16 Maggio 2026
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Juventus, decima vittoria

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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata

E’ il 75′ della ripresa, Chievo e Juve sono sull1-1 quando dal limite dell’area veronese l’arbitro Valeri assegna un calcio di punizione per i bianconeri. Miralem Pjanic, fino ad allora quasi impalpabile, si incarica del tiro. Il bosniaco si ricorda di essere stato l’allievo prediletto di Juninho Pernambucano e con un destro imparabile fulmina il portiere Sorrentino regalando alla Vecchia Signora tre punti importantissimi nella road map dello scudetto 2016/17. E così con la punizione di Pjanic la Juve espugna il Bentegodi vincendo una partita complicata, più difficile del previsto, con buona pace per le parole di Gigi Buffon sul tema delle squadre che si “scansano” quando giocano contro la Juve. Una giornata cominciata non proprio bene per i campioni d’Italia che già dal 2′ del primo tempo dovevano rinunciare a Barzagli, vittima di una lussazione alla spalla sinistra, sostituito da Bonucci, anch’egli in dubbio fino all’inizio di gara. Schierata col solito 3-5-2, la Juve era scesa al Bentegodi con una formazione diversa rispetto a quella che aveva incontrato il Lione in Coppa mercoledì scorso. Davanti a Buffon, Benatia, Bonucci e Lichtsteiner. In mezzo al campo Hernanes, Sturaro e Pjanic con Cuadrado ed Alex Sandro esterni. In avanti Higuain e Mandzukic. Primo tempo con la Juve che cercava il varco giusto per sfondare, con il Chievo schierato a specchio da Maran che chiudeva tutti i varchi. Solo la verve di Cuadrado ed il grande sacrificio tattico di Mandzukic, cursore su tutto il fronte d’attacco e recuperatore di palloni anche a centrocampo, consentivano alla Juve incursioni pericolose dalla parti di Sorrentino. Proprio l’ariete croato imbastiva la prima vera palla gol per i bianconeri al 28′. L’attaccante si liberava con un “sombrero” del suo diretto avversario, penetrava in area e a tu per tu con Sorrentino sparava alto sulla traversa. Si ripeteva al 36′ quando un suo colpo di testa in area su cross di Alex Sandro finiva a lato. Sul taccuino anche Higuain al 41′ quando con una bella azione personale si presentava solo davanti a Sorrentino ma il destro dell’argentino veniva deviato in angolo dal portiere veronese. Nella ripresa si decideva il match. Al 53′ la Juve passava in vantaggio: Cuadrado lanciava in area Mandzukic che affondava e lasciava partire un bel diagonale di destro che si insaccava nell’angolino alla destra di Sorrentino. Al 61′ la Juve mancava il raddoppio: Higuain scattava sulla destra servito splendidamente da Pjanic, entrava in area ma nel tentativo di scartare Sorrentino e mettere la palla in rete, veniva bloccato proprio dall’estremo difensore veronese che metteva in angolo. Gol mangiato, gol subito e così i padroni di casa pervenivano al pareggio. Su azione di rimessa, Pellissier, da pochi minuti subentrato a Izco, veniva atterrato in area da Lichtsteiner: per Valeri era calcio di rigore. Dal dischetto il valdostano batteva Buffon, al suo quinto centro personale contro i bianconeri. Ma al 75′ la Juve passava in vantaggio con la punizione di Pjanic descritta in apertura. A questo punto Allegri inseriva Evra al posto di Higuain per schierarsi con un 4-5-1 e la Juve poteva rendere più pingue il bottino se prima Sturaro e poi Cuadrado non si fossero mangiati l’impossibile. Allo scadere Pjanic, sempre su punizione, costringeva Sorrentino agli straordinari quando l’estremo difensore clivense toglieva dalla porta una velenosa parabola calciata dal bosniaco che falliva la doppietta personale. Vittoria e consolidamento del primato per i campioni d’Italia che così volano a 30 punti staccando momentaneamente la Roma di sette lunghezze ed il Napoli di nove. Un risultato positivo per gli uomini di Allegri a dispetto di chi parla dello spettacolo e del bel gioco che non abiterebbe dalle parti di Vinovo.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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