber di fama, ma dimostra sempre di saperci fare piuttosto bene con la telecamera e con le parole. Quasi commovente il passo successivo, in cui il patron rossonero fa presente di soffrire per la situazione attuale del Milan, tanto e più di quanto fanno i tifosi rossoneri. Lo fa, però, mettendosi una mano sul cuore ed una sul portafogli, visto che rivendica di avere speso per far grande il Milan “più di un miliardo di euro e, solo nell’ultimo anno, 152 milioni di euro”. Ora, che l’attuale presidente rossonero abbia speso tanto è innegabile, ma, se c’è sempre stato un segno di merito nel trentennio glorioso della presidenza Berlusconi, è sempre stato quello di non sperperare cifre abnormi, come invece ha fatto il suo ex omologo nerazzurro Moratti, ad esempio. Basterebbe, dunque, chiedersi come mai negli ultimi anni, il segno meno è comparso parecchio negli investimenti rossoneri. Vuoi vedere che forse la scelta di abbandonare uno come Ariedo Braida (ad esempio) e lasciare l’intera gestione ad Adriano Galliani (ad esempio), con tutto il carico di parametri zero ultratentenni (ad esempio), con tanto di ingaggi extramilionari (ad esempio) e “paghette” ai procuratori (ad esempio) non sia stata tanto oculata e quindi qualche responsabilità ce l’ha anche il presidente?
L’autocritica mascherata arriva appena dopo, quando si passa ad analizzare la guida tecnica: Berlusconi ribadisce che “non avevamo mai visto il Milan giocare così male”, lanciando una frecciata al mai-digerito Mihajlovic. Rivendica, inoltre, di aver avuto il coraggio di prendere la decisione di cambiare allenatore, seppur a poche gare dalla fine. Tuttavia, tutti sanno (o hanno capito) che il buon Sinisa, dopo tutti gli endorsement al contrario ricevuti durante l’anno, non sarebbe mai rimasto a Milanello, tant’è vero che la Lazio era già pronta ad accoglierlo a braccia aperte. La frase che arriva dopo, però, è addirittura paradossale. “Mi sembra che, nel giuoco, qualche miglioramento si sia visto” ha due chiavi di lettura: 1) proseguire nella pantomima di difendere la propria decisione, 2) avere una visione molto distorta del concetto di bel “giuoco”. Risulta difficile parlare di miglioramenti nel gioco, dopo aver raccolto 2 punti nelle gare con Carpi, Verona e Frosinone, anche volendoci aggiungere quella “sfortuna” di cui parla appena dopo, adducendo giustificazioni alla gestione (finora) deficitaria di Brocchi come invece non aveva fatto per difendere Mihajlovic (che risultati migliori ne aveva ottenuti). Davvero geniale e da lodare, invece, la trovata di mostrare una foto di sè stesso nei pulcini del Milan: il presidente con orgoglio rivendica di essere nato e cresciuto nei Pulcini del Milan. Peccato che il web non perdona ed ha sollevato più di un dubbio sull’autenticità della foto (a voler essere benevoli).
Qualcuno dovrebbe anche spiegare al presidente più vincente del Milan che 30 anni di successi sono un alibi per “una crisi passeggera”, ma non di certo per un declino totale che continua da ormai tre anni. Discutibile anche la scelta di dire apertamente di voler lasciare il Milan in mani sicure e, preferibilmente, italiane. Quasi a voler sminuire la bontà della proposta della cordata cinese con advisor Sal Galatioto, che, infatti, dicono essersi irritato molto per la “mancanza di rispetto”. D’altronde è uno che ha la fama di aver concluso grandi operazioni, non di venditore ambulante In effetti, i temporeggiamenti, i dubbi e le dichiarazioni contraddittorie di Berlusconi non favoriscono di certo lo sviluppo della trattativa che, allo stato attuale, pare destinata ad arenarsi. Intanto, il Milan questa sera è di scena a Bologna e, una ulteriore sconfitta, potrebbe far perdere ancora appeal al marchio rossonero.
In ultima analisi, il messaggio social del “presidente di club che nella storia del calcio mondiale, grazie al Milan, ha vinto di più” è apparso più come uno spot elettorale, in cui difendere il proprio operato e far presente ai tifosi che la strada verso la redenzione è ancora lunga. Ad minora.

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