16 Maggio 2026
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L’ex pupillo di Ancelotti

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Servizio di Maurizio Longhi (foto di Antonio Carotenuto) @riproduzione riservata


Questa foto è stata scattata da un nostro fotografo e ritrae un signore (chi è che non l’ha riconosciuto?) per il quale l’attuale allenatore del Napoli, ai tempi in cui allenava il Milan, si è esposto con una richiesta chiara e forte alla società: “Prendetemelo e vinciamo la Champions”. Alessandro Nesta era la bandiera della Lazio ma si era capito in quella famosa estate del 2002 che ci sarebbe stato il clamoroso trasferimento dalle parti di Milanello, che si concretizzò proprio sul gong, con i tifosi laziali che fino all’ultimo sperarono che tutto saltasse. Mister Ancelotti aveva fatto, come si dice a Napoli, “il debito con la bocca”, non gli toccava mica un compito semplice? Aveva detto che avrebbe vinto la Champions e doveva farlo. Ebbene, quella Champions la vinse, al primo anno di Nesta in rossonero, si rivelò un uomo d’onore e di parola. La vinse, tra l’altro, in una finale tutta italiana, contro quella Juventus con cui non era mai scattato il feeling in una esperienza avara di successi e caratterizzata da tante asprezze e veleni. Ma Nesta vinse tutto con il Milan, tutto ciò che c’era da vincere l’ha messo in bacheca, così come ha fatto Carletto Ancelotti, che non sarà mai dimenticato dalla tifoseria rossonera. Nesta, tra l’altro, ha anche scritto un capitolo de Il Leader Calmo, l’ultimo lavoro letterario di quello che a Napoli hanno già ribattezzato Re Carlo. C’è una grande sintonia tra i due, e non può essere altrimenti perché l’uno ha buoni motivi per essere riconoscente all’altro: Ancelotti che aveva individuato in lui il tassello mancante per rendere il Milan una fuoriserie, Nesta perché, accettando la corte del tecnico emiliano, ha avuto la possibilità di issarsi sul tetto del Mondo. Dopo il suo approdo a Napoli, hanno chiesto ad Ancelotti se avesse fatto anche a De Laurentiis una richiesta simile per rendere, quella azzurra, una squadra capace di raggiungere i propri obiettivi. La risposta è stata negativa, il mister ha detto che, a quei tempi, al Milan mancava proprio un centrale, l’organico ne era sprovvisto, mentre a Napoli si sente coperto in tutti i ruoli da elementi che gli forniscono le adeguate garanzie. Albiol e Koulibaly, i pilastri centrali della retroguardia azzurra, hanno il compito di rendere quanto più ermetica la fase difensiva della squadra e far sì che Ancelotti, che ha allenato signor difensori, non rimpianga quel Nesta per il quale si era esposto in prima persona promettendo le più grandi imprese pur di allenarlo.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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