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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Luca Conti è il giovane sindaco di Casalanguida, comune in provincia di Chieti, eletto nel 2016 alla tenerissima età di 23 anni, ma prima di assurgere alla carica di primo cittadino del suo paese, è stato per cinque anni vice-sindaco, ruolo ricoperto quando era appena diciottenne e frequentava il liceo scientifico di Vasto. A diciannove anni, il presidente del Casalanguida dovette per motivi personali defilarsi, e fu lui ad assumersi l’onore e l’onere di prendere la situazione in mano e assicurare continuità alla società locale. Correva l’anno 2012-2013 e, dopo ben ventun’anni, il Casalanguida centrò la promozione in Seconda Categoria dopo una stagione thrilling. L’attuale sindaco ricorda ancora l’immensa soddisfazione e un particolare non indifferente: “Molti mi chiedevano se mi ricordassi l’ultima gioia calcistica, ma come potevo farlo se era avvenuta ventun’anni prima e non ero ancora nato? Qualcosa di unico, anche perché fu una promozione sudatissima. Eravamo primi in classifica fino a qualche giornata dalla fine, il campionato sembrava nelle nostre mani prima che un black out ci facesse perdere il primato costringendoci a giocarci il salto di categoria attraverso la lotteria dei play off. Il fatto di aver sfiorato la vittoria diretta non tolse lucidità alla squadra che fu brava a compattarsi negli spareggi riuscendo a conquistare la Seconda Categoria, un traguardo tanto atteso e arrivato in maniera sofferta ma memorabile”.
Una soddisfazione indescrivibile per un ragazzo giovanissimo ritrovarsi alla presidenza della società del proprio paese e vivere l’emozione della vittoria di un campionato. Il segreto fu il legame che si creò tra squadra e territorio: “Lavorammo soprattutto per far sì che ad indossare la maglia biancoazzurra fossero i talenti locali e che sentissero l’orgoglio e la responsabilità di mettersi al servizio della squadra del proprio paese. Come dirigenza facevamo di tutto per tenere il gruppo unito con cene organizzate e, per rientrare con le spese, erano vitali gli sponsor”. Valorizzare il proprio capitale umano investendo sui talenti autoctoni, è una scelta che ogni società dovrebbe mettere in cima alla lista delle priorità in fase di programmazione. Anche nel calcio, poi, un club è soggetto a dei cicli, la favola del Casalanguida si sbiadì con il ritorno in Terza Categoria. Nell’ultimo campionato, però, è stata riconquistata la Seconda, stavolta con meno patemi d’animo perché il Casalanguida, con alla presidenza il duo Di Marco-Santovito, è stata l’autentica dominatrice del proprio girone. Protagonista assoluta la compagine biancoazzurra che ha brindato al salto di categoria addirittura con cinque giornate di anticipo, facendo il vuoto dietro di sé seminando una antagonista di tutto rispetto come il Vasto United. Festa grande al “San Nicola” perché quando si vincono i campionati, indipendentemente dalla categoria, la felicità è il frutto di un lungo ed estenuante lavoro di squadra. Girando l’Italia ci si può imbattere in queste belle realtà, dove sindaci giovanissimi, oltre ad amministrare, si occupano anche di rendere grande la principale squadra di calcio del territorio. A noi che amiamo particolarmente fare luce sulle storie che vengono dalle categorie cosiddette minori, questa storia ha insegnato molto facendoci capire come il calcio possa essere un collante addirittura tra amministrazione e territorio.

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