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Dopo aver dato il benvenuto alla rubrica “Il film del Campionato” ritorniamo con l’omonima rubrica ma dedicata alla Champions League. Un modo, dunque, di godere anche delle emozioni e dello spettacolo offerti dal calcio internazionale. L’attesa era soprattutto per il ritorno di fiamma di squadre come il Manchester United di Mourinho, ancora orfano di Ibrahimovic e un Chelsea del tutto nuovo, in Champions, con la firma italiana di Antonio Conte. Allegri per riprovare la stessa impresa di Cardiff e Sarri per far sognare nuovamente il popolo partenopeo. Una competizione, insomma, tutta da vivere con l’incubo Paris Saint-German, trascinata da Cavani, Mbappé e Neymar, e il Bayern di Ancelotti sempre in agguato. Comincia il nostro cammino verso la finale di Kyev 2018 attraverso le emozioni delle fasi a gironi e le fasi ad eliminazione diretta.
Gruppo A.

Non poteva cominciare diversamente l’esordio di José Mourinho con il suo Manchester, in Champions. Un tris perfetto calato ai danni del Basilea. Ci ha pensato, forse, uno dei giocatori meno attesi. Partito dalla panchina e subentrato al posto dell’infortunato Pogba, Fellaini ha portato i vantaggio i padroni di casa con la sua specialità: il colpo di testa. Un match noioso, almeno per De Gea che non si è dovuto impegnare più di tanto per neutralizzare gli attacchi avversari. Non poteva che lasciare la sua firma anche Lukaku nella ripresa grazie all’assist perfetto di Blind. La terza rete è, invece, stata offerta da Rashford che ha definitivamente chiuso i conti. Serata da dimenticare per i portoghesi del Benfica. I padroni di casa escono sconfitti per 1-2 dal match contro il CSKA Mosca. Dopo un primo tempo fiacco di gol, nella ripresa, tutto sembrava andare per il verso giusto con il gol del vantaggio di Seferovic. Ma i russi non sono mai restati solo a guardare e, così, Vitinho dagli undici metri ha pareggiato i conti e 8 minuti dopo Zhamaletdinov ha regalato 3 punti fondamentali per la propria squadra. La caparbietà e la voglia di non arrendersi mai ha prevalso e ciò è bastato, al CSKA, per tornare a casa con il massimo bottino.
Gruppo B.

Chi si aspettava un esordio ricco di gol aveva, probabilmente, un buon presentimento. La prima partita dei gironi, infatti, almeno fino ad ora, si è rivelata ricca di goleade. Come quella francese del Paris Saint-German ai danni del Celtic. Neymar e compagni, infatti, non hanno avuto grossi problemi nella trasferta di Glasgow dove hanno collezionato ben 5 reti. La doppietta di Cavani ha accompagnato la rete dell’ex talento del Barcellona e del giovane Mbappé, uno dei più promettenti all’interno del panorama francese. La squadra di Parigi ha certamente voglia di arrivare più lontano dopo la beffa dell’anno scorso contro uno storico Barça, al Camp Nou. Il vero test sarà, però, contro il Bayern Monaco di Ancelotti, al Parco dei Principi. Anche la squadra tedesca ha calato un tris contro l‘Anderlecht, firmato Lewandoski, Thiago Alcantara e Kimmich. Anche qui, nessun problema. Tutto molto facile per le due big del Girone che hanno mandato forti segnali e ce sono certamente pronte a sfidarsi faccia a faccia in quello che sarà un reale scontro fra titani del calcio internazionale.
Gruppo C.

La Roma di Di Francesco ha dato, già dall’inizio del campionato, l’impressione di essere una squadra in fase di allestimento. Anche ieri sera, tutto ciò si è evinto. Tuttavia, i giallorossi sono stati in grado di fermare l’Atletico Madrid, sul punteggio di 0-0. L’eroe di serata? Il tanto criticato Alisson che ha detto no fin troppe volte a Griezmann e compagni. Non tantissima Roma in campo che ha avuto comunque la forza di mettere la testa fuori dal guscio e di sfiorare, in un’occasione, anche un clamoroso gol del vantaggio. Ha, certamente, da reclamare un calcio di rigore alquanto netto per un fallo di mano in area non sanzionato nel corso del primo tempo. L’unica nota positiva è l’aver fermato i ragazzi del Cholo e l’aver trovato un portiere in grado di interpretare nella miglior maniera la propria parte. Alisson si è dimostrato all’altezza dei giallorossi. In un girone come quello della Roma è molto dura riuscire nel passaggio del turno, ma la formazione dell’ex allenatore del Sassuolo deve ripartire da questo utile pareggio. Parte, invece, in quarta (o in sesta) Antonio Conte con il suo Chelsea. Sono stati ben 6 i gol inflitti al Qarabag, fra cui l’eurogol di Zappacosta dopo un incredibile coast to coast. Tutto facile per la squadra inglese che si porta, dunque, a punteggio pieno e prima nel girone.
Gruppo D.

Davanti ad un Messi spietato poco si può fare. Nemmeno Dybala, esageratamente paragonato al 10 argentino per eccellenza, ha potuto qualcosa. Il Barcellona di Valverde si è preso la sua giusta rivincita per la sconfitta totale nel doppio confronto dell’anno scorso. E’ bastato l’argentino. In tanti, forse, non avrebbero scommesso così tanto sui blaugrana orfani di Neymar, ma la squadra spagnola ha dimostrato di avere comunque enormi qualità. Troppa poca Juventus per un match di così alto livello. La vecchia signora era stata anche in gioco fino alla fine dei primi 45 minuti. Proprio allo scadere un lampo della pulce ha trovato l’angolino più lontano, laddove anche uno come Buffon non può arrivare. E’ qui che è mancata la Juve che conosciamo. E’ mancata nel carattere e nel non arrendersi. E’ stato, invece, tutto più facile per la formazione di Valverde arrivare a siglare il secondo e poi il terzo gol. Tutti passati fra i piedi di Messi che si è preso la sua personale rivincita sotto gli occhi del suo, si spera, erede Dybala. Inutile, per ora, parlare di confronto. Allegri dovrà essere bravo a far rialzare i suoi. In una competizione come questa non c’è tempo per abbattersi, ma bisogna sempre lottare per dare il meglio di sé. Questo Allegri lo sa e dovrà trasmetterlo al resto della squadra. Sorpresa, invece, in terra greca con lo Sporting Lisbona che ha rifilato 3 reti all’Olympiacos. L’ex Roma Doumbia ha aperto le danze. Danze accompagnate dalla rete di Gelson Martins e da quella dell’ex blucerchiato Bruno Fernandes. Solo il subentrato Felipe Pardo è riuscito a non mollare fino alla fine siglando una doppietta che è servita, quanto meno, ad accorciare la differenza reti. Tutto da rifare per la squadra di Atene non proprio in un girone facile dove punterà almeno ad uscire a testa alta rendendo almeno orgogliosi i propri tifosi.

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