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Gianluca Lapadula, attaccante torinese, è il secondo bomber più chiacchierato d’Italia. I suoi 30 centri in campionato l’hanno fatto balzare, ad onor di cronaca, su tutte le pagine dei giornali. Certo, non proprio paragonabile allo stratosferico Higuain, che a differenza del pescarese di reti ne ha messe a segno 36 giocando 8 partite in meno, ma ciò non toglie che le luci della ribalta, soprattutto in ottica mercato, siano arrivate. Dritte e puntuali quelle del Napoli, che il giovane talento l’aveva già adocchiato in estate scorsa ma ritenuto poi acerbo e soprattutto non all’altezza di un reparto che poteva permettersi il lusso di tenere in panca gente come Mertens e Gabbiadini, mandando persino in prestito Zapata.
Ora, però, il ragazzo è cresciuto e le 30 marcature lo hanno dimostrato. E allora ci risiamo, ricomincia l’interessamento del club azzurro. Stavolta il prezzo è triplicato: dai 3 milioni scarsi del 2015 si passa ai circa 10 (più bonus) offerti in questi giorni. Complice, ovviamente, l’interesse di altri club di serie A che a Sir William garantirebbero un posto da titolare, prime fra tutte Lazio, Sassuolo e Genoa.
Ma siamo davvero sicuri che Lapadula faccia al caso del Napoli? Il club partenopeo, se è pur vero che ha bisogno di un vice Higuain che non dia problemi se non giochi, ha bisogno di qualità e di gol che giungano proprio nei momenti in cui il Pipita ha bisogno di rifiatare. Perché, allora, non puntare su un usato garantito che la maglia azzurra la desidera fortemente, come Ciro Immobile?
Si è sentito spesso dire “Lapadula è un giovane di prospettiva”, ma la differenza di età tra i due è minima, anzi il napoletano è di 13 giorni più giovane (entrambi sono classe ’90) e lo stesso Immobile fu capocannoniere in serie B con 28 gol in 37 presenze a soli 22 anni.
Inoltre, partecipare ad aste al rialzo, come sta accadendo per il pescarese, non è mai del tutto positivo. Basti pensare all’acquisto di Romagnoli da parte del Milan la scorsa estate, un buon difensore ma non certo un campione da 30 milioni. Diversa, invece, la situazione che riguarda il numero 11 della nazionale italiana: il Torino ha di tempo fino al 30 giugno per riscattarlo dal Siviglia versando 11 milioni che a sua volta ne dovrà versare 12 al Borussia Dortmund (poiché in prestito col diritto di riscatto in entrambi i casi). E’ probabile che i granata, complice il cambio di allenatore e l’esplosione di Belotti, non intendano procedere al riscatto ed ecco che paradossalmente il giocatore potrebbe ritornare a Dortmund, divenendo un peso per il Borussia che a quel punto potrebbe accettare anche offerte inferiori ai 12 richiesti e, sfruttando l’occasione, si potrebbe chiudere per una cifra che su di lì si aggiri intorno ai 9 milioni. In caso contrario una trattativa sarebbe possibile col Toro mettendo sul piatto contropartite come Valdifiori ed El Kaddouri.
Oltre l’aspetto prettamente economico c’è da considerare anche l’aspetto tattico: Lapadula può svariare su tutto il fronte offensivo mentre Immobile tende ad accentrarsi; Tendenzialmente entrambi farebbero al caso del 433 di Sarri, ma c’è un aspetto da non sottovalutare: mentre Lapadula spesse volte aveva l’appoggio dei due trequartisti o veniva affiancato da un altro compagno di reparto, Immobile ha già rivestito (e con ottimi risultati) il ruolo di prima punta nei 3 davanti nel Pescara di Zeman, ed ha dimostrato anche ultimamente in nazionale di non aver affatto perso l’affiatamento con Insigne, altro aspetto da non trascurare. Lo stesso Ciro può vantare anche più esperienza in campo europeo con 9 presenze e 4 reti in Champions a discapito delle caselle vuote del pescarese, e non ultima l’avventura prossima dell’Europeo in Nazionale.
Allora, sembrerebbe proprio il caso di dire: Napoli, per ora stai Immobile!

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