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Non è il meno dieci dal Napoli capolista. E nemmeno il meno sette dal quarto posto che vale la Champions o il vento che spinge verso l’eliminazione dall’Europa che conta. Alla Juventus il gelo è calato sulla Continassa, ma il meteo non c’entra, così come la crisi energetica. A essersi raffreddato è piuttosto il rapporto tra Massimiliano Allegri e la squadra, se mai si può ipotizzare sia stato caldo in precedenza.
Di certo, la decisione presa dall’allenatore, di concerto con la società, di mandare tutti in ritiro dopo la brutta caduta di Haifa non è stata gradita dai calciatori. Fin qui una dinamica “normale” in qualsiasi spogliatoio: chi sarebbe contento di non tornare a casa dopo il lavoro? Tra i giocatori bianconeri, però, la perplessità pare diffusa, e non solo per una questione di convenienza. Quasi tutti giudicano il ritiro una misura inutile al fine di risolvere una crisi che perdura a tutti gli effetti da inizio stagione, mentre alcuni guardano al provvedimento come una mera punizione. Di sicuro il malumore generale ha fatto sì che la squadra abbia chiesto e ottenuto di non fermarsi alla Continassa mercoledì sera, dopo essere tornata da Israele. Così, il ritiro è partito ufficialmente ieri, con gli infortunati, eccellenti e non, esentati.
Fonte: gazzetta.it

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