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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
Con un 4-0 che non ammette discussioni, La Juve supera allo Stadium il Genoa e si avvicina a grandi falcate alla conquista del sesto scudetto consecutivo. Secondo la tabella di Allegri adesso sono 8 i punti che la Juve deve conquistare per la vittoria del titolo a 5 giornate dalla fine del campionato ma tutto fa presagire che la soglia dei 91 punti sia facilmente superabile. Perché la Juve vista ieri sera sembra una macchina perfetta, una schiacciasassi per niente paga della inebriante notte di Barcellona, una squadra che gioca con tecnica, organizzazione, fame di vittoria. Con la vittoria sul Genoa i bianconeri hanno conquistato la trentatreesima vittoria consecutiva allo Stadium, un record assoluto di tutti i campionati continentali, a testimonianza del dominio che la Juve sta esercitando in Italia da sei anni a questa parte. E così i campioni d’Italia si sono ripresi con gli interessi i punti lasciati a Marassi un girone fa dove giocarono la partita più brutta di sempre. Ieri sera invece la partita non ha avuto storia, chiusa già a metà primo tempo sul doppio vantaggio giunto in 60 secondi, tanto è bastato alla Juve per mettere le cose in chiaro. Allegri aveva mandato in campo una squadra diversa da quella vista al Camp Nou mercoledì scorso. Davanti a Neto hanno giocato Bonucci, Benatia, Barzagli e Asamoah. In mezzo Marchisio e Khedira con Lichtsteiner, Mandzukic, Dybala e Higuain avanzati. Juric invece optava per uno schieramento con Palladino e Simeone in avanti con Tcham a sostegno. Difesa con Burdisso, Lazovic e Munoz davanti a Lamanna. Partenza sprint della Juve che già al 6′ si rende pericolosa con Higuain ma la gara si decide a metà tempo con un uno-due micidiale. Al 18′ Higuain pennella in area un assist per Marchisio, il Principino controlla male ma la sfera carambola su Munoz che infila il proprio portiere Lamanna. Un solo giro di lancette e la Juve raddoppia: scambio Higuain-Dybala, la Joya controlla di sinistro per un rasoterra che si insacca nell’angolino alla sinistra di Lamanna. Il 3-0 è invece un capolavoro di Mandzukic: il croato caparbiamente conquista il pallone sull’out sinistro, crossa al centro e sulla ribattuta di un difensore rossoblu con un piattone destro al volo manda il pallone nell’angolino più lontano dove Lamanna nulla può. Nella ripresa la musica non cambia con la Juve che sfiora più volte il poker. Sfortunati Marchisio e Higuain che si vedono respingere dal palo le loro conclusioni consecutive ma è Bonucci a sugellare la partita con un gol che condensa forza e tecnica: il centrale parte dalla propria metà campo e a grandi falcate arriva ai venticinque metri, fa partire un destro preciso ad effetto che si insacca alle spalle di Lamanna. A questo punto Allegri rileva Mandzukic per Sturaro e Khedira per Rincon e poco dopo fa esordire Mandragora che prende il posto di Marchisio, tre sostituzioni con tre ex genoani. Calvarese fischia la fine delle ostilità dopo tre minuti di recupero. La Juve vince ancora e si avvia ad una importante settimana che si concluderà venerdi prossimo a Bergamo contro l’Atalanta prima di partire per Montecarlo per la semifinale di andata di Champions.

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