Views: 9
Nell’arte di Zico ogni qual volta batteva un calcio di punizione al 99% era gol. Zico aveva una tale maestria nel battere le punizioni che le squadre avversarie temevano più le punizioni di costui che un rigore. Il brasiliano aveva una tecnica sopraffina ed una classe concessa a pochi mortali; il Flamengo con Zico, seppe costruire vittorie su vittorie , anche a livello mondiale, come la Coppa Intercontinentale vinta a Tokio contro il Liverpool, nel 1983. Zico crebbe subito con un fisico minuto, ma fece tanta palestra e tante diete rinforzanti che aiutarono a svilupparlo. Allorquando il fenomeno vestì la maglia dell’ Udinese tutti pensarono che i friulani fossero pronti per la conquista dello scudetto. Il primo anno fu assolutamente positivo con 19 realizzazioni, ma quella Udinese non riuscì nemmeno ad approdare in Coppa Uefa. Il secondo anno Zico fu per molto tempo fuori gioco, per un serio infortunio. Ritornò così, in Brasile ed incantò ancora per la sua classe. Zico ha disputato due mondiali (1982-1986), non riuscendo ad incidere come lui avrebbe voluto, pur risultando fra i migliori. In Spagna trovò una Italia determinata ad intracciargli la strada, in Messico fallì il rigore che poteva dare la qualificazione ai Brasiliani. Chiuse in Giappone.
Alessandro Lugli

Lascia un commento