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Una convincente Salernitana regala un dolce San Valentino, ai suoi innamorati. Specie agli 800 che l’hanno seguita in quel di Melfi. Due goals nei primi 25′ di gioco, realizzati da Negro e Trevisan, hanno permesso di espugnare lo stadio gialloverde. Partita temuta per vari motivi, vuoi la verve dei giovani del Melfi, vuoi l’assenza del bomber principe Calil, e per ultimo le tensioni e nervosismo che sta generando il Lotito-gate, con le sue dichiarazioni.Prima un’invenzione di un singolo e poi un gol su palla inattiva per mettere il match in freezer come poche volte era accaduto in stagione. Ma i soliti lati negativi ci sono: Menichini è stato costretto a sostituire per problemi muscolari sia Negro che Pestrin. A fine partita ha abbandonato il campo zoppicando pure Bovo.
LA PARTITA. Non c’è Calil, dentro Mendicino per un tridente offensivo completato da Nalini a destra e Negro a sinistra. Per il resto confermato l’undici che ha sconfitto l’Ischia nel precedente turno. Nel Melfi fino all’ultimo il dubbio Dermaku-Di Filippo: Bitetto ha provato nel riscaldamento a recuperare il primo, capitano dei gialloverdi, che aveva accusato problemi al ginocchio. E c’è riuscito.
Primi dieci minuti di marca melfitana. Salernitana contratta, padroni di casa coi quattro quasi bloccati dietro ma che prendono in mano il centrocampo, arrivando a creare qualche apprensione sulla linea dei venti metri. Primo squillo granata al 12’ con un destro non irresistibile di Moro dalla lunga distanza, Perina c’è. I centrocampisti della Salernitana accusano però notevoli difficoltà nel controllare il pallone e ripartire nella propria metà campo, vuoi per alcune difficoltà legate a rimbalzi fasulli sul terreno di gioco, vuoi per eccessivi leziosismi. Ma proprio quando l’aggressività dei ragazzi di Bitetto sembrerebbe poter mettere in apprensione i granata, sale in cattedra Maikol Negro, autore di uno slalom spettacolare al limite dell’area che sfocia in un sinistro imprendibile per Perina che s’insacca inesorabilmente, per la gioia dei circa settecento cuori granata giunti allo stadio Valerio. S’accende anche una mezza mischia in tribuna, complice la compresenza di sostenitori ospiti e locali in tribuna. Quattro minuti dopo il raddoppio: angolo di Negro, colpo di testa di Lanzaro che pesca davanti alla porta il compagno Trevisan, la cui zuccata è regolare e vincente. Match emozionante, il Melfi non ci sta. Il gioco riprende e Bocchetti s’addormenta (26’) su Falomi, che viene lasciato libero di metterci il piatto destro a pochi metri dalla porta di Gori, sfruttando un crossi d Caturano: palla di un nulla sull’esterno della rete. Non impeccabile Mendicino al 35’, quando ciabatta una conclusione dal limite. Al termine di un’azione manovrata fa poi tutto bene tre minuti dopo Colombo, che lascia sul posto Di Mercurio e affonda sulla destra, ma il cross è troppo sul portiere. Menichini inverte le posizioni di Nalini e Negro, come spesso accade nel corso delle gare. Al 40’ Pestrin impegna seriamente Perina in tuffo con un missile dai trenta metri, sfera in calcio d’angolo. Ma i padroni di casa decidono di mettere i brividi alla Salernitana al 43’, con un insidiosissimo rasoterra di Caturano dalla lunetta che costringe Gori agli straordinari: il portiere granata si distende, ci mette la falange e devia sul palo. È l’ultimo brivido dei primi 45’.
Nella ripresa subito partenza a razzo per il Melfi: dopo un solo minuto dapprima Trevisan compie un miracoloso salvataggio dinanzi alla porta, poi Gori sventa un tentativo di Fella direttamente da calcio d’angolo, con tanto di proteste dei locali che invocavano il gol. Ma il pallone non aveva oltrepassato la linea. Minuto sette, Tortori tocca debolmente di testa e manda sul fondo un pericoloso cross di Di Mercurio. Risposta della Salernitana al 12’ con una gran palla di Nalini in profondità per Mendicino, che ha provato a superare Perina in uscita con un delizioso tocco di esterno, ma l’estremo melfitano ha risposto presente. Trenta secondi più tardi ancora Mendicino protagonista, con una conclusione rimpallata che ha favorito Nalini, il cui destro è finito alto sopra la traversa. Menichini cambia al quarto d’ora, ma non per sua volontà: esce uno zoppicante Negro, entra Gabionetta. Due minuti dopo va fuori anche Pestrin toccandosi la coscia destra, al suo posto Bovo. La Salernitana passa al 4-2-3-1 con Bovo sottopunta, ma in realtà in fase di non possesso si tratta di un vero e proprio 4-5-1 con Gabionetta e Nalini sugli esterni: straripante nelle accelerazioni il veronese ogni qualvolta prende palla, sempre sottotono il brasiliano.
La ripresa scivola verso la mezzora senza sussulti, né pericoli per Gori. Ne arriva uno al 32’ con un contropiede granata condotto dal solito Nalini, autore di un buon suggerimento verso il centro area dopo una prodigiosa falcata, con Gabionetta anticipato sul più bello dall’uscita bassa di Perina. C’è spazio nel finale per l’esordio di Andrei Cristea, che sostituisce uno stremato Mendicino per gli ultimi quattro giri di lancette, più recupero. Eccezion fatta per un tentativo di Agnello su corner, non succede più nulla fino al triplice fischio finale del signor Pelagatti di Arezzo, zero-due per la Salernitana e la corsa verso la B continua, per la gioia dei 675 supporters granata nel settore ospiti.
LA PARTITA. Non c’è Calil, dentro Mendicino per un tridente offensivo completato da Nalini a destra e Negro a sinistra. Per il resto confermato l’undici che ha sconfitto l’Ischia nel precedente turno. Nel Melfi fino all’ultimo il dubbio Dermaku-Di Filippo: Bitetto ha provato nel riscaldamento a recuperare il primo, capitano dei gialloverdi, che aveva accusato problemi al ginocchio. E c’è riuscito.
Primi dieci minuti di marca melfitana. Salernitana contratta, padroni di casa coi quattro quasi bloccati dietro ma che prendono in mano il centrocampo, arrivando a creare qualche apprensione sulla linea dei venti metri. Primo squillo granata al 12’ con un destro non irresistibile di Moro dalla lunga distanza, Perina c’è. I centrocampisti della Salernitana accusano però notevoli difficoltà nel controllare il pallone e ripartire nella propria metà campo, vuoi per alcune difficoltà legate a rimbalzi fasulli sul terreno di gioco, vuoi per eccessivi leziosismi. Ma proprio quando l’aggressività dei ragazzi di Bitetto sembrerebbe poter mettere in apprensione i granata, sale in cattedra Maikol Negro, autore di uno slalom spettacolare al limite dell’area che sfocia in un sinistro imprendibile per Perina che s’insacca inesorabilmente, per la gioia dei circa settecento cuori granata giunti allo stadio Valerio. S’accende anche una mezza mischia in tribuna, complice la compresenza di sostenitori ospiti e locali in tribuna. Quattro minuti dopo il raddoppio: angolo di Negro, colpo di testa di Lanzaro che pesca davanti alla porta il compagno Trevisan, la cui zuccata è regolare e vincente. Match emozionante, il Melfi non ci sta. Il gioco riprende e Bocchetti s’addormenta (26’) su Falomi, che viene lasciato libero di metterci il piatto destro a pochi metri dalla porta di Gori, sfruttando un crossi d Caturano: palla di un nulla sull’esterno della rete. Non impeccabile Mendicino al 35’, quando ciabatta una conclusione dal limite. Al termine di un’azione manovrata fa poi tutto bene tre minuti dopo Colombo, che lascia sul posto Di Mercurio e affonda sulla destra, ma il cross è troppo sul portiere. Menichini inverte le posizioni di Nalini e Negro, come spesso accade nel corso delle gare. Al 40’ Pestrin impegna seriamente Perina in tuffo con un missile dai trenta metri, sfera in calcio d’angolo. Ma i padroni di casa decidono di mettere i brividi alla Salernitana al 43’, con un insidiosissimo rasoterra di Caturano dalla lunetta che costringe Gori agli straordinari: il portiere granata si distende, ci mette la falange e devia sul palo. È l’ultimo brivido dei primi 45’.
Nella ripresa subito partenza a razzo per il Melfi: dopo un solo minuto dapprima Trevisan compie un miracoloso salvataggio dinanzi alla porta, poi Gori sventa un tentativo di Fella direttamente da calcio d’angolo, con tanto di proteste dei locali che invocavano il gol. Ma il pallone non aveva oltrepassato la linea. Minuto sette, Tortori tocca debolmente di testa e manda sul fondo un pericoloso cross di Di Mercurio. Risposta della Salernitana al 12’ con una gran palla di Nalini in profondità per Mendicino, che ha provato a superare Perina in uscita con un delizioso tocco di esterno, ma l’estremo melfitano ha risposto presente. Trenta secondi più tardi ancora Mendicino protagonista, con una conclusione rimpallata che ha favorito Nalini, il cui destro è finito alto sopra la traversa. Menichini cambia al quarto d’ora, ma non per sua volontà: esce uno zoppicante Negro, entra Gabionetta. Due minuti dopo va fuori anche Pestrin toccandosi la coscia destra, al suo posto Bovo. La Salernitana passa al 4-2-3-1 con Bovo sottopunta, ma in realtà in fase di non possesso si tratta di un vero e proprio 4-5-1 con Gabionetta e Nalini sugli esterni: straripante nelle accelerazioni il veronese ogni qualvolta prende palla, sempre sottotono il brasiliano.
La ripresa scivola verso la mezzora senza sussulti, né pericoli per Gori. Ne arriva uno al 32’ con un contropiede granata condotto dal solito Nalini, autore di un buon suggerimento verso il centro area dopo una prodigiosa falcata, con Gabionetta anticipato sul più bello dall’uscita bassa di Perina. C’è spazio nel finale per l’esordio di Andrei Cristea, che sostituisce uno stremato Mendicino per gli ultimi quattro giri di lancette, più recupero. Eccezion fatta per un tentativo di Agnello su corner, non succede più nulla fino al triplice fischio finale del signor Pelagatti di Arezzo, zero-due per la Salernitana e la corsa verso la B continua, per la gioia dei 675 supporters granata nel settore ospiti.
Raffaele Cioffi

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