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Era un banco di prova importante per la nuova Roma targata Spalletti. Il Sassuolo è avversario difficile per tutti. I giallorossi infatti hanno vinto, ma non senza una buona dose di sofferenza. In terra emiliana si è vista una Roma dai due volti: brillante nel primo tempo, alle corde nella ripresa. I problemi, oltre che nel gioco, si annidano nella condizione fisica di molti elementi. Nel corso del secondo tempo, un telecronista Sky ha detto che Luciano Spalletti ha dovuto rallentare i carichi di lavoro in allenamento, perché alcuni giocatori avrebbero accusato infortuni. Se fosse vero, sarebbe gravissimo. Significherebbe che la squadra ha un’oretta scarsa di autonomia per ogni partita. Il tecnico toscano, per questa stagione, potrà fare ben poco sul piano della preparazione atletica. Qualcosa di nuovo, però, si è verificato negli schemi di gioco. Assente Dzeko per infortunio, è stato schierato Diego Perotti nel ruolo di “falso nueve”, ossia finto centravanti. Lui, che è un esterno di natura, ha svariato per tutto il fronte d’attacco e attirato su di sé i difensori avversari, per poi aprire il gioco verso gli esterni dai piedi invertiti, Salah a destra e El Shaarawy a sinistra. Una soluzione tattica molto cara al nuovo allenatore, che la ha già adottata durante la sua prima esperienza sulla panchina della Roma. Il finto ariete era Francesco Totti, ai suoi lati agivano Rodrigo Taddei e Amantino Mancini. Il capitano aveva tutt’altro spessore e qualità, ma Diego Perotti sa tenere la palla tra i piedi e ha disputato una buona partita, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Suo l’assist, ma soprattutto la giocata, che ha portato la Roma sul 2 a 0, realizzato dal “Faraone” El Shaarawy. Anche Salah ha mostrato la sua arma migliore, la velocità palla al piede, sfornando una prestazione più che sufficiente, impreziosita da un’autentica perla che ha portato la Roma in vantaggio. Pjanic, sempre indolente e poco combattivo, ha confezionato però, per onore di cronaca, dei passaggi illuminanti. Il tracciante per Salah che ha poi fulminato il portiere del Sassuolo con un sinistro a giro, un lancio millimetrico, ancora per l’esterno egiziano, la cui assistenza per El Shaarawy è stato neutralizzata da un provvidenziale intervento di Cannavaro. Ancora, nella ripresa, è stato sempre lui a innescare Salah per un contropiede da manuale, anche se il mancino dell’ex viola si è spento debolmente tra le braccia del portiere del Sassuolo. Insomma, qualche segnale di risveglio c’è stato. Anche Maicon, per circa mezz’ora, è tornato a essere quello dei bei tempi. Un terzino con la qualità di un attaccante. Gli è mancato solo il gol, e l’occasione l’ha avuta. Nella ripresa, come detto all’inizio, la Roma è letteralmente scomparsa dal campo. Tutte le linee si sono abbassate, gli stessi attaccanti si sono preoccupati solo di contenere e non riuscivano più a ripartire. Il Sassuolo, per l’impegno profuso nei secondi quarantacinque minuti, avrebbe meritato il pareggio. Berardi ha pensato bene di stampare il rigore concesso dall’arbitro, per netto fallo di Nainggolan in piena area, sulla parte esterna della traversa. L’azione incriminata è nata da un evidente svarione di Rudiger, che si è fatto saltare con una finta elementare. Questa rubrica consiglia alla società una gita a Lourdes, con successiva immersione del maldestro centrale tedesco nella celebre vasca. Magari fuoriesce un Aldair ringiovanito. Scherzi a parte, ennesima bocciatura per lo stopper ex Stoccarda. Non è un calciatore da Roma. Si sono sentite le assenze di Manolas e Florenzi, insostituibili. E chiudiamo con un’altra nota di merito, da assegnare a Stephan El Shaarawy. Ha già realizzato due gol in maglia giallorossa, su azione. Più di quelli messi a segno dal pachiderma Dzeko. Si è mosso bene e potrà essere utile alla causa romanista.


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