Views: 2
Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Mai come quest’anno, il Napoli è partito con l’obiettivo di vincere il campionato. Ormai tutti dicono che nello spogliatoio è stato firmato un patto d’acciaio, chissà cosa effettivamente si saranno detti, non sarebbe stato assurdo se si fossero posti l’obiettivo di guardare agli altri campionati e di provare a tenere il passo di corazzate come Manchester City e Barcellona. Il campionato è iniziato ad agosto, ora siamo a febbraio e il Napoli sta tenendo proprio lo stesso passo sia della fuoriserie inglese che di quella spagnola. I Citizens hanno già vinto il campionato, lo stesso dicasi per i blaugrana, e il Napoli? È primo in classifica, la differenza rispetto agli altri campionati è che ha solo un punto di vantaggio rispetto alla Juventus. Non ci fossero stati i bianconeri, in città già erano pronti i preparativi per festeggiare il terzo scudetto, invece, bisogna fare i conti con Madama, alla quale bisogna rivolgere un plauso perché, nonostante gli ultimi sei successi, continua ad avere una fame implacabile. Gli uomini di Allegri daranno battaglia perché vogliono il settimo sigillo e non faranno sconti. La Juve, inutile nasconderlo, ha qualcosa in più rispetto al Napoli, magari non nell’undici titolare, ma sicuramente la rosa è più ampia, la mentalità è quella di chi è abituato a stare in alto, quindi, il club partenopeo è chiamato ad un miracolo sportivo. Difficilmente i ragazzi di Sarri avrebbero potuto fare meglio di così, eppure conservano solo un misero punticino di vantaggio, basterebbe un pareggio per perdere la leadership del campionato. Al di là di alcuni episodi su cui è pretestuoso focalizzare l’attenzione, ciò che fa rabbia in casa Napoli è il modo in cui alcune avversarie affrontano la Juve. Nessuna dietrologia, nessuna cultura del sospetto, nessun complotto ordito nelle segrete stanze del palazzo, nulla di tutto ciò, ma basterebbe guardare alle ultime due partite. Il Napoli ha dovuto sudare contro il Bologna per reagire dopo uno svantaggio maturato dopo neanche trenta secondi, il derby di Benevento è stato più difficile del previsto con i sanniti che hanno giocato con un agonismo impressionante. La Juve, invece, si è ritrovata a giocare in undici contro nove in casa del Chievo con il risultato ancora fermo sullo 0-0 (per ingenuità dei giocatori clivensi, sia ben chiaro), e con il Sassuolo la gara non è mai iniziata, diciamo che i neroverdi hanno fatto ben poco per smentire coloro che parlano di una fedele alleanza tra i due club. Da qui a dire che il campionato sia falsato ce ne passa, nessuno osa affermare ciò, come nessuno vuole sostenere che ci sia qualche favoritismo in direzione Torino, sponda bianconera. Analizziamo solo dei fatti, anche perché entrambe devono pensare esclusivamente al campo e a battere ogni settimana le rispettive avversarie. È uno scontro che si gioca sul centimetro, ora la Juve andrà a Firenze contro una squadra non più temibile come qualche anno fa, mentre il Napoli ospita una Lazio ferita dalle ultime due sconfitte. L’impegno più difficile è proprio quello della capolista, non solo perché la Lazio è l’unica squadra a meritare davvero il terzo posto per qualità di gioco, ma anche perché c’è un orgoglio da difendere dopo due sconfitte consecutive, si darà il massimo per non subire la terza. Entrambe le battistrada del campionato viaggiano ad una media che porterebbe a superare i cento punti, di solito chi macina tutte queste vittorie ha speso cifre folli in sede di calciomercato, cosa hanno fatto Juve e Napoli? La prima ha acquistato elementi come Bernardeschi, Matuidi, Douglas Costa, il Napoli invece è andato su Mario Rui, Ounas e Machach…

Lascia un commento