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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
È festa grande in casa Juve. Battuto per 1-0 il Manchester City e passaggio aritmetico agli ottavi di finale di Champions e momentaneo primo posto nel girone. A Siviglia l’8 dicembre basterà anche il pareggio per la garanzia del primato nel girone ed accedere così agli ottavi di finale come testa di serie, evitando in tal modo le big come Barcellona, Bayern e Real Madrid.
Max Allegri ha avuto ragione su tutta la linea, a dispetto dei tanti sapientoninche volevano in squadra dal primo minuto la coppia d’attacco Dybala-Morata e Cuadrado sulla destra. Ed invece il tecnico livornese ha schierato dall’inizio Mandzukic e Dybala con il colombiano in panchina, optando per un 4-3-1-2 in cui Sturaro, Pogba e Marchisio giostravano a centrocampo e Lichtsteiner ed Alex Sandro sulle fasce. Difesa composta da Chiellini, Barzagli e Bonucci davanti a Buffon.
Una scelta tattica che ha premiato l’allenatore bianconero al cospetto di un Manchester City sceso allo Stadium in vena di rivincite dopo la batosta casalinga rimediata in Premier dal Liverpool ma soprattutto alla caccia del primo posto nel girone di Champions.
Gli uomini di Pellegrini, con l’attenuante delle defezioni di Silva e Nasri, si sono trovati di fronte una Juve giudiziosa e matura che poco ha concesso agli inglesi e che soprattutto con Alex Sandro, vera spina nel fianco della difesa ospite, ha scardinato l’impianto difensivo avversario sulla corsia di sinistra. Il brasiliano ex Porto, uscito poi ad un quarto d’ora dal termine per fare posto ad Evra, che raggiungeva le cento partite in Champions, meritandosi la standing ovation dello Stadium, è stato il migliore dei suoi confermando così quanto di buono aveva fatto sabato scorso contro il Milan. Proprio dai suoi piedi è scaturito il cross per Mario Mandzukic che, come aveva fatto all’andata all’Etihad Stadium, ha anticipato Otamendi di piatto destro mettendo la palla alle spalle di John Hart. L’attaccante croato ha deciso con questo gol la gara ma poteva raddoppiare qualche minuto dopo se Hart non avesse deviato in angolo un suo destro al volo su servizio di Alex Sandro.
I Citizens invece si erano resi pericolosi ad apertura di gara quando Fernandinho a pochi passi da Buffon aveva mandato di poco alto sulla traversa.
La ripresa era più vivace con azioni da gol di marca inglese e juventina. Attorno al quarto d’ora il City andava vicinissimo al pareggio con Yaya Toure il cui colpo di testa era corretto da Buffon sul palo ma le migliori occasioni per raddoppiare le aveva la Juve.
Protagonista era Morata, subentrato a Mandzukic infortunato, che per ben due volte sfiorava il raddoppio: lo spagnolo, servito da Pogba in azione di rimessa, si avviava tutto solo verso la porta avversaria, faceva partire un delizioso pallonetto che scavalcava il portiere Hart ma Sturaro non riusciva a ribadire in rete cogliendo il palo con la suola dello scarpino destro. Più clamorosa la seconda occasione: l’attaccante spagnolo si liberava di Otamendi con una grande finta, evitava in area di rigore un difensore inglese ma a tu per tu con Hart tirava di sinistro ma il pallone era respinto fortunosamente dall’estremo difensore inglese. Sul capovolgimento di fronte era invece Sterling, subentrato ad un evanescente Aguero, a fallire il pareggio quando raccoglieva un cross dalla destra ma il suo destro in scivolata finiva di pochissimo fuori con Buffon fuori causa.
Allegri a questo punto faceva entrare Cuadrado per Dybala rinforzando la zona mediana del campo e così la Juve poteva portare a casa il risultato senza particolari patemi nel finale, viste anche le positive notizie che arrivavano da Monchengladbach dove i tedeschi stavano travolgendo per 4-2 il Siviglia.
Juve quindi promossa agli ottavi di finale di Champions per il secondo anno consecutivo e prima nel girone con 11 punti.

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