16 Maggio 2026
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Manita de Dios

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Verrebbe da chiedersi perchè la squadra non rende sempre così, perchè erano passati quasi quattro (!) mesi dall’ultima vittoria in trasferta, perchè non si è capito prima che un centrocampista di qualità come Rafinha serviva da tempo, forse anni.

Già, qualità: una parola usata da Luciano Spalletti al termine della gara con il Napoli per denunciarne l’assenza nel suo undici titolare, quasi a voler smuovere qualcosa negli animi dei giocatori, una reazione. La missione è sembrata andare a buon fine, perchè l’Inter vista al Ferraris contro la Sampdoria è stata decisamente la migliore dell’intera stagione.

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Uno 0-5 semplicemente devastante, sfruttando le incertezze di una Samp in evidente stato confusionario, dopo i quattro schiaffi subiti a Crotone la settimana prima. Emerge, in una recita di squadra ai limiti della perfezione, il solito one man show.

Mauro Emanuel Icardi formato Texas Hold’em, autore di un poker stellare, sigla due record in un solo colpo: sfonda quota 100 gol in Serie A (103, per la precisione) e raggiunge la stessa cifra di reti segnati con la sola maglia dell’Inter, in tutte le competizioni. A 24 anni. Segna in tutti i modi a Genova: su rigore, di tap-in, di tacco, in mezza sforbiciata. Un autentico torero, un finalizzatore che, se messo in condizione dalla squadra, ha davvero pochi eguali nel globo.

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Spalletti può sorridere anche per aver finalmente un terzino vero, che con Joao Cancelo ricorda nelle menti dei tifosi le cavalcate di un certo Maicon, ma con un piede ancor più fatato. Altro assist per l’esterno portoghese, in occasione del primo gol del match, quello firmato da un ritrovato Ivan Perisic. Il croato,  che non brilla come altri in quanto a prestazione, ha perà il merito di essere decisivo nello sbloccare una gara che l’Inter stava dominando sin dalle prime battute. Un’incornata di livello, dopo 3 mesi di digiuno (a dicembre, tripletta al Chievo Verona).

Importanza capitale ha anche il centrocampo: la cerniera Gagliardini-Brozovic, con Rafinha avanzato, risponde ancora positivamente dopo l’ottima prestazione contro il Napoli. La sensazione è che il croato si senta meno responsabilizzato in quella fetta di campo, senza la necessità di invenzioni da trequartista, ma con la licenza di fare ciò che meglio gli riesce: il tuttocampista. Rafinha è riuscito a velocizzare la manovra nerazzurra, una velocità di pensiero e di gambe che lì in mezzo mancava e serviva. Suo il rigore procurato, suo il tacco decisivo per il tap-in di Icardi: prima e dopo tecnica assoluta e numeri da giocoliere navigato.

Il pari della Lazio proietta i nerazzurri al quarto posto, in piena zona Champions e con una gara da recuperare rispetto alle capitoline -anche se si parla del Derby contro il lanciatissimo Milan di Gattuso. Viene da maledire la sosta, proprio ora che la squadra aveva trovato certezze importanti. Si ripartirà in casa contro l’Hellas, una gara necessiamente da non sbagliare. Per ora, che i tifosi si godano 14 giorni di assoluta serenità. Yes, we can.

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