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Avrebbe festeggiato oggi il suo compleanno. Tanti anni di lavoro forte ed appassionato sui campi, ma forse un piccolo soffio di vita per chi gli ha voluto davvero bene ed ha faticato a rassegnarsi alla sua scomparsa. Due mesi fa ci ha lasciati Luigi De Crescenzo, fotografo napoletano che ha immortalato con la sua maestria i più bei momenti del calcio campano, dai Pro ai dilettanti. Soffriva di quello che viene chiamato in gergo un male “incurabile” eppure, fino a pochissimi mesi fa, non faceva mancare mai la sua presenza orgogliosa ed ironica sul prato verde. Perché Luigi era così, capace di sdrammatizzare ogni momento con una battuta, ma intimamente sensibile e disponibile con tutti. Lo vedevi a volte in condizioni fisiche non perfette, uno stato esistenziale che psicologicamente avrebbe tramortito in tanti. Non lui, professionale fino alla fine e con un sorriso da spendere per chiunque ne avesse bisogno. Mai un momento di nervosismo, mai un attimo di abbattimento, perché tutti dovevano vederlo così: affabile e vigoroso, sempre. E il mondo del calcio era per lui, forse, la medicina migliore per ogni male. L’ossigeno per depurarsi da qualsiasi pessimismo o pensiero cattivo. L’affetto che tanti addetti ai lavori (dirigenti, allenatori, calciatori, giornalisti e quant’altro) gli hanno riservato negli anni, ha fatto in certo senso giustizia della sua indole caratteriale. E oggi Luigi manca a tanti. A chi ci ha lavorato insieme ed a chi lo incrociava sistematicamente sui campi. Continua a riposare in pace, Luigi, e che la terra ti sia lieve. Per sempre.

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