16 Maggio 2026
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Mattia Sermonico “Allenatore come professione? Per chi non ha giocato nei professionisti è molto dura fare del calcio la propria professione”

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Per la nostra rubrica abbiamo Mattia Sermonico allenatore di una delle squadre giovanili dell’Udinese. Mattia giocava poi un grave infortunio lo ha costretto al ritiro poi non si è arreso ed ha cominciato ad allenare. Poi la chiamata dell’Udinese e comincia l’avventura in una squadra professionistica. Segue i pulcini dell’Udinese e chissà mai che un giorno sentiremo parlare di lui.   

Come ha scoperto il calcio È una passione che ho scoperto da solo come la maggior parte delle mie passioni. Nel senso che non mi è stata tramandata e non sono mai stato spinto a giocare a calcio, anzi. Fin da piccolo ho sempre praticato nuoto ma senza troppe soddisfazioni. Ricordo tanta fatica e poco divertimento. Mia madre non mi lasciava gironzolare per il paese in autonomia e ricordo che andavo spesso da un amico d’infanzia che giocava nella squadra del paese e abitava davanti al campetto. Andavo sempre da lui perché sua madre, all’insaputa della mia, ci lasciava andare e ci passavo le giornate durante l’estate. Poi i miei si sono arresi e a 10 anni, a patto che avessi continuato a praticare nuoto e avessi continuato ad andare bene a scuola, mi hanno concesso la possibiltà di allenarmi con la squadra del paese. Fortunatamente pochi mesi dopo alla mia prima esperienza andai all’Udinese e smisi di nuotare. Quando ha capito che potesse diventare una professione Per chi non ha giocato nei professionisti è molto dura fare del calcio la propria professione nei panni dell’allenatore o del preparatore. L’unico modo è formarsi e cercare di conoscere il calcio meglio possibile. Io ho smesso presto per gravi infortuni ripetuti quindi l’unico modo per restare vicino a questo mondo era diventare un allenatore. Per far punteggio, visto che non avevo fatto tanti anni in prima squadra, e prendere il patentino era necessaria una laurea in Scienze Motorie ed è così che ho iniziato i miei studi. Oltre al lavoro di insegnante di motoria nelle scuole, ho la fortuna di lavorare in una società professionistica dove è necessario essere sempre aggiornati per restare a livello dei colleghi e delle richieste della società stessa. Quindi continuo a studiare per mantenere vivo il sogno.. nella vita non si sa mai. Lavori per l’udinese in che ruolo e di cosa ti occupi Il mio ruolo all’interno della società è quello di istruttore nell’attività di base. Questo è il mio quarto anno con la categoria pulcini, sto cercando di specializzarmi per queste fasce d’età che ritengo molto delicate e che richiedono tanto studio trasversale per operare al meglio al suo interno. Mi piacerebbe in futuro poter anche ricoprire il ruolo da responsabile dell’attività di base. Da dove è cominciata la tua gavetta Come dicevo prima, ho smesso di giocare con continuità a calcio molto presto e l’unico modo per non abbandonare la passione era allenare. Giocavo nell’asd Pagnacco, una squadra nella periferia di Udine che militava in promozione, mi ruppi i legamenti del ginocchio e così dal 2006 iniziai a dare una mano all’allenatore dei piccoli amici della stessa società con l’impegno di prendere le redini del gruppetto dall’anno successivo. Quindi tra un infortunio al ginocchio e l’altro, giocavo in prima squadra e allenavo questi bambini. Abbiamo iniziato in pochissimi ricordo ma ogni anno si aggiungeva qualcuno del paese. Li ho guidati fino all’ultimo anno esordienti. Se ci penso, sono molto orgoglioso di quel gruppo, ovviamente perché il mio primo in assoluto ma anche perché con tanti di loro sono rimasto in contatto. Giocano ancora in tanti. Ricordo di non aver proseguito con loro nei giovanissimi causa mancanza di patentito (non avevo raggiunto il limite minimo di età) per cui ho smesso per un paio d’anni perché ero talmente affezionato a loro, che non ritenevo possibile iniziare con un altro gruppo. Nel 2013 poi è nata l’Udinese Academy a Udine. Il progetto era ambizioso ed interessante dal punto di vista formativo, quindi mandai il curriculum, feci un colloquio e iniziai così a gravitare attorno al mondo Udinese come istruttore della squadra esordienti di Udinese academy. Nel 2015 ho seguito il corso per il UEFA B e dalla stagione 17/18 sono passato all’Udinese Calcio nel quale lavoro ancora attualmente. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro I miei obiettivi per il futuro sono provare a fare tutto ciò che non ho ancora fatto. Sono consapevole che, in Italia, fare l’allenatore di professione senza aver giocato da professionista è quasi impossibile, quindi punto a diventare un bravo allenatore nei dilettanti. Sicuramente prima di ciò, mi piacerebbe fare un’esperienza da secondo con un professionista. Non l’ho mai fatto e voglio capire cosa cambia e cosa si prova. Poi ovviamente credo sia il modo migliore per imparare in fretta, visto il ritmo evolutivo di questo sport. Campionato dal 18 maggio….. Credo che la salute venga prima di qualsiasi cosa. Se non ci saranno le condizioni ,per me, non si dovrà ripartire. Fermo restando che i calciatori sono atleti professionisti come gli altri e non vedo perché non possano avere a disposizione il centro sportivo per allenarsi individualmente, quando un nuotatore piuttosto che un 100 metrista possono farlo. Anche chi gioca in uno sport di squadra deve avere la possibilità di allenarsi individualmente o a piccoli gruppi controllati per non incorrere in cali di forma che potrebbero condizionarne la carriera (infortuni futuri). Play Off e Play out. Personalmente credo che non ci si possa giocare una stagione in 3 partite. Quindi la formula play off e play out non mi piace in generale. A maggior ragione in questo momento. Magari una squadra ha puntato tutto sulla parte finale del campionato, magari la sintonia tra squadra e allenatore sarebbe migliorata nell’ultima fase della stagione, magari il giocatore più determinante dei diretti avversari per lo scudetto piuttosto che per la salvezza, avrebbe saltato per infortunio l’ultimo mese, magari il calendario sarebbe stato più semplice nella seconda parte do stagione…insomma ci sono troppi “se” che falserebbero il campionato. Congelare la classifica non lo ritengo corretto proprio per questo motivo. Io annullerei l’anno, come se non ci fosse stato in ogni categoria. Dalla serie A alla terza categoria. Per ripartire da capo l’anno prossimo.

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Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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