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servizio di Vincenzo Capretto
“Coronavirus, in serie A società e calciatori litigano. L’Uefa minaccia: finite o niente Coppe”, così titola oggi il Corriere della Sera nelle pagine sportive. Le società non si mettono d’accordo con l’AIC per quanto concerne il taglio degli stipendi, l’Uefa tuona dopo la fine anticipata del campionato belga.
Non va certo meglio in Europa, in Inghilterra è stato prospettato un taglio degli stipendi ai calciatori del 30%, ritenuto eccessivo dagli stessi. In Spagna è stato chiesto addirittura un 50% ma i calciatori hanno fatto sapere che più del 20% non sono disposti a tagliarsi.

Nell’articolo si legge, che la scelta del campionato belga ha fatto infuriare il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin: “Non credo che questa sia la decisione giusta. I belgi e altri che potrebbero pensare di imitarli rischiano di compromettere la partecipazione alle coppe europee della prossima stagione”. L’Uefa continua a dare priorità ai campionati, vuole terminarli a costa di farlo in piena estate. In seguito finire anche le coppe e chi non si allinea rischia l’esclusione. Per poter ripartire, solo dopo il lasciapassare del governo, servirà attivare rigidi protocolli di controllo e tra le misure si parla di analisi del sangue per stabilire chi ha avuto o meno il virus e altre riguardano l’isolamento con lunghi ritiri, trasferte blindate o cambi di sede in città più sicure.

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