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Gianluca Amatucci è uno dei volti di punta dell’emittente Piùenne. Oltre ad essere il responsabile, conduttore e autore dei testi del programma “Più B” che ogni sabato sera alle 21, a partire dal 10 settembre, porterà nelle tv dei tifosi news e approfondimenti sull’universo biancoverde e non solo. Sicuramente saranno in tanti a seguirlo in questa “nuova” avventura perchè gli spettatori apprezzano la sua professionalità e l’attenzione ai dettagli quasi maniacale. Tutto deve essere perfetto per offrire un servizio di qualità. Chissà, forse questo pregio gli deriva dall’addestramento militare. Infatti Gianluca Amatucci è un ufficiale dell’esercito italiano in congedo. La tentazione di proseguire la carriera sotto le armi è stata forte cosi come quella di imboccare il sentiero del giornalismo, l’altra sua grande passione. Alla fine ha vinto quest’ultima. Oggi l’Italia ha un soldato in meno, ma in compenso l’Irpinia ha un bravo giornalista in più, mentre la rubrica “La Penna Biancoverde” ha trovato il suo interlocutore per questa chiacchierata sull’Avellino.
Allora Gianluca Amatucci, il mercato è finito e si può finalmente tracciare un bilancio definitivo sul valore delle compagini di B. Chi ha operato meglio? Chi ha deluso?
“Ci sono tre squadre che hanno fatto un grande mercato e tre che non hanno colmato le lacune. Al primo gruppo appartengono il Benevento, lo Spezia e ovviamente il Verona. Il Benevento ha allestito una squadra ideale per ambire a un campionato tranquillo da neopromossa. Lo Spezia non ha modificato l’organico, ma ha confermato un’ossatura forte. E’ una scelta saggia, perchè talvolta per raggiungere grandi traguardi è necessario conservare più che spendere. Il Verona è da A. Tecnicamente perfetta e con l’aggiunta di un top-player per la B come Pazzini. Il rovescio della medaglia è rappresentato da Brescia, Ternana e Cittadella. Non mi convincono. Il Brescia ha consegnato a Brocchi un organico incompleto, la Ternana ha fatto pochi movimenti in entrata, il Cittadella, nonostante la clamorosa vittoria al San Nicola, sembra inadeguata a competere in questo torneo e la coppia Litteri-Arrighini non dà troppe garanzie”.
Che voto daresti al mercato dell’Avellino? La cessione di Biraschi e l’arrivo di Ardemagni promuovono la società irpina?
“Promuovo l’operato della società. Metto un 7- e non un 7 pieno perchè Ardemagni è un grande colpo, ma le cessioni di Biraschi e Arini sono pesanti. Ci sono comunque giovani molto interessanti in rosa. Belloni per esempio, ma anche Asmah, Donkor possono fare bene e Verde può spaccare la partita. Manca qualche specialista dei calci piazzati, ma questo è un male endemico che si protrae da tempo”.
La prima uscita stagionale dell’Avellino ha mandato segnali incoraggianti, nonostante il pessimo precampionato. La città però è divisa. Da un lato il partito degli scettici, dall’altro quello degli ottimisti. Tu da che parti ti schieri?
“Ho visto una squadra compatta che ha offerto una buona prestazione. Avrebbe meritato di più contro il Brescia. Non credo sia stato un fuoco di paglia. L’ Avellino può fare un campionato tranquillo e rischia di essere una outsider del torneo. Gli ingredienti per fare bene sono 3: l’ esplosione dei giovani, una condizione atletica ottimale per reggere un campionato lungo 42 giornate e quel pizzico di fortuna che non guasta mai. L’unione di questi 3 fattori può lanciare l’Avellino nella parte medio-alta della classifica”.
Domenica l’Avellino sarà di scena a Chiavari contro la Virtus Entella, reduce dalla sconfitta contro il Frosinone. Gli addetti ai lavori considerano la squadra ligure ridimensionata rispetto allo scorso anno. Ti fidi di questo giudizio?
“Condivido questo giudizio. Si è spento l’entusiasmo della promozione e dell’ultimo campionato, concluso un gradino sotto l’ultimo piazzamento utile per la qualificazione ai play-off, C’è stato un ridimensionamento e questo è innegabile”.
Stavolta te lo chiedo io: un pronostico sul match
“Sono ottimista. Dico X2, anche perchè Toscano avrà a disposizione Jidayi e Gonzalez, due tasselli importanti per la difesa”.

Mariano Messinese

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