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L’Inter non sa più vincere. Banale ed automatico, ma tant’è; incatenata dentro se stessa, incapace di risollevarsi dopo ben 56 lune di astinenza, quasi due mesi. L’ultimo grido risale al 3 dicembre, nel 5-0 al Chievo. Poi 9 partite di poco o nulla, in un limbo ipnotico che non intravede soluzione di continuità. Ma se i brodini contro Lazio, Fiorentina e Roma potevano essere giustificati, il pari abulico e indegno in casa della terzultima della categoria non lo è davvero.
Al “Mazza” di Ferrara, antico teatro del regno estense, arriva il quarto pari consecutivo per un’Inter che, se contro la Roma aveva beneficiato del pari in extremis, stavolta subisce come per un contrappasso dantesco il medesimo destino. Il gol del neoentrato Paloschi al minuto 90 ha strozzato in gola la gioia di un successo che, se si fosse concretizzato, avrebbe comunque lasciato solo i 3 punti come unica dote in positivo.
La prestazione offerta in casa della Spal, infatti, è stata tra le peggiori di tutta la stagione. Zero tiri in porta nel primo tempo, vantaggio ottenuto soltanto su gentile concessione dello sfortunato Vicari (autogol maldestro, il suo) e poi l’assedio spallino finale con tanto di gol conclusivo. Nel mezzo un paio di occasioni buone per il raddoppio -bravo Meret nelle circostanze- ma anche la sensazione che, ancora una volta, l’Inter abbia sprecato una gigantesca occasione per navigare in acque più tranquille.
Rammarico che avrebbe potuto assumere dimensioni ancor più grandi se Lazio e Roma non fossero poi cadute contro Milan e Sampdoria, permettendo paradossalmente ai nerazzurri di allungare sui giallorossi, ora a -3, e di accorciare dai biancocelesti attualmente terzi. La fortuna per Spalletti, infatti, è che il treno in corsa si sia arrestato improvvisamente coinvolgendo non solo il suo vagone ma anche quello di Di Francesco, anche lui alle prese con un lungo e interminabile periodo di crisi di risultati.
La situazione di classifica continua dunque tutto sommato a sorridere, ma è necessario svegliarsi immediatamente per non trasformare l’ennesima stagione nata sotto una buona stella in un’annata da (rim)pianto. Crotone, Bologna, Genoa e Benevento prima del derby: sarà rinascita, o apocalisse.

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