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Servizio di Maurizio Longhi FBW founder @riproduzione riservata
The end. Il campionato è finito e sono arrivati anche gli ultimi verdetti, diciamo che non ci sono stati colpi di scena clamorosi negli ultimi 90′. Il Napoli ha travolto il Frosinone e ha mantenuto il secondo posto, mentre la Roma, pur vincendo in casa di un Milan senza idee, si è dovuta accontentare del terzo gradino del podio. Non è stato facile per i partenopei che, soprattutto nel primo tempo, hanno faticato a trovare varchi contro i ciociari, schierati benissimo in campo da mister Stellone. Solo allo scadere della prima frazione, Hamsik ha esorcizzato le ansie facendo esplodere il San Paolo ma i veri botti dovevano ancora arrivare. Infatti, nella ripresa c’è stato l’Higuain show: il Pipita ha realizzato una tripletta che gli ha consentito di superare il record di 35 gol che apparteneva a Nordhal. Dopo ben sessantasei anni, un attaccante ha infranto quel record, è stato il Pipita con i suoi 36 centri, roba da far stropicciare gli occhi, come la semi-rovesciata del terzo gol. Una prodezza da campione, un gesto balistico che appartiene solo a chi è nato per giocare a calcio e incendiare le folle. Ottima stagione per Sarri, per la prima volta alla guida di un big nel suo secondo anno di serie A, il Napoli è stata anche l’unica squadra in grado di contendere lo scudetto alla Juve che, però, ha preso il largo con un rendimento mostruoso. Giusto celebrare ancora il grande ruolino di marcia degli uomini di Allegri che, dopo un inizio ad handicap, hanno inanellato venticinque vittorie in ventisei partite, impossibile fare meglio. La Juve, quindi, resta padrona del campionato italiano, al di là dei favoritismi, questa squadra è un rullo compressore, che non concede nulla in difesa e assedia le difese avversarie finché non capitolano, poi si erige un bunker inespugnabile nelle retrovie e i giochi sono fatti. Questa deve essere la forza di chi vuole vincere gli scudetti, subire pochissimo e aspettare il momento giusto per giustiziare le avversarie martellandole sin dal primo minuto. Al terzo posto si è piazzata la Roma che, soprattutto dopo l’arrivo di Spalletti, ha invertito il trend negativo sfiorando anche la seconda piazza. A Milano non c’è stata partita, la pochezza del Milan è stata imbarazzante, i rossoneri sono già proiettati alla finale di coppa Italia contro la Juventus che sicuramente vorrà alzare un altro trofeo. 1-3 il risultato finale in favore dei capitolini ma, dopo la prima frazione, il discorso era già chiuso, il Milan ha preferito evitare lo sforzo di offrire una prestazione di onore e dignità dinanzi ai propri tifosi. A guadagnare un posto in Europa League sono state Inter e Fiorentina, rispettivamente quarta e quinta, ma entrambe avevano sognato un campionato diverso, soprattutto alla luce dell’avvio incoraggiante con i nerazzurri per diverso tempo addirittura ai ponti di comando. Gli uomini di Mancini, nell’ultimo turno, si sono dovuti piegare ad un Sassuolo trascinato da un super Politano e che ha condotto un campionato tra gli applausi di tutti chiudendolo al sesto posto. Ora gli emiliani saranno spettatori interessati della finale di coppa Italia e, se il Milan non dovesse farcela, saranno loro a volare in Europa League, un traguardo storico per una piccola realtà come quella modenese.

Nonostante l’onore delle armi, anche il Carpi deve salutare la serie A insieme a Frosinone e Verona. Gli emiliani hanno lottato fino all’ultimo, andando a vincere con merito in casa dell’Udinese, stagione da cancellare quella dei friulani, ma il Palermo, seppur con qualche patema d’animo, ha avuto ragione del Verona festeggiando la permanenza in massima serie. Questi sono stati i verdetti del campionato che, quando finisce, fa iniziare subito il conto alla rovescia per farlo ripartire perché, chi ama questo sport, non riesce a starne senza. Come ogni anno, c’è chi piange e chi ride e il tempo delle vacanze è anche quello delle domande, a cui si dovrà rispondere al ritorno sul campo, con tanta voglia di confermarsi o di riscattarsi.

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