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Se ne sono sentite tante riguardo l’Inter di Spalletti versione 2018/2019: dopo una buona sessione di calciomercato è stata definita dai più come “anti-Juve”, e c’è chi addirittura la reputava come la candidata numero uno per lo Scudetto, sfruttando le attenzioni bianconere rivolte esclusivamente alla Champions League. All’indomani della sconfitta di Sassuolo il repertorio dei “più” è stravolto. Mercato sopravvalutato, Spalletti non adatto, Icardi fantasma, Brozovic non vale niente, Miranda troppo vecchio.
L’impressione qui è che non ci sia un clima ragionevole, nel senso puro del termine, intorno al mondo Inter. I nerazzurri sono una squadra probabilmente migliorata rispetto alla stagione passata, una stagione che però ha visto chiudere Icardi e compagni a ben venti punti dal Napoli, per non parlare della Juventus. Serviva dunque una rivoluzione o quasi per avvicinare le due sopracitate, come molti sostengono. L’Inter dietro ha perso Cancelo, un terzino di spessore immenso, la cui assenza si è notata immediatamente già nella gara di ieri. Ha in più De Vrij ed Asamoah, vero, ma definirla “migliorata” in difesa è da impavidi. In attacco ci sono maggiori alternative, e finalmente i cambi sono di livello, in grado di rivoltare una partita. Basta questo però per portare l’Inter addirittura al livello della Juventus (squadra più forte d’Europa, indubbiamente) o subito sotto?

Icardi non ha segnato e l’Inter ne ha risentito
Francisco Goya realizzò “El sueño de la razón produce monstruos” nel 1797, dipinto nato certamente in chiave allegorica e satirica. Secondo Goya la fantasia è fondamento di ogni creazione. Se questa è lasciata delirare in maniera incontrollata, senza il contributo e l’aggiunta della ragione, condurrà a mostri e ad elementi inesistenti, irrazionali; se, invece, la ragione è sveglia, attiva, e si fonde con la fantasia, in un profondo connubio tra regola e genio, si darà vita a uno strumento dalla potenza inesauribile.
I “mostri” a cui si cerca di far riferimento sono le irrazionali aspettative -davvero troppo alte- riposte in una squadra che inevitabilmente finirà per scendere in campo con troppe pressioni. L’Inter, va ribadito, è una buona squadra che vale né piu né meno quanto raccolto l’anno scorso, in lotta con Roma e Lazio per un posto in Champions League. Tutto ciò che verrà di meglio sarà un’impresa, di peggio fallimento. “Mostro” è anche chi, ad oggi, ritiene la squadra puro letame, e chi la guida inadatto al suo ruolo. Ci vuole senno, ci vuole equilibrio.

La prima gara dell’anno, contro la bestia nera Sassuolo (5 sconfitte negli ultimi 6 incontri) in un campo in pessime condizioni come quello di ieri è stata fallimentare. E’ pur vero che la sconfitta è arrivata per colpa di un rigore (molto dubbio), e non tramite sofferenza sul campo. Il problema vero si è palesato in avanti, dove Politano ha provato con scarso successo a fare la differenza, non supportato da Asamoah, Icardi, Lautaro, Perisic ed infine Keita. Un reparto -questo sì- che necessita di essere oliato, collaudato, che deve sviluppare meglio i propri ingranaggi. Inoltre mancavano -va detto- Vrsaljko, Skriniar, Nainggolan, con Perisic e Keita a mezzo servizio.
Ci sono ancora 37 gare: niente allarmismi, ci sarà tempo per sfogarsi contro l’Inter. Non si sprechi ora l’inchiostro.

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