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Profumo d’alta classifica al “Ciro Vigorito” per il derby tra Benevento e Casertana. Grande agonismo in campo e spettacolo sugli spalti (circa duecento i tifosi provenienti da Caserta) con cori e sfottò ma in una cornice di complessiva correttezza. Fabio Brini s’affida al consueto 4-4-2 con Kanoutè e Campagnacci a sostituire gli indisponibili Melara ed Alfageme. Sulla sponda rossoblù Gregucci (squalificato, in panca il vice Tedesco) lascia in panca l’ex Rajcic posizionando De Marco e Marano ai lati di capitan Carrus. Gara prevedibilmente bloccata in avvio, il primo brivido lo procura Mancosu (altro fischiatissimo ex di giornata) con un bolide dalla distanza che impegna Pane in presa plastica al 14’. Insistono gli ospiti, Pane è costretto al miracolo al 16’ su conclusione ravvicinata di Idda al 16’ su corner calciato da Carrus. La Casertana è padrona del campo, ma il Benevento passa in vantaggio. E’ manco a dirlo Marotta l’uomo della provvidenza di Brini. Dapprima fa le prove costringendo Fumagalli al miracolo con l’aiuto della traversa al 26’. Sul corner successivo svetta e non lascia scampo all’estremo rossoblù, beccato ad inizio partita dalla curva locale. La Casertana reagisce subito, Cissè si presenta solissimo dinanzi a Pane ma prova un improbabile pallonetto anziché piazzare la sfera. Gli stregoni falliscono con Campagnacci ed il solito Marotta il colpo del ko, si va al riposo con il risultato ancora in bilico. Ad avvio ripresa subito Casertana pericolosa. Agyei si addormenta e si lascia soffiare palla da Diakitè a limite dell’aria ma Cissè sparacchia clamorosamente a lato. Generosi ma eufemisticamente imprecisi i due colored di una Casertana che produce una gran mole di gioco ma fatica a tradurre in azioni pericolose per la porta di Pane. Il Benevento è squadra mai spettacolare ma tremendamente concreta e compatta, sempre in dieci dietro la linea della palla. Brini getta nella mischia anche Mazzeo al 26’ in luogo di uno stremato Kanoutè. Dall’altra parte la Casertana prova a smuovere le carte con Cruciani, Mancino ed Alessandro in luogo di De Marco, Mancosu e Marano. Brini a quel punto si copre e richiama l’applauditissimo Marotta per Padella passando al 5-3-2 per fronteggiare l’offensivo 4-2-4 ospite. Discutibile la scelta di Gregucci che lascia in campo un impalpabile ed imbalsamato Carrus richiamando il motorino Marano. L’azione ospite è infatti farraginosa ed affidata perlopiù ad intuizioni singole. Al 40’ Pane si supera su bolide di Idda, sul successivo corner la traversa salva per ben due volte gli stregoni prima sullo stesso Idda e poi su Diakitè. Brini completa il catenaccio inserendo anche Bassini per Eusepi. Al 44’ ancora Diakitè di testa svetta tutto solo in area giallorossa ma non centra il bersaglio. Nei sette minuti di recupero c’è ancora il tempo per l’ultimo brivido. Pane tutt’altro che irreprensibile su punizione di Bianco, ma il numero uno giallorosso si ritrova la palla in mano senza neppure sapere come. Animi accesi al triplice fischio, ma conta poco o nulla. Il Benevento torna a più tre sulle inseguitrici. Con fatica e senza brillare. Ma nel calcio, si sa, l’unica cosa che conta è il risultato.
Raffaele Cioffi

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