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Matteo Bottazzo, esperto di Lecce, ci sollecita la rivalità col Bari che perdura nonostante le società non militino nelle stesse categorie.La cosa potrebbe succedere la prossima stagione se il Lecce dovesse retrocedere ed il Bari salire in serie B. Considera Liverani allenatore da Big e pensa che nella lotta col Genoa uscirà la terza retrocessa.
Come hai scoperto il calcio?
Con Roberto Baggio nel mondiale del 1990. Fu amore a prima vista, mi si riempirono gli occhi vedendo quel codino correre per i campi di Italia 90. Da quel momento in poi non mi sono più separato dal pallone che per me non è solo giornalismo. Sono anche un calciatore a livello amatoriale ma che non può fare a meno della sua partita infrasettimanale. Devo dire che questo sport mi ha dato tantissimo, mi ha educato, mi ha permesso di migliorare nelle relazioni e tanto altro ancora. Più che uno sport è una palestra di vita.
Quando hai capito potesse diventare parte del tuo lavoro
In realtà l’ho sempre sognato. Da piccolo ci ho anche provato come calciatore, ma i piedi non sono esattamente adatti al tipo di professione. Quando ho iniziato a scrivere lo facevo per gioco e le cronache erano limitate alla play station. Con tanto impegno e sacrificio però mi sono tolto, fino ad oggi, delle belle soddisfazioni. L’ho capito dopo un paio di stagioni, quando vedevo che ciò che scrivevo aveva un seguito o un riscontro, li ho iniziato a crederci. Miracolo dei soci.
Segui il Lecce, parlaci di come la società e la squadra stanno affrontando questo periodo di emergenza
Tutti i giocatori stanno rispettando il decreto dalle proprie abitazioni. Sono pochi quelli che sono rientrati ai propri domicili, in tanti sono a Lecce. La società è vicina ai giocatori in particolar modo a quelli che vivono da soli, gli stranieri e ai più giovani che quasi ogni giorno vengono raggiunti telefonicamente dai soci.
Secondo te Liverani rimarrà o sarà attirato da qualche altra squadra più titolata?
Liverani sta dimostrando di avere la stoffa di un grande allenatore. Nelle ultime stagioni il suo score parla chiaro. Con la Ternana è stato autore di un miracolo calcistico, l’anno dopo con il Lecce ha raggiunto l’obiettivo, in B poi si è superato centrando una promozione diretta che non era all’ordine del giorno ad agosto. Ora sta provando a completare il capolavoro. Ha la stoffa, forse però per rendersi più desiderabile potrebbe rischiare di rimanere un’altro anno a Lecce e provare ad alzare l’asticella in A con i giallorossi. Impresa che non è mai riuscita a nessuno, nemmeno nomi altisonanti come Zeman, Mazzone o Prandelli. Molto però dipenderà dalle piazze che lo contatteranno, ma quello della prossima estate sarà un mercato particolare.
Se dovesse riprendere il campionato quante possibilità dai alla squadra di salvarsi?
Ha grandi possibilità, in questo momento è a pari punti con il Genoa e un calendario più che alla portata, con sfide tutte contro squadre che non occupano le prime posizioni. Ci sono buone possibilità, nulla è impossibile. Poi le squadre di Liverani hanno sempre chiuso in crescendo.
Io sono tifoso dell’Inter, il Lecce fece una bella partita al ritorno e con le grandi ha ottenuto sempre ottimi risultati. Un tuo commento
In casa contro l’Inter il Via del Mare era una bolgia. Contro le grandi si da sempre qualcosa di più, capitava anche in C quando la grande era il lecce e squadre come il Rende o il Siracusa contro di noi giocavano la partita della vita. Ora in A tutto sembra essere tornato alla normalità con i giallorossi che spinti dal loro pubblico devono lottare per conquistare un punto al cospetto dei club più blasonati del nostro calcio.
Parlaci delle rivalità calcistiche. Quale sentite di più a Lecce quella col Bari o col Foggia?
Non c’è paragone il Bari. Con il Foggia si respira l’aria del derby, ma c’è l’enorme distanza tra le due città (350 km) che attenua tutto. Il vero derby fino agli anni 70 era con il Brindisi, negli ultimi 40 anni però tra le due piazze c’è un abisso sportivo e quindi la rivalità si è spostata nel capoluogo di regione. Sono giorni ricchi di passione in cui l’unico argomento in città è il derby. E’ un peccato non viverlo da così tanto tempo. Speriamo di rigiorcarlo però in serie A.
Come risolveresti la ripresa della stagione play-off e play-out?
O si torna in campo e si gioca regolarmente, seppure a porte chiuse, altrimenti finiamola qui. I play out non fanno parte del regolamento, perciò non possono essere presi in considerazione. Ritengo che se non ci dovessero essere i presupposti di sicurezza per andare avanti è meglio fermarsi qui, non assegnare lo scudetto, far andare i europa solo chi occupa i posti utili e far retrocedere solo le ultime due, in virtù del fatto che in B solo le prime due sono certe di un posto nella massima serie.

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