16 Maggio 2026
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La Juventus vuole il triplete

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isidoro niola Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata

Dopo lo scudetto anche la Coppa Italia! La Juve centra il Double e conquista per la decima volta nella sua storia la Coppa nazionale, la terza doppietta scudetto-coppa. Era già successo nel 1960 e nel 1995. Così i bianconeri potranno fregiarsi della stella d’argento, prima squadra in Italia a raggiungere le 10 coppe nazionali. E’ stata più dura del previsto però per gli uomini di Max Allegri battere la Lazio, sconfitta ai tempi supplementari grazie ad Alessandro Matri, tirato fuori dal cilindro di Allegri al posto di uno spento Llorente all’inizio dei supplementari. Un cambio che la dice lunga sulle potenzialità bianconere, avendo potuto contare su di un giocatore che nella coppa nazionale è stato decisivo, non solo nella finale ma anche nel doppio scontro diretto con la Fiorentina in semifinale quando l’attaccante di scorta segnò il gol dell’1-0 dando inizio alla rimonta bianconera. Juve cinica ma anche fortunata perché prima del gol di Matri, Djordjevic della Lazio, subentrato a Klose, con un doppio palo interno su un gran tiro scagliato dal limite dell’area aveva sfiorato il vantaggio e forse avrebbe indirizzato la gara su di un altro binario. Allegri decideva per un modulo 3-5-2 con Bonucci, Barzagli e Chiellini davanti a Storari, confermatissimo portiere di coppa. A centrocampo Pogba, Pirlo, Lichtsteiner, Evra e Vidal. In attacco Tevez e Llorente. Lo stesso faceva Pioli mettendosi a specchio con De Vrij, Gentiletti e Radu davanti a Berisha. Parolo, Candreva, Cataldi, Anderson e Basta a centrocampo. In attacco la coppia Klose-Lulic. La Lazio dopo soli tre minuti passava in vantaggio: cross dalla destra di Parolo su punizione, svettava di testa Radu che rubava il tempo a Pirlo e Pogba ed insaccava alle spalle di Storari. Dopo soli quattro minuti la Juve pareggiava: su punizione dalla tre quarti Pirlo metteva in area per Evra, il francese faceva da torre per Chiellini che in mezza rovesciata insaccava alla spalle di Berisha. La Lazio giocava bene, soprattutto grazie ai suoi centrocampisti, su tutti Candreva e Basta che sovente guadagnavano la superiorità numerica nella zona nevralgica del campo. Pogba era l’ombra di se stesso, troppo lezioso ed inconcludente, mentre in attacco il solo Tevez era mal supportato da Vidal anche per la partita incolore di Llorente, mai pericoloso e di aiuto al compagno di reparto. La partita, dopo le fiammate iniziali, viveva di scontri a centrocampo e poteva essere risolta solo se dalla panchina i due allenatori avrebbero provato qualcosa di diverso. Ed infatti Allegri capiva che era il momento di cambiare ed inseriva Pereyra al posto dello spento Pogba e Matri al posto di Llorente. Si andava quindi ai supplementari. La Lazio con Djordjevic per due volte aveva la palla buona per passare in vantaggio ( clamoroso il doppio palo descritto in precedenza) mentre nella Juve il più pericoloso si dimostrava Matri. L’attaccante vedeva annullarsi il gol da Orsato per un millimetrico fuorigioco ma dopo poco puniva la Lazio ribadendo in rete sotto misura, anche con la colpevole collaborazione di Berisha, dopo una concitata azione scaturita sull’asse Pirlo-Pereyra. Era il gol che decideva la partita e la storia della finale di Coppa Italia. Per la Juve si chiude sul terreno italiano una stagione fantastica culminata con la doppietta scudetto-coppa. Per la Lazio il rammarico di aver sprecato una grande occasione ma consapevole di aver giocato alla pari con i Campioni d’Italia. Adesso tutti gli occhi saranno puntati sulla finale di Champions in programma a Berlino il prossimo 6 giugno. Juventus-Barcellona sarà una grandissima finale e ci dirà se i bianconeri potranno ripetere l’impresa del Triplete come l’Inter di Mourinho nel 2010.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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