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È andata come si sapeva che sarebbe andata, o forse anche peggio da un certo punto di vista. Infatti se si guarda il bicchiere a metà il risultato potrebbe essere anche considerato positivamente, visto lo strapotere spagnolo ancora prima di giocare, figuriamoci in campo. Giusto, in campo: l’unico aspetto che può fare quasi sorridere, ma quasi, è che il punteggio finale poteva essere da pallottoliere se la Spagna non avesse trovato sulla sua strada un Donnarumma in condizioni super, in grado di deviare o neutralizzare almeno altre dieci occasioni delle Furie Rosse, proponendo di fatto il portierone azzurro come protagonista indiscusso del match. La sfortunata autorete di Calafiori ad inizio ripresa non è stata compensata, a differenza della gara contro l’Albania, da una rapida presa di coscienza da parte della squadra di Spalletti. Certo, la caratura dell’ avversario stasera era ben altra cosa. A centrocampo Jorginho si è mostrato ancora una volta lento e poco coeso con il resto della squadra. In generale la gara si è sviluppata con poca qualità a livello tecnico – tattico nonché con troppi errori nei passaggi, anche quelli più semplici. Inoltre nel primo tempo gli Azzurri hanno passato la metà campo appena tre o quattro volte, e nella ripresa forse è andata anche peggio. Merito sicuramente anche dell’ assetto degli spagnoli, ma anche sulle fasce sono mancati i giocatori prima di tutto, apparsi estremamente timorosi nei confronti degli avversari, anche troppo. Su tutti Di Lorenzo, letteralmente surclassato dalla sua parte. Ma non è andata di certo meglio a Chiesa e Scamacca, anch’essi fagocitati dal pressing degli spagnoli. Lunedì prossimo calerà il sipario sulla fase a gironi dell’ Italia, attesa dalla Croazia che, con un solo punto, arriverà all’incontro con un solo risultato possibile e con il coltello tra i denti.
Donatella Swift

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