16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Marco Ardone: “Necessita di un match analyst? Avendone bisogno non potendo contare su un terzo, ho deciso di abilitarmi in modo da poterla svolgere in autonomia”

Views: 169

Abbiamo incontrato MARCO ARDONE di professione bancario ma allenatore e match analyst. Marco ci ha confessato che questa nuova figura, entrata nel calcio da pochi anche nel settore dilettantistico, diventa importante per dare valore aggiunto alle prestazioni delle squadre. Ardone, pertanto, può ricoprire i 2 ruoli in una squadra e questo come si suole dire è tanta roba .    

Quando hai scoperto il calcio?

Quando avevo 6 anni. Ora ne ho 35, quindi, da 29 anni, non vi è stagione che non partecipi ad un campionato. Fino a qualche anno fa lo facevo da calciatore, ora da allenatore.

Precisamente fino ai miei 30 anni ho giocato militando sostanzialmente in tutte le categorie dilettantistiche ad eccezione della seconda e terza categoria, avendo una bellissima parentesi anche nel calcio a 5, prima in C2 e poi in C1.

Lazio, Campania e Molise le principali regioni che mi hanno ospitato.

Come hai capito che l’allenatore potesse diventare la tua professione post giocatore?

Quando ho iniziato a vivere le gare e gli allenamenti con giudizio critico nei confronti dei miei coach, su scelte tecnico-tattiche e metodologiche. Lì ho capito che era il momento di smettere da calciatore e di iniziare a studiare da allenatore, iscrivendomi al corso UEFA B.

Sei anche un football match analyst spiegaci in cosa consiste questo ruolo:

Come la parola stessa fa percepire è un lavoro di analisi, simile a quello che svolgo in banca, quale credit analyst. In quest’ultimo caso analizzo il credito, nel calcio analizzo gare. Non solo; nel lavoro di analisi è compresa anche la valutazione della propria squadra a quella degli avversari, fino anche ai singoli calciatori.

Essendo già allenatore perché hai deciso di acquisire anche questa competenza?

Principalmente per due motivi. Il primo riguarda la mia metodologia di lavoro: avendo bisogno della figura del match analysis e non potendo contare su un terzo, ho deciso di abilitarmi in modo da poterla svolgere in autonomia. Il secondo, riguarda sicuramente la mia curiosità: desidero sempre arricchire le mie competenze, da poter mettere a disposizione magari di uno staff tecnico professionistico.

Raccontaci della tua avventura da allenatore sinora svolta:

Non potendo contare su una carriera professionistica da giocatore, come molti miei colleghi che allenano nei dilettanti, sono partito dalla più bassa categoria possibile con una squadra di UNDER 17 PROVINCIALE e, dopo due anni, sono riuscito a meritare la gestione di squadre militanti in categorie ELITE che rappresentano la massima categoria nel settore giovanile dilettantistico.

Mi piace molto formare i giocatori, permettergli di esprime il massimo potenziale e sicuramente anche vincere, ma non sempre ci sono riuscito, perché il risultato dipende da tante variabili e non solo dal tecnico. Vincere non è facile ma formare i giocatori è ancora più difficile.

Quali sono le tue ambizioni:

Mi sono dato degli obiettivi step by step e devo dirti che al momento sono pienamente soddisfatto; vorrei un giorno allenare nei professionisti e fare di questa mia passione il mio primo lavoro.

So benissimo che non sarà facile, il calcio è bello quanto difficile per certe dinamiche, non devo aggiungere altro. I miei genitori mi hanno insegnato che sei vuoi qualcosa devi meritartela, differenziandoti per competenze, conoscenze, serietà e passione ed io, come fatto prima con la laurea in economia, poi con il master executive in Bank management ed infine con il mio lavoro, cercherò di fare bene anche nel calcio, nel ruolo di allenatore.

Se io volessi diventare un allenatore ed un football match analyst cosa devo fare?

Come prima cosa avere una immensa passione per il calcio e poi fare domanda ai diversi bandi per accedere ai corsi UEFA, utili per l’abilitazione. Poi non bisogna mai smettere di studiare ed aggiornarsi, perché il calcio è in continua evoluzione e ciò che fai oggi potrebbe non essere più valido già domani.

Sei anche un didattico, scrivi per IL NUOVO CALCIO, MISTERCALCIO.COM, HAI SCRTTO ANCHE SUL NOTIZIARIO TECNICO DI COVERCIANO e alcuni giorni fa un tuo webinar proprio sulla figura dell’allenatore; ti vedi come formatore?

Al momento amo il lavoro sul campo, allenare una squadra è la cosa che, al momento, sento di voler fare. Non mi sento, inoltre, in grado di “insegnare” a nessuno.

Nel calcio nulla si può definire giusto o sbagliato a prescindere, ci sono cose che funzionano e cose che funzionano meno, altre che funzionano con delle squadre e non con altre. Non c’è alcun dogma e alcuna formula matematica.

Per questo la mia attività non è quella di “insegnamento” ma solo di confronto continuo con i miei colleghi. Credo molto nel valore della condivisione e della critica costruttiva.

Due grandi giuristi qualche anno fa dissero: “il vero diritto nasce dalle critiche”. Questa massima è applicabile ad ogni disciplina, ed io la applico al mondo del calcio ogni giorno.

Come concluderesti la stagione ?

Bella domanda; bisognerà capire quando potremo riprendere le attività in piena sicurezza, perché la salute viene prima di tutto, prima anche e soprattutto di ogni interesse economico.

In questo momento la partita più difficile e importante la stiamo combattendo tutti insieme contro questo nemico invisibile che è il coronavirus. Dobbiamo lottare per vincere questa dura battaglia. Il mio pensiero e la mia preghiera vanno a tutti quelli che in questo momento stanno soffrendo, alle loro famiglie e alle famiglie di quelli che, purtroppo, non ce l’hanno fatta.

 L’idea play off-play out come la ritieni?

Sicuramente interessante, una novità ed io dalle novità sono attratto.

A me personalmente non dispiace, ma, ripeto, è difficile trovare una soluzione che metta tutti d’accordo; ci sono tanti interessi economici, investimenti di società, equilibri finanziari sottili che decidono le sorti di tante società, e, quindi, anche di professionisti e delle loro famiglie.

Il discorso è ampio e complesso; chiudendo con una battuta mi piacerebbe sicuramente in questo momento essere nei panni di un allenatore di serie A, ma non di certo nei panni dei presidenti di lega, figc e società calcistiche.

About Adamo Recchia 211 Articoli
Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
Contact: Website

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.