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Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA
Premiare l’impegno, bacchettare gli insufficienti o valutare i risultati? Tanti spunti anche in questa 37° giornata di Serie A. E allora diamo i voti ai protagonisti di questa giornata di campionato nella massima serie.
VOTO 0 – al derby fuori dal campo. Non è più possibile tollerare le solite scene di violenza pre e post-derby. Non è più possibile tollerare interruzioni di una partita per lancio di oggetti (petardi o fumogeni che siano). E’ arrivato il momento che, chi di dovere, si prenda le proprie responsabilità. Spostare il derby serve a poco se accade lo stesso di tutto. DIMISSIONI
VOTO 1 – a Miguel Angel BRITOS. L’emblema perfetto della partita del Napoli è stato offerto dall’espulsione dell’uruguayano. Perdere la testa contro (parte del)le riserve della Juve e ritrovarla contro il naso del povero Alvaro Morata. Gesto da censurare. CAPOCCIONE
VOTO 2 – all’INTER di Mancini. Il rebus fondamentale, mai risolto, nè da Mancini nè da Mazzarri è stata la difesa nerazzurra. Se l’attacco ha trovato in Icardi un alfiere eccezionale, la retroguardia è rimasta carente e lacunosa. Lacune che hanno fatto svanire le residue speranze d’Europa. DELUSIONE
VOTO 3 – all’UDINESE. Bianconeri disastrosi, dopo il giro di boa. Nel girone di ritorno, i friulani hanno raccolto solo 17 punti, con una media inferiore addirittura ad un punto a partita. Stramaccioni ha perso completamente la quadratura del cerchio, regalando un finale di stagione disastroso. CALO
VOTO 4 – alla LAZIO di Pioli. Un pareggio avrebbe dato ai biancocelesti la certezza matematica della Champions. Il gol di Iturbe aveva complicato le cose, ma il pareggio repentino di Djordjevic le aveva rimesse a posto. Sarebbe stato meglio accontentarsi del punto fondamentale, invece… INGORDA
VOTO 5 – alla SAMPDORIA. Bastava una vittoria contro l’Empoli, ormai già salvo e senza pretese, per continuare a sperare nell’Europa e tenere il passo del Genoa. Eppure, gli uomini di Mihajlovic si sono ritrovati a dover recuperare e a pareggiare in extremis. Decisamente un’occasione persa. SCIUPONA
VOTO 6 – alla missione compiuta della FIORENTINA. Nel pomeriggio del saluto di Dybala a Palermo, i viola sono riusciti a conquistare l’Europa League, dopo una stagione di alti, bassi e infortuni. L’ultimo sprint decisivo, nonostante le delusioni europee e non, è stato piazzato. E ha un’importanza fondamentale per il futuro. MISSIONE COMPIUTA
VOTO 7 – all’orgoglio della ROMA. L’ha detto Daniele De Rossi, a fine partita: “Questa Roma, pur in fase calante, ha avuto carattere.” E ha ragione, perchè nel girone di ritorno i giallorossi hanno avuto un ruolino di marcia molto negativo. Le vittorie di carattere con Udinese e Lazio regalano un importante secondo posto. RUGGITO
VOTO 8 – alla voglia d’Europa del GENOA. Una vera e propria rivincita di Gasperini, la vittoria contro l’Inter. Quell’Inter che non aveva creduto nel tecnico di Grugliasco e che, con la vittoria di sabato scorso, ha estromesso proprio i nerazzurri dall’Europa e portato i suoi rossoblu ad un passo dall’Europa League. Licenza permettendo. GRIFONDORO
VOTO 9 – all’intramontabile Luca TONI e alla resurrezione di EL SHAARAWY. Non ci sono più aggettivi per il bomber del Verona: 21 reti e capocannoniere (per ora) a 38 anni suonati (proprio oggi, 26 maggio). Un aggettivo per il faraone milanista invece c’è. Ed è “ritrovato”, o almeno è quello che sperano a Milanello. PASSATO E FUTURO
VOTO 10 – all’istinto killer della JUVENTUS. Non ce la fanno, è più forte di loro, non riescono a mollare il piede dall’acceleratore. E i fuoriserie bianconeri vincono anche lo scontro col Napoli, che avrebbe fatto comodo alle speranze Champions partenopee. SPIETATA
Twitter: @Val_CohenLauri

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